Qualità a stelle e strisce: l’identikit delle aziende più virtuose

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Vista aerea di un vivace paesaggio urbano al tramonto, con grattacieli densamente affollati e strade illuminate. L'orizzonte risplende di vivide tonalità arancioni e viola, mentre un fiume serpeggia attraverso la scena, riflettendo il cielo colorato.

La cultura business-friendly che contraddistingue gli Stati Uniti ha
portato il governo del paese a registrare cifre record nella domanda di creazione di nuove imprese, arrivata a 5,5 milioni nel 2023 (2 milioni in più rispetto al 2019), secondo quanto riporta lo US Censis
Bureau. Tuttavia, più aumenta il numero delle aziende dalla crescita potenzialmente interessante, più diventa difficile per gli investitori riconoscere quelle meglio posizionate per una crescita sostenibile nel lungo periodo. Il punto di vista degli esperti del settore diventa quindi essenziale

Indice

In una famosa favola di Esopo, una tartaruga saggia e paziente batteva una lepre un po’ presuntuosa alla sua stessa gara, quella della velocità (o della fretta). Una storia la cui morale è talmente riconosciuta da essere divenuta una vera e propria convinzione anche nel mondo degli investimenti, oltre che nella vita. Una filosofia condivisa dal team di gestione di Comgest US Equities, da sempre attento a selezionare società dalla crescita sostenibile e coerente da includere all’interno del proprio portafoglio, in una ricerca che ignora i rumori di fondo del breve termine e si concentra sulle opportunità dai lunghi orizzonti. Riconoscere le aziende più virtuose, tuttavia, può non essere semplice. Come orientarsi, quindi? We Wealth ne ha parlato con Gabriella Berglund, Branch Manager di Comgest Italia.

Quali fattori aiutano a determinare un’azienda di qualità?

“Ricerchiamo e selezioniamo titoli con una lunga storia imprenditoriale e un nome riconosciuto, dal comprovato track record di crescita degli utili a due cifre e superiori alla media, oltre che dal robusto cash flow e capaci di ergere elevate barriere all’ingresso per la concorrenza. In aggiunta, preferiamo aziende con un team manageriale di vasta esperienza e dalla buona cultura aziendale. Oggi, infine, la qualità non può prescindere da verificate credenziali ambientali, sociali e di governance
(Esg)”.

Cosa contraddistingue l’approccio alla qualità del team Comgest US Equities?

“Il nostro team d’investimento ricerca in primo luogo quei titoli che definiamo ‘potenziatori di produttività’, ossia società in grado di offrire prodotti migliori utilizzando meno risorse e a un costo inferiore. Un altro elemento che riteniamo sia un importante indicatore di qualità è la capacità di un’azienda di fornire beni e servizi critici al mercato, risultanti in buone performance in ogni fase del ciclo economico. Abbiamo selezionato diverse di queste società ‘all-weather’ operanti, ad esempio, nel settore della sanità e dei software. A nostro avviso, queste aziende sono ben posizionate per conseguire la crescita sostenibile che cerchiamo come investitori di lungo termine”.

Concentrarsi sul lungo termine aiuta gli investitori a non farsi distrarre dalle variabili di breve corso. A vostro avviso, quali sono i prossimi ‘rumori di fondo’ sui mercati azionari Usa?

“Le imminenti elezioni certamente sono al centro dell’attenzione di molti, però è importante sottolineare che entrambi i candidati intendono proseguire con gli attuali elevati livelli di spesa, sostenendo così l’economia statunitense. Detto questo, noi manteniamo il nostro approccio bottom up in maniera coerente, a prescindere dall’esito delle elezioni”.

A quali investitori si rivolge la strategia Comgest US Equities?

“Per chi non vuole correre uno sprint, ma una maratona: per cogliere al meglio le opportunità offerte dall’investimento di lungo termine sul mercato azionario statunitense, calma e resilienza sono infatti le parole d’ordine. Come la tartaruga di Esopo, preferiamo camminare, adottando un approccio paziente e basato su convinzioni solide, che ci consente di individuare società capaci di resistere a tutte le condizioni di mercato. Selezionando titoli con una prospettiva bottom-up, inoltre, non siamo vincolati da settori, benchmark o tendenze, potendo esplorare l’intero universo investibile”.

Possiamo menzionare tre esempi di società quality growth interessanti dal vostro punto di vista?

“La prima è Monolithic Power Systems, fondata nel 1997 a Kirkland, Washington e oggi operante in oltre 15 paesi a livello mondiale. Si tratta di una società di elettronica specializzata in semiconduttori. Rientra a nostro avviso tra le società quality growth in quanto ha registrato costantemente una crescita più rapida rispetto agli omologhi del mercato dei circuiti integrati per la gestione dell’energia di alta fascia. È inoltre fornitore cruciale per grandi società tecnologiche come Nvidia e Google, oltre che automobilistiche come Tesla e Mercedes. MPS ha sfruttato la sua tecnologia di packaging proprietaria per creare chip più piccoli ed energeticamente più efficienti, fondamentali per le applicazioni di intelligenza artificiale. Per queste e altre ragioni, la società sta costruendo un vantaggio in termini di innovazione rispetto ai concorrenti, come dimostrato dal rendimento del capitale investito (oltre il 50% nel 2022, quasi il doppio rispetto al 2019)”.

“Secondo esempio è Oracle, fondata nel 1977 a Santa Clara, in California. Oggi la multinazionale ha sede ad Austin, Texas. Società di servizi di cloud e gestione di database, Oracle fornisce alle imprese soluzioni di pianificazione delle risorse. Si tratta di un’azienda che negli anni ha saputo innovare e risolvere problemi complessi dei consumatori, che continueranno a cercare i suoi prodotti e servizi indipendentemente dalle condizioni del ciclo economico, consentendo all’azienda di sviluppare resilienza e conseguire una crescita sostenibile. Oracle è stata per tempo sottovalutata dagli investitori, in quanto percepita come società ‘matura’ nell’ambito dei programmi gestionali. Tuttavia, nel corso degli anni l’azienda ha aggiunto nuove sfaccettature di business grazie a una forte attenzione alla ricerca e sviluppo (tra il 2020-2022, il rapporto tra le spese in r&s e le vendite è stato del 17%, più del doppio rispetto alla media del settore), che l’ha fatta rapidamente crescere nei mercati delle infrastrutture cloud e dei software di pianificazione delle risorse aziendali. Interessante anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale dell’azienda: l’80% dell’energia utilizzata per le attività di back-end proviene da fonti rinnovabili, con l’obiettivo del 100% entro il 2025. Inoltre, l’azienda ha cercato di ridurre al minimo i rifiuti elettronici ed esplorato soluzioni di efficientamento idrico ed energetico”.

“Terzo esempio è infine Costco Wholesale, rivenditore di prodotti sfusi all’ingrosso fondato nel 1983 a Seattle, Washington. Oggi Costco conta 890 punti vendita negli Stati Uniti e in altri 12 paesi. La società ha adottato un modello di business distintivo. L’acquisto della merce avviene infatti esclusivamente tramite membership: attraverso il pagamento di una quota annuale (tra i 60 e i 120 dollari l’anno negli Usa), i soci accedono a diversi servizi e promozioni. Generando margini lordi ridottissimi, questa struttura consente di vendere prodotti di alta qualità al di sotto del prezzo minimo stabilito dal produttore. Come conseguenza, il numero di soci è cresciuto fino a raggiungere i 75 milioni nel primo semestre del 2024 (dai 40 milioni del 2013). L’aumento delle vendite ha rafforzato inoltre il potere di negoziazione di Costco nei confronti dei propri fornitori, generando un vero e proprio ‘ciclo virtuoso’ a vantaggio dei consumatori oltre che della stessa azienda. Rientra tra le società quality growth per il suo modello di business sostenibile e la cultura aziendale. Il modello di business di Costco rappresenta infatti un esempio sostenibile nel lungo periodo: i guadagni finanziari si convertono infatti in maggior potere di negoziazione nei confronti dei fornitori, che a sua volta attira nuovi clienti e spinge a rialzo le vendite. Inoltre, la società è attenta a coltivare una buona cultura aziendale che si basa su salari più alti e benefit aggiuntivi rispetto alla concorrenza, fra cui la copertura assicurativa sanitaria. La soddisfazione degli oltre 300mila dipendenti genera così un ritorno positivo sugli utili, in quanto il basso turnover evita l’utilizzo di risorse economiche per la formazione di nuovo personale”.



Articolo tratto dal numero di ottobre 2024 del magazine We Wealth. Abbonati qui.





Striscione con il logo della Comgest a sinistra e il testo in italiano "Le azioni USA viste da una prospettiva europea". Il lato destro mostra una scultura a specchio che riflette edifici e un punto di riferimento in lontananza.

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

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