Private Debt, Aifi: crescono gli investimenti, ma la raccolta rallenta

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Una persona in giacca e cravatta esamina grafici a barre su un tablet a una scrivania, circondata da fogli, una penna, una calcolatrice, un taccuino e una tazza gialla, con una pianta sullo sfondo.

AIFI presenta i dati sul private debt italiano nel primo semestre 2025: investimenti record per 2,1 miliardi di euro, 94 società finanziate e crescente attenzione verso sostenibilità e strumenti di finanza alternativa per PMI.

Indice

Il 2025 si apre con alcuni segnali di maturità e crescita per il private debt italiano. Secondo i dati presentati da AIFI , in collaborazione con CDP, nel primo semestre sono stati investiti 2,1 miliardi di euro, segnando un incremento del 66% rispetto al 2024. La raccolta totale, invece, è calata a 464 milioni di euro (-21%), evidenziando come il mercato necessiti di ulteriori strategie per rafforzare gli operatori domestici.

Operatori nazionali e struttura delle operazioni

Dall’analisi di AIFI emerge un mercato italiano del private debt sempre più strutturato. I principali operatori domestici guidano il numero di operazioni, sostenendo soprattutto le piccole e medie imprese. Su 94 società finanziate nel primo semestre, circa il 40% delle operazioni è stato strutturato come club deal, il 25% da un singolo arranger e il 20% tramite sindacazioni, a conferma della crescente professionalizzazione del mercato italiano del private debt.

Strumenti e caratteristiche dei finanziamenti

I dati evidenziano come il 73% delle operazioni sia rappresentato da finanziamenti, con una prevalenza di strutture senior sia in termini di numero (56%) sia di ammontare (73%). Le durate medie sono di quasi sei anni, con tassi medi applicati pari a 4,90 punti percentuali sopra l’Euribor. Non meno rilevante, circa un terzo delle operazioni segue criteri ESG, sottolineando l’attenzione verso la sostenibilità e gli investimenti responsabili.

Private debt e PMI: la finanza alternativa come leva di crescita

Vincenzo Paolo Carbonara, responsabile Finanza per la Crescita CDP, illustrando l’attività dell’Istituto, ha sottolineato l’importanza della finanza alternativa per colmare il gap di credito delle PMI. Strumenti come mini bond e basket bond, insieme ai servizi di advisory, permettono alle imprese di sviluppare piani industriali concreti e accedere a capitali diversificati. Grazie ai fondi di debito e a partnership paneuropee, è stato possibile mobilitare oltre 3 miliardi di euro, sostenendo la crescita interna ed esterna delle imprese e il finanziamento di leveraged buyout.

Geografia e settori trainanti

La Lombardia continua a guidare il mercato con oltre il 40% delle operazioni, seguita da Veneto ed Emilia Romagna. Settori chiave sono i beni e servizi industriali, al 22% degli investimenti, e energia e ambiente, al 16%. Secondo AIFI, il private debt riesce così a sostenere sia imprese tradizionali sia progetti più innovativi, diventando un vero motore per l’economia reale italiana.

Verso un futuro più strutturato

«Lato investimenti, nei primi sei mesi dell’anno il private debt si è concentrato sia sulle PMI sia sulle grandi imprese, fornendo capitali per la crescita e supportando le operazioni di leveraged buyout», commenta Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI. «Sul fronte della raccolta, servono azioni di sistema per aumentare la dimensione degli operatori italiani e consolidare ulteriormente il mercato». Con investimenti record, strumenti innovativi e una crescente attenzione alla sostenibilità, il private debt conferma la sua centralità nel rafforzamento e nello sviluppo delle imprese italiane.

Domande frequenti su Private Debt, Aifi: crescono gli investimenti, ma la raccolta rallenta

Qual è stato l'andamento degli investimenti nel private debt italiano nel primo semestre del 2025?

Nel primo semestre del 2025, gli investimenti nel private debt italiano hanno registrato una crescita significativa, raggiungendo i 2,1 miliardi di euro. Questo dato rappresenta un aumento del 66% rispetto allo stesso periodo del 2024, indicando una fase di espansione del mercato.

Come si è comportata la raccolta di capitali nel settore del private debt in Italia nello stesso periodo?

La raccolta totale di capitali nel private debt italiano ha subito un calo nel primo semestre del 2025, attestandosi a 464 milioni di euro. Questa cifra rappresenta una diminuzione del 21% rispetto al 2024, suggerendo la necessità di nuove strategie per sostenere la crescita degli operatori nazionali.

Quali sono le principali evidenze che emergono dai dati AIFI-CDP riguardo al private debt italiano?

I dati presentati da AIFI in collaborazione con CDP evidenziano segnali di maturità e crescita per il private debt italiano nel 2025. Nonostante la crescita degli investimenti, la contrazione nella raccolta suggerisce la necessità di rafforzare gli operatori domestici.

Qual è l'implicazione del calo nella raccolta di capitali per il mercato del private debt italiano?

Il calo nella raccolta di capitali indica che il mercato del private debt italiano necessita di ulteriori strategie per rafforzare gli operatori domestici. Questo potrebbe includere l'attrazione di nuovi investitori o lo sviluppo di prodotti finanziari più innovativi.

Qual è il focus principale dell'articolo in relazione al private debt italiano?

L'articolo si concentra sull'analisi degli investimenti e della raccolta di capitali nel private debt italiano, evidenziando la crescita degli investimenti e il rallentamento della raccolta nel primo semestre del 2025. L'articolo sottolinea la necessità di strategie per rafforzare gli operatori nazionali.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Ritratto in bianco e nero di Emilia Taddonio, giovane donna con capelli lunghi e lisci, che indossa un top senza maniche e guarda direttamente verso la macchina fotografica con un leggero sorriso e uno sfondo neutro.

di Emilia Taddonio

Laureata in Storia specializzandosi in storia finanziaria presso l’Università di Edimburgo, è Junior Branded Content Editor per We Wealth

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