L'orologio, re dei pleasure asset: il futuro è pink in asta

Teresa Scarale
Teresa Scarale
9.5.2022
Tempo di lettura: 3'
L'ultima asta di Phillips Watches non fa che rafforzare un trend decennale, che ha vissuto un'ulteriore accelerazione dal 2020. Il pezzo più costoso? Un Patek Philippe in doppio rosa

Guanti bianchi, white gloves, tutto esaurito. Piazza pulita. Non si sa più come dirlo: le aste del dipartimento orologi di Phillips sembrano non conoscere altro esito che il 100% del venduto. È accaduto lo stesso nell'ultima asta The Geneva Watch Auction: XV tenutasi a Ginevra il 7 e 8 maggio 2022. «Intensa ed eccitante» la hanno definita i capi dipartimento Alexandre Ghotbi, head of watches, continental Europe and Middle East e Tiffany To, specialista orologi e head of sale.

I pezzi in catalogo sono andati letteralmente a ruba: 39 milioni di dollari l'incasso complessivo (per l'esattezza: CHF 38.938.400 franchi / 39.374.510 dollari / 37.711.840 euro). Risultati che una volta di più incoronano – senza timore di smentita – l'orologio sovrano dei pleasure asset strettamente legati al mondo del lusso.

I modelli in catalogo erano 196, 600 i collezionisti in presenza nella usuale sala dell'hotel La Réserve, 1800 quelli collegati online, per un totale di 67 paesi rappresentati. Stella della due giorni di aggiudicazioni è stato un vecchio Patek Philippe con calendario perpetuale, referenza 1518 in oro rosa con quadrante rosa. L'acquirente se lo è aggiudicato al telefono, per l'equivalente di 3,3 milioni di dollari.

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Patek Philippe referenza 1518 in oro rosa

Il secondo lotto più costoso è stato il Rolex referenza 6239, con quadrante delle pulsazioni, soprannominato The Crazy Doc, volato via per 1,7 milioni di dollari, record mondiale per la referenza in oro giallo. Si tratta dell'unico esemplare conosciuto referenza 6239 in questo metallo.

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Rolex referenza 6239 in oro

Chiude il podio il Patek Philippe “Simon Wiesenthal” del 1941, importante per rarità e provenienza: apparteneva all'omonimo superstite dell'olocausto. Apparso per la prima volta sul mercato nel 2007, all'indomani della morte dello scrittore e ingegnere, il modello è prezioso anche perché della sua referenza – la 1503 – ne esistono solo due al mondo. Il quadrante è in lacca nera, con numerali Breguet. Non sorprende che qualcuno abbia speso 1,4 milioni di dollari per aggiudicarselo.


Patek Philippe “Simon Wiesenthal”

La top ten (in fondo all'articolo tutti i dettagli) è di stampo classico, con il duopolio Rolex-Patek che si alterna. Fa però capolino in ottava e decima posizione un marchio amatissimo dai collezionisti: F.P. Journe. Entrambi i modelli hanno superato le stime pre asta, con il lotto 300 (F.P. Journe Octa Zodiaque) che ha incassato 813.000 dollari. Si tratta del solo esemplare esistente di Octa Zodiaque in oro rosa, creato nel 2005 per la fondazione The Children Action. L'incasso, per volontà del proprietario venditore, è stato donato alla stessa fondazione. Un moto di generosità che ha indotto la stessa Phillips a donare la sua commissione di vendita per questo lotto.



Fuori di classifica, altri marchi indipendenti che si sono distinti per le cifre di aggiudicazione sono stati Kari Voutilainen, Christian Klings, Urwerk, MB&F, e De Bethune.

«Ancora una volta, si è confermato l'appetito dei collezionisti di segnatempo per pezzi rarissimi, della più alta qualità, di rilevanza storica e dal design originale. Tutti elementi che hanno generato un'ulteriore vendita record per Phillips», hanno concluso Ghotbi e To.



Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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