Christie’s Venture, il fondo che unisce arte e fintech

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Le grandi case d’asta internazionali puntano sulle nuove tecnologie applicate all’arte. Da ultima Christie’s ha costituito un fondo per sostenere la crescita delle società FinTech. Realtà aumentata, blockchain, nft ma anche servizi finanziari avanzati sono gli strumenti che cambieranno il modo di fruizione dell’arte

La casa d’aste Christie’s ha annunciato lo scorso 18 luglio il lancio di Christie's Venture, un nuovo fondo di investimento per fornire risorse finanziarie e supporto di esperti alle società di tecnologie emergenti e FinTech che creano soluzioni rilevanti per il mercato dell'arte. Lo scopo dichiarato è quello di finanziarie la ricerca nell’applicazione delle nuove tecnologie in modo da creare soluzioni innovative e per favorire la migliore fruizione delle opere. 


La casa intende così concentrarsi su prodotti e servizi in grado di risolvere sfide aziendali reali, migliorare le esperienze dei clienti e espandere le opportunità di crescita nel mercato dell'arte e nei mercati che hanno interazioni con lo stesso. In particolare, le tre categorie su cui la casa d’aste si concentrerà inizialmente sono innovazione Web3.0, prodotti finanziari legati all'arte e soluzioni e tecnologie che consentano il consumo senza interruzioni dell'arte. Un primo concreto investimento si è subito concretizzato nella società LayerZero che come attività principale ha quella di agevolare la capacità di un cliente di spostare le risorse tra più blockchain, il database condiviso molto utilizzato per la registrazione delle transazioni di opere d’arte in formato digitale.

Va detto che Christie's può essere considerata tra le più attive case d’asta nel campo delle nuove tecnologie applicate all’arte. Nel 2006 ha lanciato le offerte online per le aste e a partire dal 2011 è stata la prima casa d'aste internazionale a tenere aste esclusivamente online. Ora si pensa allo sviluppo del live streaming di aste multisito, agli strumenti di realtà aumentata, al supporto per il digitale dei non fungible token (nft) e al marketing digitale. Tutti strumenti che hanno reso l'azienda più accessibile e resiliente. 

L’iniziativa di Christie’s rientra nell’ambito del generale processo di digitalizzazione e finanziarizzazione in corso nel mercato dell’arte. I principali player del settore, ma in particolare le case d’asta sono pioniere dell’impiego di tecnologie per la circolazione delle opere d’arte. Agendo su scala internazionale e con aste in formato ibrido, in parte in presenza e in parte in live streaming sulle piattaforme digitali, hanno la spinta maggiore per semplificare al massimo gli adempimenti e aprire i canali di accesso alle aste al maggior numero di utenti e collezionisti possibile a livello globale. 

Negli ultimi anni si sono registrate diverse operazioni di incorporazione da parte delle grandi case d’asta internazionali di startup innovative ad alto contenuto tecnologico proprio con la finalità di implementare sistemi digitali avanzati in un sistema rimasto per lungo tempo ancorato a dinamiche tradizionali oramai superate con l’accelerazione dovuta alla pandemia. 

Un recente esempio in tal senso arriva dalla casa d’aste Bonhams che negli ultimi mesi ha acquisito Bukowski, Skinner e Bruun Rasmussen Art Auctions, tre case d’asta minori, principalmente per entrare in possesso di piattaforme digitali molto efficienti per le aste online oltre che penetrare anche nuovi mercati. La stessa Bonhams già nel 2021 aveva anche acquisito The Market una piattaforma di aste digitali per le aste di auto e moto d'epoca e da collezione. 

Il processo di implementazione delle nuove tecnologie si sviluppa quindi in diverse direzioni. 

A tutto questo si affianca una proposta di servizi finanziari sempre più completa che va dall’art lending, in cui le opere d’arte vengono utilizzate a garanzia dei prestiti, alla consulenza per “monetizzare” la propria collezione d’arte ai finanziamenti veri e propri per l’acquisto di opere d’arte in catalogo o per altre necessità. L’attività caratteristica della vendita di opere d’arte diventa più sofisticata grazie all’aggiunta di servizi finanziari utili a favorire lo sviluppo della prima. Avvocati, consulenti di dipartimento e tributaristi completano la gamma di servizi accessori offerti da queste multinazionali del mercato. Il collezionista si trova così ad avere un unico interlocutore per operazioni sempre più complesse che riguardano l’arte ma non solo.

alessandro@we-wealth.com

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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