Il vaso cinese imperatore d'Italia: 1,7 milioni in asta

Teresa Scarale
Teresa Scarale
22.6.2021
Tempo di lettura: 2'
Una porcellana che celebra il desiderio di avere molti figli è stata il top lot dell'ultima vendita di arte orientale di Pandolfini, affollata di collezionisti internazionali
Una porcellana cinese che da sola ha fatto oltre la metà dell'incasso di un'importante asta di arte orientale. È accaduto a un vaso della dinastia Qing, Periodo Qianlong (1736-1795) battuto da Pandolfini per 1.715.500 euro. L'appellativo di “imperatore d'Italia” forse però non è corretto: ad aggiudicarselo è stato infatti un collezionista straniero, collegato telefonicamente. Con rilanci ponderati, l'acquirente «l'ha conteso lungamente ad altri compratori stranieri presenti in sala», fanno sapere dalla casa d'aste. In totale, l'asta ha realizzato ricavi che sfiorano i 3,2 milioni di euro, con un rialzo medio triplicato rispetto alle stime di partenza. 300 i pezzi complessivamente offerti, eccellenti la varietà e le condizioni, con rialzi del 307%.
vaso cinese asta Italia
ll vaso cinese messo in asta in Italia da Pandolfini il 15/6/2021. Courtesy Pandolfini

Ma perché il vaso Qing è così ricercato? È in porcellana “famiglia rosa”, marchiato (come può vedersi dalla foto d'apertura), realizzato con la sofisticata tecnica Doucai (iniziata nel periodo della dinastia Ming). Le due anse ai lati del collo sono a forma di drago kui. Ma soprattutto, è decorato con simboli beneaugurali. Su tutti, la scena dipinta sul corpo: si tratta della nota scena (per i cinesi) dei “cento ragazzi” che celebrano la festa di primavera tra montagne e nuvole. La scena è dipinta con una maestria tale da renderla quasi animata tridimensionalmente.



Il tema dei “cento ragazzi” era molto popolare durante la dinastia Qing, poiché rappresentava il desiderio di avere molti figli per continuare le proprie radici e garantire prosperità e stabilità. La decorazione appare per la prima volta durante il periodo della dinastia Song (960 – 1279), diventando più nota nel corso della dinastia dei Ming per poi raggiungere il suo apice proprio sotto il regno Qianlong (1736 – 1795). Che ad acquistarlo sia stato un collezionista cinese in vena di festeggiare l'abolizione delle restrizioni demografiche nell'ex Celeste impero?


aggiudicato per 337.000 euro il grande piatto della Dinastia Qing con marchio, del Periodo Yongzheng (1722-1735). La decorazione presenta un delicato tema di fiori e rami fioriti nei toni della famiglia rosa

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