Le migliori università italiane (e al mondo). Politecnico al top

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L’Italia resta fuori dalla top10 della classifica sulle migliori università al mondo. Politecnico al 132° posto, seguito da Sapienza (134°) e Università di Bologna (154°). Atenei americani e inglesi al top

Indice

A ritagliarsi uno spazio per primo nella classifica sulle migliori università al mondo è il Politecnico di Milano, che si posiziona 132°

Il Massachusetts institute of technology festeggia 12 anni di permanenza al vertice, collocandosi al 1° posto del ranking

Bisogna scorrere oltre la top100 per scovare qualche ateneo italiano, nella nuova classifica annuale di Quacquarelli Symonds sulle migliori università al mondo. A ritagliarsi uno spazio per primo è il Politecnico di Milano, che scala 16 posizioni rispetto all’edizione dello scorso anno e si posiziona 132°. Poco distante la Sapienza (134°) seguita dall’Università di Bologna (154°). Le università americane e inglesi dominano invece le prime 10 posizioni, con solo un’altra europea che riesce a farsi breccia (il Politecnico Eth di Zurigo che si colloca 7°). 

La metodologia

Per stilare la classifica di quest’anno sono state esaminate 2.963 università, provenienti da 104 paesi differenti. I risultati, resi disponibili per 1.500 atenei, si basano sull’analisi di 17,5 milioni di documenti accademici e sulle opinioni di più di 240mila docenti e datori di lavoro. Per la prima volta da 20 anni, i ricercatori hanno incorporato tre nuovi indicatori nel Qs world university ranking. Innanzitutto, un’indagine internazionale condotta lo scorso anno dall’agenzia britannica ha rilevato come l’80% degli studenti ritenga che le università possano fare di più per l’ambiente; riconoscendo quest’invito all’azione, i ricercatori hanno attribuito un peso del 5% alla sostenibilità all’interno della classifica globale, per riflettere appunto il ruolo degli atenei nel tracciare la rotta e guidare il cambiamento verso un futuro più “verde”. Inoltre, hanno aumentato il peso della reputazione dei datori di lavoro al 15% e aggiunto i risultati occupazionali (che pesano a loro volta il 5%). Infine, hanno introdotto il parametro della “rete internazionale di ricerca”, che fornisce informazioni specifiche sul grado di connessione internazionale dell’attività di ricerca di un istituto, oltre a riconoscere l’importanza della ricerca collaborativa in senso più ampio.

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Le migliori università al mondo

Il Massachusetts institute of technology festeggia 12 anni di permanenza al vertice, collocandosi al 1° posto della classifica sulle migliori università al mondo. Chiudono il podio la University of Cambridge, che mantiene a sua volta il secondo posto, e la University of Oxford, che sale di una posizione (dal 4° al 3° posto). Nella top10 anche Harvard University (4°), Stanford University (5°), Imperial College London (6°), Eth Zurich (7°), National University of Singapore (8°), Ucl (9°) e University of California (10°). 

Le migliori università italiane

10 atenei italiani ottengono un posto nel ranking, sebbene come anticipato in apertura si collochino oltre la top100. Oltre a Politecnico di Milano (al 123° posto), Sapienza (134°) e Università di Bologna (154°), troviamo l’Università di Padova (219°), il Politecnico di Torino (252°) e l’Università Statale di Milano (276°). Il Sud Italia entra nel ranking al 335° posto con l’Università degli studi di Napoli Federico II, seguita infine dall’Università di Pisa (349°), l’Università di Firenze (358°) e l’Università di Torino (364°). Ordinandole secondo il parametro della sostenibilità, notiamo come l’Università di Padova balzi al primo posto in Italia (e al 55° posto al mondo), accompagnata dall’Università Statale di Milano (al 2° posto in Italia e al 77° al mondo) e dalla Sapienza (3° posto in Italia e 79° al mondo).

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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