Maria Antonietta, la collana con i diamanti dello scandalo in asta

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I leggendari diamanti della miniera ormai esaurita di Golconda compongono i tre fili della collana risalente al XVIII secolo e prossima al pulpito di Sotheby’s Ginevra. Ma la ricchezza del gioiello si deve anche alla sua storia intrigante, collegata a uno dei maggiori scandali finanziari della storia dei casati reali

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Cinquecento diamanti, una collana. Che potrebbe sfiorare i tre milioni di dollari il prossimo 11 novembre 2024 al Mandarin Oriental di Ginevra, durante l’asta Royal and Noble di Sotheby’s, prima dell’attesa Magnificent Jewels del 13 novembre. L’ultima provenienza è quella di “una importante collezione asiatica”, come fa sapere la casa d’aste. Ma la storia di questo gioiello del XVIII secolo è ben più affascinante. Alcuni dei diamanti che la compongono – per un totale di 300 carati – potrebbero essere gli stessi della celebre collana dello scandalo che perseguitò la regina Maria Antonietta di Francia, passato alla storia come “Affare della collana”, che contribuì all’avvento della rivoluzione francese e alla decapitazione della sovrana e di cui si parlerà più avanti.

Gli esperti considerano il monile tecnicamente straordinario: si compone di tre file di diamanti, rifinite da una nappina di diamanti a ciascuna estremità. I gioielli di quell’epoca si caratterizzavano per la loro opulenza e versatilità d’uso. Questo pezzo in particolare poteva essere indossato come collana oppure cucito su un capo d’abbigliamento come ornamento per un négligé.

Tutti i diamanti della collana sono di taglio brillante. Data l’epoca, è altamente probabile che provengano dalle leggendarie miniere di Golconda, in India, esaurite ormai 200 anni fa. Un luogo quasi mitologico, quello in cui per primo l’uomo scoprì i diamanti nel IV secolo a.C. e che ancora oggi sono considerati i più puri e abbaglianti mai estratti. Per oltre un millennio l’India è stato il maggior estrattore di diamanti al mondo.

(Stima 1.600.000 – 2.400.000 CHF / 1.800.000 – 2.800.000 dollari)

Storia della collana con i diamanti dello scandalo della regina Maria Antonietta

Prima di entrare nella collezione asiatica, la collana apparteneva al casato Marchesi di Anglesey, famiglia aristocratica anglo-gallese legata con alla famiglia reale britannica all’inizio del XX secolo. Nel 1937, Marjorie Paget, Marchesa di Anglesey (figlia maggiore di Henry Manners, VIII Duca di Rutland), indossò il gioiello all’incoronazione di Re Giorgio VI, insieme al celebre diadema di Anglesey, come testimonio la foto di Cecil Beaton qui di seguito.

Portrait of Marjorie Paget, Lady Anglesey, wearing the Anglesey Tiara for the coronation of King George the VI. *** Local Caption *** Marjorie Paget;

Nel 1953 fu poi il turno della nuora Shirley Paget di partecipare all’incoronazione della Regina Elisabetta II con lo stesso gioiello.

G4BNNF Left to right, Lord and Lady Woolton, and the Marquess and Marchioness of Anglesey at the Coronation of Queen Elizabeth II at Westminster Abbey, London.

L’ultimo capitolo della permanenza del gioiello nella famiglia lo scrisse il settimo Marchese di Anglesey, che si separò dal manufatto intorno agli anni Sessanta. Nel 1976 la collana con i diamanti dello scandalo di Maria Antonietta fu esposta nella mostra del bicentenario al Museo Americano di Storia Naturale di New York, prima di entrare a far parte di quella che Sotheby’s definisce come una “importante collezione asiatico”.

Lo scandalo della collana della regina Maria Antonietta

Si fa risalire al 1784 – cinque anni prima della Rivoluzione francese – il cosiddetto Affare della Collana di Diamanti, scandalo scoppiato in seguito alle accuse di mancato pagamento mosse a Maria Antonietta. In realtà, un’altra donna si era spacciata per la regina di Francia e aveva falsificato la sua firma. Fu questo uno dei fattori che contribuirono a fomentare la Rivoluzione francese.

Nelle parole di Andres White Correal, presidente del dipartimento gioielleria di Sotheby’s: «Si tratta di un sublime superstite della sfarzosa vita di corte dell’epoca georgiana, definita da un fasto e da uno splendore senza pari. È una fortuna in diamanti e anche un esempio di maestria in design e innovazione tecnica. È il non plus ultra del design dei gioielli del XVIII secolo».

Stando a quanto riporta la Review of World Diamond Production and Trade, solo 22 paesi al mondo attualmente estraggono diamanti grezzi. Fra questi la Russia che nel 2022 ne ha estratti il 35% della produzione mondiale (oltre un terzo). All’inizio del XX secolo la produzione di diamanti su larga scala si estende dapprima in Sudafrica e dopo alcuni decenni in altri paesi di quel continente. Oggi il secondo paese estrattore, dopo la Russia, è il Botswana. L’India non figura più fra i maggiori paesi estrattori: aspetto che rende ancora più appetibile la vendita della collana dello scandalo di Marie Antoinette.

Questa la classifica dei gioielli più costosi in asta nel 2023.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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