Assogestioni, obbligazionari unico motore nella raccolta semestrale

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Su 8 miliardi di raccolta netta nei fondi aperti da gennaio, ben 12 arrivano dai prodotti obbligazionari e 4 dai monetari: deflussi per le altre categorie

Indice

Dopo un mese di maggio in rosso, l’industria del risparmio gestito italiana tira il fiato: a giugno 2025 la raccolta netta complessiva è tornata positiva per 2,55 miliardi di euro, sostenuta quasi interamente dal contributo delle gestioni di portafoglio, che da sole hanno registrato afflussi per 2,58 miliardi, contro i -1,2 miliardi di maggio.

A fronte di una raccolta ancora debole nei fondi aperti (-388 milioni), cresce la domanda di soluzioni personalizzate.

Per la raccolta dei fondi aperti, sono ancora gli obbligazionari a trainare, mentre la gran parte delle altre tipologie è a segno meno. I dati di giugno confermano che il riposizionamento degli investitori verso il reddito fisso, già osservato nel 2024, non si è esaurito nella prima metà del 2025.

A giugno il comparto obbligazionario, che registra una raccolta netta di +2,75 miliardi di euro, migliorando ulteriormente il dato registrato a maggio (+1,73 miliardi). Un segnale coerente con quanto già osservato nel primo trimestre dell’anno, quando il Direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni, Alessandro Rota testimoniava “un periodo di particolare favore per i prodotti obbligazionari, soprattutto quelli a scadenza, che per molte Sgr italiane rappresentano circa il 25-30% delle masse complessive”.

Nel complesso, il mese di giugno si chiude con una raccolta ancora negativa per -388 milioni di euro nel segmento fondi aperti, ma meno pesante rispetto a maggio, quando i deflussi erano arrivati a -1,23 miliardi. A fare la differenza è soprattutto la crescita dei fondi obbligazionari, che continuano a piacere in un contesto di incertezza, fra dazi e crisi internazionali.

Obbligazionari in testa, azionari in affanno

Nello spaccato per categoria, si osservano segni in chiaroscuro. I fondi obbligazionari fra maggio e giugno passano da +1,73 miliardi a +2,75 miliardi, portando il bilancio da inizio anno a quasi 12 miliardi di euro. Al contrario, gli azionari tornano in negativo con -436 milioni a giugno, dopo un timido +460 milioni a maggio. Il bilancio complessivo resta in rosso per -1,37 miliardi.
Una dinamica già anticipata da Rota, che sottolineava come “pur rimanendo in territorio negativo, i deflussi dai prodotti azionari si sono attenuati”.

Ancora più marcata la sofferenza dei fondi bilanciati, che con -1,5 miliardi di euro a giugno restano in profondo rosso: -7,1 miliardi da inizio anno, dopo il record negativo di -1,95 miliardi a maggio. Una categoria, quella bilanciata, che sembra scontare la sfiducia degli investitori verso formule “preconfezionate”, in favore di un’allocazione più selettiva e personalizzata – e forse anche i ripetuti avvertimenti sul tramonto del portafoglio bilanciato classico che patisce le fasi in cui bond e azioni si muovono in tandem.

Il ruolo crescente dei fondi italiani

Un altro segnale interessante arriva dalla categoria dei fondi di diritto italiano, che mettono a segno una raccolta di +1,64 miliardi a giugno (contro +762 milioni a maggio), per un totale di 8,9 miliardi da gennaio. Un trend che potrebbe riflettere dinamiche commerciali più favorevoli a prodotti di casa e meno apertura verso asset manager stranieri.

Infatti, i fondi esteri registrano ancora deflussi importanti (-2,03 miliardi a giugno, dopo -1,99 miliardi a maggio), e il saldo da inizio anno resta negativo per -915 milioni.

I fondi flessibili e monetari restano ai margini

Anche i fondi flessibili non riescono a invertire il trend: raccolta negativa per -484 milioni a giugno (simile a maggio), e -1,3 miliardi da inizio anno. I fondi monetari, invece, registrano un deflusso di -721 milioni, in miglioramento rispetto a maggio (-971 mln), ma restano positivi nel cumulato 2025: +4,25 miliardi. Segno che, pur con vendite recenti, restano uno strumento di parcheggio della liquidità.

Domande frequenti su Assogestioni, obbligazionari unico motore nella raccolta semestrale

Qual è stato l'andamento generale della raccolta netta nel settore del risparmio gestito italiano a giugno 2025?

A giugno 2025, la raccolta netta complessiva è tornata positiva per 2,55 miliardi di euro, segnando un recupero dopo un mese di maggio in negativo. Questo risultato è stato trainato principalmente dalle gestioni di portafoglio.

Quale segmento ha sostenuto maggiormente la raccolta netta positiva di giugno 2025?

Le gestioni di portafoglio sono state il principale motore della raccolta netta positiva a giugno 2025, registrando afflussi per 2,58 miliardi di euro. Questo ha compensato il contributo negativo di altri segmenti.

Come si è posizionata la raccolta nei fondi aperti a giugno 2025?

La raccolta nei fondi aperti a giugno 2025 è risultata ancora debole, con un saldo negativo di 388 milioni di euro. Questo dato indica una minore attrattiva di questo tipo di strumento in quel periodo.

Quale tendenza si osserva riguardo alle soluzioni personalizzate nel risparmio gestito italiano?

Si registra una crescente domanda di soluzioni personalizzate nel settore del risparmio gestito italiano. Questo suggerisce un interesse maggiore da parte degli investitori verso prodotti su misura rispetto ai fondi aperti tradizionali.

Quali categorie di fondi sono rimaste ai margini della raccolta nel periodo considerato?

I fondi flessibili e monetari sono rimasti ai margini della raccolta nel periodo analizzato. La loro performance non ha contribuito significativamente agli afflussi netti complessivi.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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