Peter Doig alla Serpentine: House of music

La settimana prossima, dopo aver attraversato Regent’s Park da sud a nord e viceversa, e più volte, si sarà scusati se si vorrà cambiare parco, e da Frieze muoversi verso Kensington Gardens. È questa una grande raccomandazione, non solo per investigare la bellezza di un altro parco inglese in autunno, ma per immergersi totalmente nel mondo di Peter Doig alla Serpentine Gallery.
Un bagaglio culturale fra i Caraibi le terre del Nord
Scozzese di nascita, Doig si spostò piccolissimo con la sua famiglia prima a Trinidad poi in Canada. Studiò in collegio in Scozia, quindi a Londra per frequentare le scuole d’arte. Solo nel 2000, appena superati i quarant’anni, tornò a Trinidad con un programma di residenza d’artista e lì si trasferì nel 2002 rimanendo sino al rientro nella capitale inglese nel 2021.
Il nome del pittore iniziò a divenire familiare quando venne nominato per il prestigioso Turner Price nel 1994, e certamente dopo che il dipinto White Canoe venne venduto alla Sotheby’s di Londra nel 2007 per 5.732.000 pound, record mondiale per un artista europeo vivente all’epoca. Molti pensarono che fosse un caso bizzarro, un’anomalia, mentre altri videro in Doig un’alternativa di altissima qualità e poesia alle follie economiche che il mercato dell’arte contemporanea di allora stava supportando. Fatto sta che questi ultimi hanno avuto ragione, e i risultati d’asta che si sono susseguiti negli anni lo provano, uno fra tutti Swamped, venduto alla Christie’s di New York nel 2021 per 39.862.500 dollari.

Peter Doig, Music of the Future, Louisiana Museum of Modern Art, Danimarca
La mostra di Peter Doig alla Serpentine Gallery
Al di là delle considerazioni economiche, e del fatto che grandi cifre non sono necessariamente sinonimo di qualità, l’invito ad andare alla Serpentine Gallery South per vedere Peter Doig. House of Music è per fugare ogni dubbio al riguardo e aiuta a penetrare la sensibilità di un artista sincero, grande lavoratore, la cui immaginazione sembra non avere limiti. Lui stesso ammette quanto la musica abbia influenzato la sua pratica artistica: “songs can be very visual”, e quello che cerca incessantemente di fare con la sua pittura è ricreare quell’atmosfera rarefatta e visionaria che la musica sa portare con sé. La musica è infatti un’arte trasparente, che la mente può interpretare: Doig vuole dipingere “il riflesso degli occhi della mente”… Con il supporto dei curatori della Serpentine e l’entusiasmo del direttore artistico Hans Ulrich Obrist, l’artista ha trasformato la galleria in uno spazio per ascoltare.

Serpentine Gallery South, sala con una delle casse Klangfilm Euronor tra i dipinti di Peter Doig, e sedie portate da Trinidad
Tra le opere esposte, molti i dipinti eseguiti durante gli anni in Trinidad, quando più profondo divenì il suo rapporto con la musica. Altre opere sono state completate appena in tempo per la mostra, mescolando ricordi di quegli anni alla sua sensibilità di oggi. La più grande sorpresa sono due sistemi di casse acustiche analogiche per cinema: due gigantesche casse Klangfilm Euronor degli anni Cinquanta, di legno, splendide, e un ancor più raro sistema Western Electric and Bell Labs, della fine degli anni Venti.
Pezzi in prestito da altri grandi artisti
Recuperati e restaurati da Laurence Passera, un’autorità nel campo, e ora grande amico di Doig, accompagnano la mostra con il suono di dischi di proprietà dell’artista e dei suoi amici, ogni settimana diversi. Tra questi Brian Eno che con Peter Doig e Laurence Passera era presente alla conferenza stampa: tutti e tre sembravano più che soddisfatti ed emozionati dal risultato. C’è di più, durante i brevi discorsi ai giornalisti, la musica è stata sospesa, e mancava enormemente, a tutti – questo detto anche da me, io che profondamente detesto le esposizioni dove sottofondi rococò accompagnano opere del Settecento.

Peter Doig e Brian Eno
Possedere un’opera di Doig non è impossibile ma è certamente un acquisto importante. Christie’s ne ha quattro in asta il 15 ottobre 2025 a Londra: Country Rock con una stima di 7.000.000 – 10.000.000 sterline. Poi, Ski Jacket con una stima di 6.000.000 – 8.000.000 sterline. Concrete Cabin, con una stima di 450.000 – 650.000 sterline. E, infine, lo splendido disegno Yara con una stima di £120.000–180.000.

Peter Doig, Ski Jacket, olio su tela, 182.5 x 213 cm., dipinto nel 1994; Christie’s, Londra, 20th/21st Century: London Evening Sale, 15 ottobre 2025, stima 6.000.000 - 8.000.000 sterline

