Lo strano rally delle azioni: quanto è razionale (e quanto durerà)

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Dopo la nuova fase bellica, i mercati azionari hanno molto più che recuperato le iniziali perdite: ecco come interpretarli secondo due esperti

A differenza di quanto avvenuto dopo il coronacrash del 2020, quando il sentiment del mercato riprese vigore dopo gli un sostegno monetario e fiscale senza precedenti, niente oggi fa pensare a un restringimento monetario più soft

Le interviste di We Wealth a Filippo Diodovich, senior market strategist di IG e a Gabriel Debach, market analyst di eToro

Quanto c’è di irrazionale in un mercato azionario che continua a crescere da settimane, di fronte alle minacce poste dal conflitto in Ucraina all’economia (e, per i più pessimisti, alla sicurezza)? E’ una domanda che i media specializzati si pongono con crescente insistenza di fronte a un rally che non solo ha recuperato tutte le perdite seguite immediatamente dopo l’invasione russa, ma anche una fetta del calo dovuto all’aspettativa di condizioni monetarie meno accomodanti.

A differenza di quanto avvenuto dopo il coronacrash del 2020, quando il sentiment del mercato riprese vigore dopo gli un sostegno monetario e fiscale senza precedenti, niente oggi fa pensare a un restringimento monetario più soft. Al contrario, le pressioni inflazionistiche sono aumentate, così come l’esigenza di un rialzo dei tassi più deciso. Questo scenario incrementa i rischi di recessione, come avevamo già raccontato il 18 marzo; finora, però, il sostegno a supporto dell’azionario si è rivelato impermeabile a tutto questo.

Le azioni sono la “camicia sporca più pulita”, ha scritto l’influente economista Mohamed el-Erian in un commento al Financial Times: “sono costose in termini assoluti, ma sembrano meno ‘sporche’ del rendimento reale negativo garantito dai contanti a causa dell’alta inflazione; delle materie prime e criptovalute sono altamente volatili; delle obbligazioni che rimangono vulnerabili a ulteriori cali di prezzo mentre la Fed completa un ciclo di aumento dei tassi d’interesse con una graduale contrazione del suo bilancio”. La teoria della mancanza di alternative si è subito fatta strada per giustificare razionalmente, la forza dei mercati azionari in questa fase. Eppure, anche per el-Erian anche “queste spiegazioni non riescono a risolvere completamente il mistero”.

Se le spinte che sostengono l’azionario fossero prevalentemente irrazionali, il momento del ritorno alla realtà potrebbe concretizzarsi in un nuovo momento di debolezza. Ma le idee sulle cause di questo rally restano diverse. “Crediamo che il rally dei mercati azionari sia soprattutto legato al fatto che il conflitto in Ucraina non si sia esteso ad altri Paesi”, ha dichiarato a We Wealth il senior market strategist di IG, Filippo Diodovich, “al momento le valutazioni sulle possibili conseguenze economiche della guerra nell’Est Europa hanno mostrato un impatto ancora contenuto in termini di rallentamento della crescita nel Vecchio Continente”. Sono elementi a favore di una reazione razionale da parte dei mercati, la quale potrebbe, però, “cambiare nel breve termine se le nuove sanzioni economiche alla Russia dovessero comprendere un embargo su petrolio o gas”.

Sull’assenza di migliori alternative ha sollecitato l’attenzione anche Gabriel Debach, analista di eToro. “E’ vero che l’outlook è stato rivisto al ribasso, ma comunque parliamo ancora di crescita (per molte economie)”, ha dichiarato a questo giornale, “inoltre, in una situazione di alta inflazione la liquidità non è mai una buona soluzione e le alternative sui mercati finanziari non sono delle migliori: il settore obbligazionario americano nel primo trimestre ha registrato la peggior performance degli ultimi venti anni”. Tenendo conto che non si prevede una recessione nell’immediato, ha detto Debach, “il presente ottimismo non rappresenta qualcosa di irrazionale nei mercati, anzi”.

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Al netto di queste considerazioni, a livello operativo entrambi gli esperti sono cauti sulle chance di prosecuzione di questo rally azionario. “Se guardiamo ad un orizzonte temporale di medio/lungo periodo riteniamo che il rally dei mercati azionari non sia sostenibile”, ha affermato Diodovich, “le pressioni inflazionistiche”, accentuate dal conflitto, “dovrebbero continuare a crescere nei prossimi mesi imponendo alle banche centrali di velocizzare il processo di ritiro della liquidità nel sistema finanziario con rialzi del costo del denaro e piani di quantitative tightening”. IG si aspetta che la Fed possa realizzare quanto indicato da alcuni suoi membri e rialzare i tassi di mezzo punto a maggio, raddoppiando il passo del precedente intervento. La Bce, da parte sua potrebbe liberarsi del Qe in tempo per procedere a due rialzi entro l’anno.

Interrogato sulla possibilità di cogliere l’occasione propizia per alleggerire la componente azionaria in portafoglio, in vista di possibili ribassi nei prossimi mesi, Debach ha risposto che l’approccio dovrebbe seguire la tendenza in modo flessibile. “Tuttavia, bisogna ricordarsi che si sta operando in una fase finale di un ciclo economico espansivo”, ha dichiarato l’analista di eToro, “pertanto, l’alleggerimento (non chiusura complessiva) di asset maggiormente rischiosi potrebbe essere comunque una scelta coerente, premiando una maggiore protezione su settori azionari più difensivi”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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