“Vediamo l’opportunità di fare per la divisione tra mercati pubblici e privati ciò che abbiamo fatto per quella tra gestione indicizzata e attiva”: che cosa vuol dire, veramente, il ceo di BlackRock, Larry Fink, con questa sua frase incisiva e, nella misura in cui si parla di finanza, incendiaria? Nella sua ultima lettera, il numero uno della più grande società di gestione patrimoniale ha parlato del superamento dei classici portafogli bilanciati, da 60% azioni e 40% bond. Fra queste due classi di attivo si dovrebbe incuneare un 20% di prodotti finanziari basati su titoli non quotati.
Non è la prima volta che si parla di democratizzazione del mercato privato, ma l’idea di avvicinare un concetto di massa come il 60/40 a un nuovo paradigma che al suo interno contenga “asset privati come immobili, infrastrutture e credito privato” è una novità – e forse la scommessa più audace udita finora sulla democratizzazione degli alternativi. “Il portafoglio standard del futuro potrebbe assomigliare più a un 50/30/20”, scrive Fink, “azioni, obbligazioni e asset privati”.
Dai dati alla semplicità: così BlackRock vuole rendere investibili i privati
Lo scorso febbraio BlackRock ha completato l’acquisizione del data provider specializzato in mercati privati Preqin, pagandolo 3,2 miliardi di dollari. L’intento di questa mossa: “Preqin fa per i mercati privati ciò che i terminali Bloomberg hanno fatto per azioni e obbligazioni”, dice Fink, “con dati più chiari e aggiornati, diventa possibile indicizzare i mercati privati così come facciamo oggi con l’S&P 500. Quando questo accadrà, i mercati privati diventeranno accessibili, semplici. Facili da acquistare. Facili da monitorare”. Al contrario, la mancanza di “trasparenza finora ha scoraggiato gli investimenti”.
I mercati privati sono da qualche anno al centro di una transizione dell’industria finanziaria, i cui margini sono stati sempre più compressi da una concorrenza al ribasso sulle commissioni. Con una gestione attiva azionaria sempre più difficile da difendere alla luce delle sottoperformance di lungo periodo, cercare valore aggiunto su mercati meno standardizzati sembra una strategia logica. Anche se le evidenze non sono definitive, il private equity è stato l’unico comparto che, secondo Pitchbook, è riuscito a battere le performance stellari dell’S&P 500 nell’ultimo decennio. E il private debt, nello stesso periodo, ha fatto meglio dell’obbligazionario high yield.
Il problema, però, è sempre stato l’accesso: “Come suggerisce il nome, i mercati privati sono privati. Per gli investitori individuali, richiedono spesso soglie minime elevate. E anche quando le soglie sono più basse, l’accesso è comunque limitato a chi ha un certo reddito o patrimonio netto”, dice Fink. Ad oggi, costruire l’asset allocation suggerita dal ceo di BlackRock è “quasi impossibile per la maggior parte degli investitori individuali”, che “spesso non dispongono nemmeno del capitale necessario per accedere a più di un singolo fondo privato – e vincolare il 20% del proprio portafoglio in un solo fondo non significa davvero essere diversificati”. Abbassare la barriera all’ingresso significherebbe poter costruire vere allocazioni diversificate, senza concentrare il rischio in un solo fondo.
Consulenti e modelli: il piano operativo per il retail
Per inserire i mercati privati nei portafogli, tenendone a mente il giusto (lungo) orizzonte temporale, Fink propone di integrarli nei piani previdenziali americani 401k e nei fondi target-date, che si adattano automaticamente all’età del sottoscrittore e al momento in cui l’obiettivo d’investimento dovrebbe realizzarsi. “I target date funds sono un ottimo punto di partenza”, scrive, “le persone li amano per la loro semplicità: basta scegliere l’anno in cui si prevede di andare in pensione – 2040, 2055, 2060 – e lasciare che il fondo faccia il resto. Questa semplicità li rende ideali per introdurre gli asset privati”. Ma anche la consulenza finanziaria potrebbe diventare un motore di questo cambiamento. “I clienti vogliono portafogli integrati in modo fluido tra mercati pubblici e privati, dinamici e supportati da dati, gestione del rischio e tecnologia”, dice Fink. “Vediamo questo anche nel canale della consulenza finanziaria, dove i portafogli modello sono oggi il principale strumento con cui i consulenti cercano di far crescere il proprio business e servire meglio i clienti”. L’integrazione dei mercati alternativi nei modelli distributivi, supportata da piattaforme digitali e strumenti avanzati di analisi del rischio, è oggi più vicina – e per BlackRock, è una sfida industriale aperta.

