Usa, Lina Khan all'Antitrust: non una buona notizia per le big tech

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
17.6.2021
Tempo di lettura: 3'
Joe Biden ha nominato Lina Khan alla presidenza dell'Antitrust. Per le big tech si prospetta una vita non facile: la FTC "non guarderà più dall'altra parte"

Biden ha nominato Lina Khan alla presidenza della FTC, rendendola una dei più giovani presidenti a guidare un'agenzia federale

"Non vedo l'ora di lavorare con i miei colleghi per proteggere il pubblico dagli abusi aziendali" ha dichiarato Lina Khan a seguito della nomina

“La vita delle big tech è appena diventata molto più difficile e precaria” ha commentato William Kovacic, ex presidente della FTC, al Financial Times

Per i giganti della tecnologia si prospettano tempi duri. Dopo mesi di discussioni circa la posizione di monopolio delle big tech – discussioni che hanno portato a multe salate in Europa e in Cina – anche negli Stati Uniti potrebbe arrivare presto un giro di vite in materia concorrenziale. Joe Biden ha infatti nominato alla presidenza della Federal Trade Commission, l'Antitrust americano, Lina Khan, una 32enne professoressa della Columbia University Law School, da sempre apertamente schierata contro il potere delle grandi aziende tecnologiche.
La nomina di Khan come presidente della FTC è stata resa nota lo stesso giorno in cui è stata confermata dal Senato degli Stati Uniti per un posto nella commissione composta da cinque persone. Il suo mandato durerà fino a settembre 2024. "È un enorme onore essere stata scelta dal presidente Biden per guidare la Federal Trade Commission", ha detto Khan in una dichiarazione. "Non vedo l'ora di lavorare con i miei colleghi per proteggere i consumatori dagli abusi aziendali". Rebecca Slaughter, che era stata presidente ad interim fino alla nomina di Khan, rimarrà nel consiglio come commissario.
Khan è una delle più rinomate studiose americane a criticare le grandi aziende tecnologiche statunitensi, come Amazon, Facebook e Google, per l'abuso del loro potere di mercato, arrivando già in passato a chiedere al governo un'azione per frenarle. Nel 2017 ha preso di mira il crescente potere della società di Bezos nel paper, "Amazon's Antitrust Paradox”. Secondo Khan era curioso come Amazon fosse al contempo un fornitore di logistica e un concorrente per milioni di piccole imprese che usavano la stessa per vendere merci, concludendo che il pensiero prevalente per cui i prezzi più bassi sono un bene a prescindere per i consumatori è obsoleto e non tiene conto delle forze contrastanti dell'economia moderna. Khan è stata anche consulente della commissione giudiziaria della Camera durante l'indagine antitrust sulle aziende tecnologiche dell'anno scorso. Il rapporto di 449 pagine della commissione, criticava i grandi gruppi tecnologici e consigliava al Congresso di introdurre una legislazione che, tra le altre misure, avrebbe reso più difficile per le grandi aziende l'acquisizione di concorrenti emergenti.

Tale nomina invia un segnale forte alle big tech circa l'intenzione dell'amministrazione Biden di prendere una posizione più aggressiva nei loro confronti. “Nessuno se lo aspettava” ha detto William Kovacic, professore di diritto alla George Washington University ed ex presidente della FTC, al Financial Times. “La vita delle big tech è appena diventata molto più difficile e precaria”. Public Citizen, un'organizzazione non-profit di difesa dei consumatori, ha applaudito la mossa di Biden per affrontare il "potere corporativo incontrollato". "Le società avide sono avvisate: la FTC non guarderà più dall'altra parte mentre accumulano potere per danneggiare i consumatori, trattare i concorrenti in modo sleale e approfittare dei lavoratori" ha detto Alex Harman, sostenitore della politica di concorrenza per Public Citizen, al Ft.  Anche Elizabeth Warren, senatrice democratica del Massachusetts che si è fatta promotrice della proposta di spacchettamento delle big tech, applaude su Twitter. "Khan porta profonda conoscenza ed esperienza a questo ruolo e sarà un difensore senza paura dei consumatori".
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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