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Pandora Papers: la lotta all'evasione è ancora in salita | WeWealth

Pandora Papers: la lotta all'evasione è ancora in salita

Nicola Dimitri
23.12.2021
Tempo di lettura: 5'
Governi, istituzioni e associazioni di ogni genere hanno chiesto a gran voce nuovi sforzi per porre fine al sistema di segretezza offshore che consente ai più facoltosi di trasferire denaro ed evadere le tasse

Pandora Papers ha acceso i riflettori sul fenomeno dell’evasione e dei trasferimenti di ricchezza verso i paradisi fiscali

Un report pubblicato da Icij, International consortium of investigative journalists, mette in evidenza le conseguenze che Pandora Papers ha scatenato nel mondo, ma anche che la strada per combattere l’evasione è ancora lunga

A tre mesi dalle prime rivelazioni, è possibile individuare le conseguenze che l'inchiesta Pandora Papers – la più importante indagine giornalistica degli ultimi tempi – ha scatenato in tutto il mondo.
Già dalle settimane immediatamente successive alla pubblicazione di Pandora Papers, che ha messo in luce l'esistenza di un sistema finanziario ombra che favorisce il trasferimento di ricchezza verso giurisdizioni offshore, si sono registrati importanti sviluppi istituzionali e politici. Ad esempio, i documenti hanno avuto un impatto diretto sulle elezioni nazionali della Repubblica Ceca.
L'inchiesta è costata cara ad Andrej Babis, candidato favorito alla guida del Paese. Pandora Papers, infatti, ha rivelato come il potenziale primo ministro Ceco, pur promettendo l'introduzione di nuove misure contro l'evasione, aveva, in realtà, fatto ricorso a società fittizie nei paradisi fiscali per acquistare un castello sulla riviera francese. Ebbene, a seguito di questo dettaglio, l'8% dei sostenitori del suo partito, prima delle elezioni, ha cambiato preferenza determinando la caduta del leader miliardario.

Ma questo è solo uno dei tanti risultati di Pandora Papers. A seguito della fuga di documenti, la maggior parte dei governi di tutto il mondo ha promesso di introdurre leggi più severe; i partiti hanno convocato udienze pubbliche e altre indagini giornalistiche e istituzionali sono state avviate, comprese quelle del Parlamento europeo e dell'Europol.

Dopo il terremoto scatenato dalle rivelazioni dell'inchiesta, in Brasile le proteste di alcuni manifestanti hanno indotto il governo a convocare il ministro dell'economia Paulo Guedes. Da Pandora Papers, era emerso infatti che quest'ultimo deteneva attività offshore nelle Isole Vergini britanniche.

Simili le vicende registrate a Cipro. In questo caso, un nutrito gruppo di persone è sceso in piazza per chiedere le dimissioni del presidente cipriota Nicos Anastasiades in ragion del fatto che dall'indagine era emersa l'esistenza di uno studio legale riconducibile al presidente che offriva servizi offshore ai miliardari russi.

Eppure, inchieste di questo genere – per quanto importanti e dettagliate – se non seguite da riforme politiche radicali rischiano di rimanere lettera morta e di innescare polemiche e proteste destinate ad affievolirsi in brevissimo tempo.
È questo il caso degli Usa, nazione che pur criticando aspramente le giurisdizioni che favoriscono le pratiche fiscali dannose, si è riscoperta – a seguito dell'inchiesta – uno dei più importanti hub mondiali per il transito del denaro offshore.

Dopo le segnalazioni di Pandora Papers, sotto i riflettori della stampa americana è finita la fiorente industria offshore del South Dakota e di altri Stati, come il Wyoming che, nei fatti, ricalca i meccanismi delle Isole Cayman e di altri tradizionali paradisi finanziari offshore.

Ad esempio, milionari e miliardari di tutto il mondo prendono in considerazione il Wyoming per gestire i propri affari finanziari internazionali, attraverso i trust. Si tratta, infatti, di una delle giurisdizioni più inclini a favorire l'evasione fiscale, nonché uno dei – pur se meno noti – migliori paradisi fiscali del mondo.

Alla luce di tutto ciò, finché non ci saranno delle risposte politiche adeguate, e una cornice normativa idonea a contrastare questi fenomeni, incidendo alla fonte del problema, nonché investendo sui meccanismi che possono favorire un migliore rapporto tra fisco e contribuente, le inchieste giornalistiche e le indagini che ne derivano, anche delle autorità, rischiano di non sortire, oltre alla mera risonanza mediatica, alcun effetto; lasciando impregiudicate le condizioni che permettono ai fenomeni evasivi ed elusivi di continuare ad affermarsi.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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