Lussemburgo, Svizzera e Irlanda: quando piccolo è sinonimo di ricco

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Nicola Dimitri
12.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Gli Stati più ricchi del mondo si contraddistinguono per adottare una politica fiscale orientata ad applicare una tassazione minima sui proventi delle imprese e sui redditi degli individui

L’influenza nel settore finanziario a livello globale permette alla Svizzera e al Lussemburgo di essere i due Stati più ricchi del pianeta

Assicurando alle imprese, in particolare a quelle che operano nel digitale, un’aliquota fiscale particolarmente bassa, l’Irlanda è divenuta nel tempo uno degli Stati più ricchi

Ridotta è la loro dimensione geografica così come ridotta è la tassazione sui redditi applicata.
Questa è la caratteristica che contraddistingue i 3 Stati più ricchi del pianeta in termini di Pil pro capite: Lussemburgo, Svizzera e Irlanda.
Questi tre Stati, posizionati, rispettivamente al 1°, al 2° e al 3° posto nella classifica dei Paesi più ricchi del mondo stilata da TrueNumbers, sulla scorta delle informazioni rilasciate dal Fondo Monetario Internazionale, si contraddistinguono per avere pochissimi abitanti (il Lussemburgo sfiora i 700 mila abitanti, l'Irlanda non arriva a 5 milioni, e la Svizzera raggiunge gli 8 milioni), un'aera geografica ristretta (in confronto agli altri Stati Ue, ad esempio) e una politica fiscale particolarmente vantaggiosa per gli individui e le imprese estere che lì decidono di trasferire i propri capitali.

Anche durante la pandemia, che ha fatto registrare deficit e contrazioni economiche nelle economie più floride e stabili, per esempio, il Granducato del Lussemburgo si è confermato lo Stato più ricco del mondo, raggiungendo la cifra di 116.921 dollari pro capite. Primato invariato dal 1993.

Stesso discorso vale per la Svizzera: quasi impassibile ai fattori che condizionano l'economia globale, lo Stato elvetico tocca gli 87.367 dollari pro capite; detenendo, a tutti gli effetti, il titolo di secondo Stato più ricco del mondo.

L'Irlanda, invece, che a differenza degli altri due Paesi summenzionati, ha un passato non troppo lontano di profonda povertà, è ormai stabile al terzo posto della lista, con 85.205 dollari di Pil pro capite.

Ma a cosa si deve questa enorme ricchezza, che di certo non è proporzionale al numero di abitanti e all'estensione geografica dei territori di questi Stati?

Per un verso, come si evince dall'analisi di TrueNumbers, questa ricchezza è dovuta all'enorme influenza che queste giurisdizioni hanno nel settore finanziario; comparto che traina l'economia globale. Lussemburgo, Svizzera e Irlanda, infatti, nel tempo, hanno riconvertito le loro economie e, da Paesi industriali quali erano (in particolare Lussemburgo e Irlanda), disseminati di miniere e acciaierie, si sono trasformati in centri di servizi finanziari ospitanti le sedi delle maggiori società multinazionali del mondo.

È evidente, però, che funzionale al raggiungimento della loro ricchezza, che ha permesso a questi Stati di superare addirittura i regni petroliferi del Golfo persico, è la politica fiscale adottata. Questi Paesi sono, infatti, considerati tanto dall'opinione pubblica che da alcune organizzazioni internazionali dei veri e propri paradisi fiscali, per il fatto di incentivare il profit shifting delle imprese e per attuare una strategia di concorrenza fiscale non sempre corretta dal punto, incentivando il cd. fenomeno della race to the bottom.

La loro politica fiscale, orientata a garantire una tassazione limitata per i redditi delle imprese e delle persone fisiche, unitamente alla loro posizione geografica strategica, che rende questi Stati limitrofi con altre economie di spicco a livello mondiale (UK e Germania, ad esempio) ha invitato holding, multinazionali, e high net worth individuals (HNWI) a creare in queste giurisdizioni, anche con società di comodo, il loro headquarter o il loro centro vitale di interessi.

Il Lussemburgo, in particolare, desta stupore, in quanto, pur avendo una popolazione che non supera il numero di abitanti di una città medio-grande italiana, vanta una ricchezza spropositata.

Il Granducato, situato nel cuore dell'Europa, crocevia tra la Francia, la Germania, e il Belgio, pur non essendo un vero e proprio paradiso fiscale, è considerato la cassaforte europea di numerose società e imprese: i fondi d'investimento di base in Lussemburgo gestiscono un patrimonio di oltre 4.500 miliardi di euro e la maggior parte dei più influenti miliardari del mondo ha interessi riconducibili a società che hanno sede in Lussemburgo.

E l'Italia, che posizione ricopre nella lista degli Stati più ricchi del mondo?
L'Italia, con un Pil pro capite stimato a 31.604 dollari è soltanto al 27esimo posto.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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