In cerca di diversificazione: l’importanza dei mercati di frontiera

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
12.5.2022
Tempo di lettura: 3'
Investitori istituzionali e gestori ne sono convinti: i mercati di frontiera offrono grandi benefici in termini di diversificazione.

PureProfile ha pubblicato i risultati di una survey, condotta per Dragon Capital, da cui emerge come, secondo i gestori europei, i mercati di frontiera offrano delle grandi opportunità d'investimentoo

Nel 2021 l'indice MSCI Frontier market ha reso 20,09% per una sovraperformance rispetto all'indice MSCI All World dell'1,05%

Per il 26% degli intervistati il Vietnam è il mercato di frontiera dai rendimenti più interessanti nel lungo termine

Non solo mercati emergenti e mercati sviluppati. Un portafoglio ben diversificato non può mancare anche di una quota investita nei mercati di frontiera. È quanto emerge da uno studio condotto da PureProfile tra investitori istituzionali e gestori patrimoniali di tutta Europa – con in gestione collettivamente oltre 520 miliardi di dollari di asset - che identifica questi mercati come fondamentali per la diversificazione.

Stando ai risultati del sondaggio più della metà dei rispondenti alla survey (53%) è infatti fortemente d'accordo che i mercati di frontiera offrano interessanti vantaggi di diversificazione rispetto ai mercati emergenti e sviluppati. Della restante percentuale quasi la totalità (46%) concorda che comunque, seppur non così in misura così evidente, i benefici di investire in questi mercati esistono. Certo è – così la pensa la maggioranza degli intervistati (85%) - che questi mercati talvolta nascondano delle opportunità d’investimento incredibili e difficili da trovare altrove.

L'interesse per i mercati di frontiera riflette l'impressionante performance registrata lo scorso anno. Il passaggio dai titoli sensibili ai prezzi del petrolio con sede in Medio Oriente alle aziende manifatturiere e specializzate dell'Asia ha contribuito a buona parte del rendimento dell'indice MSCI Frontier market, che nel 2021 ha segnato il +20,09% per una sovraperformance rispetto all'indice MSCI All World dell'1,05%. In questo indice, e in generale negli indici di mercato relativi a tale categoria, sono rappresentati Paesi africani, quali Nigeria, Ghana, Angola e Kenya. In Medio Oriente figurano Iraq, Giordania e Pakistan, in America centrale e meridionale Costa Rica, Giamaica, Paraguay e Bolivia, in Asia Mongolia, Sri Lanka e Vietnam. Proprio quest’ultimo è stato il top performer tra i mercati di frontiera registrando nel 2021 un rendimento del 39%, e nel sondaggio è stato indicato dal 26% come il mercato dai rendimenti più interessanti a lungo termine.

Per quanto riguarda i fattori più importanti nella scelta di un gestore di fondi di frontiera, più di nove investitori su dieci hanno indicato il track record (95%) e la longevità del fondo (93%), come le variabili determinanti.


Tuan Le Anh, Deputy cio di Dragon Capital, il più grande asset manager del Vietnam, ha dichiarato: "I mercati di frontiera hanno alti tassi di crescita del pil e godono di periodi di rapida urbanizzazione, di crescente formazione della classe media, di aumento dei consumi interni e di elevati livelli di investimenti diretti esteri, tutti fattori che rendono interessanti le opportunità di investimento. Man mano che poi i mercati di frontiera continuano a evolversi e ad abbracciare la tecnologia digitale, ci aspettiamo di trovare un bacino sempre più ampio di titoli interessanti".

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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