Chi sono i paesi più indebitati al mondo?

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
2.2.2022
Tempo di lettura: 2'
Come le autorità hanno risposto alla pandemia iniettando miliardi di dollari nell'economia, lo stock di debito globale è aumentato di quasi il 10%: ecco chi sono i paesi più indebitati al mondo

VisualCapitalist, sito di informazione economico-finanziaria, ha stilato la classifica aggiornata a fine 2020 dei paesi più indebitati al mondo

Il Giappone guida la classifica con un rapporto debito/pil pari al 257%. L’Italia si posiziona al sesto posto con un debito pari al 154% del pil

Il debito globale ha raggiunto i 226 mila miliardi di dollari vedendo il più grande aumento di un anno dalla seconda guerra mondiale

L'economia globale è stata messa a dura prova dalla pandemia. Alle interruzioni della catena di approvvigionamento si sono sommate la volatilità dei prezzi delle materie prime, le sfide nel mercato del lavoro e il calo delle entrate dal turismo, tutti fattori che hanno colpito il benessere della popolazione. La Banca Mondiale ha stimato che quasi 97 milioni di persone sono state spinte nella povertà estrema a causa della pandemia. Per affrontare i costi sanitari e la disoccupazione e per aiutare le imprese a sopravvivere i paesi hanno contratto nuovi debiti. Risultato: il debito globale è al livello più alto da quasi mezzo secolo.
VisualCapitalist, sulla base del rapporto World Economic Outlook del Fmi, ha stilato la classifica dei paesi più indebitati al mondo. Data la diversa grandezza dell'economia di ciascun paese, la metrica presa in considerazione è quella del debito su pil, che confronta il debito pubblico di un paese con la sua produzione economica. Al primo posto, non a sorpresa, si posiziona il Giappone il cui rapporto ha raggiunto il 257% del pil. Nel 2010 è stata la prima nazione ha superare la soglia psicologica del 200%. Si distingue tuttavia dagli altri paesi, in quanto larga parte del debito (il 45%) non è posseduta dagli investitori esteri ma dalla Bank of Japan. Completano il podio Sudan e Grecia, anch'essi sopra quota 200%. L'Italia si posiziona al sesto posto, con un rapporto debito/pil pari al 154%.

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Paesi per rapporto debito/pil. Fonte: VisualCapitalist
Un rapido aumento del debito pubblico è una delle principali cause di preoccupazione per i governi. Generalmente, più alto è il rapporto debito/pil di un paese, più alta è la possibilità che quel paese possa essere inadempiente sul suo debito, creando quindi un panico finanziario nei mercati. Inoltre, la Banca Mondiale ha pubblicato uno studio che mostra come i paesi che hanno mantenuto un rapporto debito/pil superiore al 77% per periodi di tempo prolungati hanno sperimentato un rallentamento economico. Il covid ha aggravato la crisi del debito, iniziato con la recessione globale del 2008. Un rapporto del Fondo monetario internazionale ha evidenziato come almeno 100 paesi dovranno ridurre le spese per la salute, l'istruzione e la protezione sociale e come 30 paesi del mondo in via di sviluppo stanno vivendo grandi difficoltà nel servizio del loro debito. La crisi sta colpendo dunque i paesi poveri e a medio reddito più duramente dei paesi ricchi, con il risultato potenziale di una maggiore disuguaglianza globale.

A fine 2020, il debito globale ha raggiunto i 226 mila miliardi di dollari, registrando il più grande aumento in un anno dalla seconda guerra mondiale. I nuovi prestiti da parte dei governi hanno rappresentato poco più della metà dei 28 mila miliardi di dollari di nuovo debito, portando il rapporto debito/pil globale al 99%. Con l'aumento dei tassi d'interesse, i funzionari del Fmi avvertono che i tassi d'interesse più alti diminuiranno l'impatto della spesa fiscale e causeranno un'intensificazione delle preoccupazioni sulla sostenibilità del debito. "I rischi saranno amplificati se i tassi d'interesse globali aumentano più velocemente del previsto e la crescita vacilla" hanno scritto i funzionari in un recente rapporto.

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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