BofA ML, i grandi gestori scommettono su un rally persistente

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
20.8.2020
Tempo di lettura: 3'
Cala in modo marcato la percentuale dei gestori che credono in una falsa ripartenza delle Borse, all'interno di una strutturale tendenza al ribasso. Tassi Usa e flusso di notizie sui vaccini alimentano il sentiment positivo.

Azioni Us Tech, oro, corporate bond e liquidità sono in ordine le asset class dove si concentrano le posizioni rialziste

Contrariamente al sentiment positivo, il 54% degli intervistati crede che la ripresa non seguirà una traiettoria a V

È da febbraio, che così tanti gestori di fondi non esprimevano una visione rialzista. È quanto emerge dal Global Fund Manager Survey di agosto, sondaggio condotto mensilmente dal Global Research di BofA ML, a livello globale e regionale, tra i gestori di fondi. Il 46% dei 226 intervistati, che complessivamente gestiscono 518 miliardi di dollari, difatti afferma che il rialzo del mercato che sta avvenendo in questi mesi è segno di un mercato toro. Rispetto al mese scorso inoltre ben il 12% in più dei gestori crede che non si tratti semplicemente di un “bear market rally”, ovvero di una forte crescita dei prezzi nel contesto di un mercato al ribasso. La speranza di vedere il vaccino nel primo trimestre 2021 e di una riduzione del tasso di interesse decennale dei titoli di stato americano allo 0,5% sono i principali fattori alla base di questa visione.
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Risposte dei gestori circa lo stato del mercato. Fonte: BofA Global Fund Manager Survey
La view degli investitori ad ogni modo, non è eccessivamente ottimista. Lo stesso BofA Bull & Bear indicator, che sulla base di diversi parametri segnala il sentiment del mercato, è ben lontano dall'indicare un eccesso di euforia. Se è vero infatti che il valore dell'indice è salito a 3,7 nell'ultimo mese, si mantiene comunque ben distante da 8, soglia di attenzione che identifica un mercato troppo rialzista.

L'asset allocation dei fondi


Il 59% dei soggetti intervistati ritiene che le scommesse più “affollate” siano quella rialzista sull'azionario Usa, il 23% punta il dito contro l'oro e l'8% cita le obbligazioni societarie. L'asset allocation dei fondi, rispetto alle posizioni storiche di lungo periodo, è invece sbilanciata verso l'healthcare, la tecnologia a stelle e strisce, e la liquidità mentre prevale un orientamento ribassista sul settore energetico. Per il 43% degli investitori infine il cambiamento climatico è il tema Esg che avrà più incidenza nei prossimi 12 mesi.
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Esposizione dei fondi d'investimento nel Agosto '20 rispetto a esposizione storica di lungo periodo. Fonte: BofA Global Fund Manager Survey

Rischi e ripresa economica


Per quanto riguarda le fonti di rischio, il maggior pericolo avvertito è la seconda ondata epidemica (35%), seguita da una nuova fase della guerra commerciale tra USA e Cina (19%) e dall'esito delle elezioni americane (14%). Anche per questo l'attività economica potrebbe avere delle ricadute: la pensa così il 37% degli intervistati, che propende per una ripresa a W. Solo il 17% dei gestori ipotizza una traiettoria a V. L'ipotesi di un recupero ad U, quindi di una ripresa più lenta e graduale, trova il consenso in ben il 31% degli intervistati.

 

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