Pnrr e pmi: le misure a disposizione per la crescita dell'Italia

nicola-paronzini
Nicola Paronzini
4.1.2022
Tempo di lettura: 3'
Cosa prevede il Pnrr? Approfondimento sulle riforme e sugli investimenti che permettono alle imprese di accedere a tutte quelle risorse finanziarie messe a disposizione dall'Ue da impiegare nel periodo 2021 – 2026
Il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) incorpora un sistema di riforme e investimenti che permettono alle imprese di accedere a tutte quelle risorse finanziarie messe a disposizione dall'Ue (191,5 miliardi di euro) da impiegare nel periodo 2021 – 2026.
Il Piano è diviso in 16 “componenti” che vengono raggruppate da 6 “missioni”.
Tra queste quelle più interessanti per le pmi sono, così, riassumibili:

  • la missione “digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”;

  • la missione di “transizione ecologica”;

  •  la missione relativa alla “ricerca”;


Le riforme coprono un arco temporale compreso tra il 2021 e il 2026; in ogni anno sono state individuate le categorie per le quali si rende necessario il raggiungimento dell'obiettivo. Sempre nell'ambito delle pmi, si reputa interessante ricordare gli obiettivi suddivisi per anno:
 2021:

  • riforma fiscale;

  • riforma giustizia tributaria;

  • incentivazione alle Imprese;

  • revisione norme anticorruzione;

  • semplificazione delle transazioni di import / export


 2022:

  • strategia per l'economia circolare;

  • lotta al lavoro sommerso.


 2023:

  • riforma della proprietà industriale.

In particolare, la riforma fiscale riguarda la riforma del sistema della riscossione e la semplificazione delle aliquote e degli scaglioni Irpef.
La riforma della giustizia tributaria si riferisce a modifiche tendenti a favorire la “tutela del contradditorio” e la “parità delle parti”, favorendo l'istituzione e l'utilizzo di strumenti conciliativi.
Per le imprese e i lavoratori sono in programmazione anche riforme relative agli “ammortizzatori sociali” e alle “politiche attive del lavoro e formazione”.
Fondi ingenti sono previsti anche per la promozione all'estero dei prodotti delle diverse filiere se richiesti da associazioni rappresentative delle diverse categorie produttive; consorzi di tutela e altri organismi che si occupano della promozione all'estero.

Le spese finanziabili si riferiscono alla partecipazione a fiere e saloni internazionali (e alla partecipazione a eventi collaterali), all'organizzazione di incontri bilaterali con associazioni estere, all'organizzazione di seminari, in Italia e all'estero, con operatori esteri, alle azioni di promozione e comunicazione e alla creazione di “comunità virtuali” a supporto dei vari marchii.
Per le pmi saranno a disposizione fondi anche per:

  • supportare la transizione digitale;

  • aumentare gli investimenti nel settore della microelettronica;

  • sviluppare la rete 5G;

  • promuovere l'internazionalizzazione;

  • rafforzare le filiere produttive;

  •  l'introduzione di nuovi crediti di imposta per investimenti in:


o beni strumentali immateriali e materiali 4.0;
o beni immateriali standard quali, a esempio i software gestionali;
o attività di ricerca, sviluppo e innovazione;
o attività inerenti la formazione, digitalizzazione e sviluppo delle competenze inerenti.
Importanti sono anche le misure per le pmi (e non) impegnate nel settore “turismo e cultura”. Sono previsti finanziamenti atti a incrementare il livello di attrattività turistica e culturale, per migliorare la fruibilità e l'accessibilità turistica (investimenti nella digitalizzazione e volti all'eliminazione delle barriere fisiche per fruire del patrimonio turistico), per aumentare l'attrattiva dei borghi storici, per migliorare la sicurezza sismica, per ammodernare l'offerta turistica attraverso la transizione digitale e il sostegno dell'industria turistica in generale.

Le risorse del Pnrr sono a disposizione anche del settore agricolo e delle pmi dedite allo sviluppo dell'economia circolare. In particolare sono previsti fondi a sostegno dello sviluppo di filiere agroalimentari sostenibili e per lo sviluppo di progetti integrati (circolarità, mobilità, sfruttamento di fonti rinnovabili).

Altre risorse a disposizione sono quelle per le imprese che investiranno in energie rinnovabili, idrogeno, sviluppo della mobilità sostenibile, nel campo dell'efficientamento energetico e della mobilità sostenibile.

Importanti, infine, sono anche le forme di finanziamento inerenti al comparto R&S. Sono sostenibili, infatti, gli investimenti che mirano a promuovere l'innovazione e la diffusione delle tecnologie, favorendo economie basate sulla conoscenza, e quelli che forniscono sostegno alla ricerca pubblica, alle competenze e alla mobilità dei ricercatori.
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Dottore commercialista, titolare dello studio Paronzini, amministratore di Pgn Services srl; già
professore a contratto (diritto del turismo) all'Università Iulm di Milano e (diritto del turismo e
diritto dei beni culturali) all'Upo, sedi di Novara e Domodossola. Attivo nel diritto tributario e in
materia contabile per pmi, agricoltura e terzo settore; revisore contabile, iscritto all’elenco nazionale
dei componenti dell’Organismo di valutazione della performance, abilitato per la consulenza nelle
crisi di sovraindebitamento.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti