Dagli eSport ai fan token: come investono gli eGamer

Rita Annunziata
30.5.2022
Tempo di lettura: 3'
Sono oltre 1,6 milioni i fan degli eSport in Italia. Una platea composta principalmente da uomini, con un reddito mensile superiore ai 1.500 euro. Ecco come investono. E perché puntano sui token

Gli eGamer italiani sono prevalentemente uomini (63%) con un’età compresa tra i 21 e i 40 anni e un livello di istruzione e di reddito superiore alla media della popolazione italiana

Mensilmente investono nelle varie voci legate agli eSport (dal merchandising agli abbonamenti) circa 46,9 euro nel caso dei fan e 60,5 euro nel caso degli avid fan

Il 67% degli eGamer ritiene di avere una certa conoscenza dei fan token e degli Nft; anche se l’interesse risulta maggiore nelle fanbase di calcio e motorsport

Ogni settimana sono oltre 1,6 milioni coloro che dichiarano di seguire eventi di eSport. Bacino che si restringe a 475mila per chi si dedica quotidianamente al gaming competitivo (avid fan). Un mercato che, nelle parole del presidente dell’Italian interactive digital entertainment association Marco Saletta intervenuto in occasione della presentazione del nuovo Rapporto sugli eSport in Italia 2022, sta vivendo “una fase di consolidamento”. Con gli appassionati che si aprono sempre più a fan token e Nft (Non-fungible token). E gli operatori che dimostrano parallelamente “una grande capacità imprenditoriale e una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato”.


L’identikit dei fan degli eSport

I fan degli eSport in Italia sono prevalentemente uomini (63%) con un’età compresa tra i 21 e i 40 anni e un livello di istruzione e di reddito superiore alla media della popolazione italiana. Specie quando si parla di avid fan. Il 56% di questi ultimi vanta infatti un’istruzione almeno universitaria e il 63% un reddito mensile superiore ai 1.500 euro. Il 37% segue gli sport elettronici da almeno tre anni e, guardando alla fanbase più ampia, dedicano 4,8 ore a settimana a questa passione utilizzando come dispositivi principalmente computer (56%) e smartphone (54%). Mensilmente investono nelle varie voci legate agli eSport (dal merchandising agli abbonamenti fino agli eventi) circa 46,9 euro nel caso dei fan e 60,5 euro nel caso degli avid fan, attraverso diversi metodi di pagamento, come portafogli digitali, carte prepagate o ricaricabili e infine carte di credito o di debito.

“Gli eSport occupano ormai stabilmente le prime posizioni tra le attività di entertainment preferite dagli italiani in termini di tempo dedicato e l’allentamento delle misure d’emergenza non ha fatto perdere al settore i fan conquistati durante il periodo pandemico, dimostrando quanto questa nuova forma di intrattenimento digitale sia capace di coinvolgere e appassionare genuinamente chi vi si avvicina”, osserva Saletta. “I dati fotografano un mercato che nel nostro Paese sta vivendo una fase di consolidamento, sottolineando quanto siano positivi sia lo scenario attuale sia le future prospettive di sviluppo in termini di business development. In parallelo rispetto alla fanbase è, infatti, cresciuta anche la professionalità degli operatori italiani che stanno dimostrando una grande capacità imprenditoriale e una profonda conoscenza delle dinamiche del mercato, ottenendo importanti riconoscimenti anche a livello internazionale”.


Perché gli eGamer puntano sui token

In questo contesto, stando all’analisi, il 67% degli eGamer ritiene di avere una certa conoscenza dei fan token e degli Nft; anche se l’interesse risulta maggiore nelle fanbase di calcio e motorsport (sebbene queste ultime siano state coinvolte negli ultimi 12 mesi principalmente attraverso iniziative e accordi di sponsorizzazione). In generale, ad attrarre sia la fanbase più estesa che gli avid fan sono principalmente gli Nft legati al gaming (basti pensare al fantacalcio tramite Nft o al più recente accordo tra la Major League Baseball, la Mlb Players Inc e Sorare sul fanta-baseball) mentre le altre tipologie (video, foto o immagini) catturano soprattutto i più appassionati. L’acquisto dei token viene incentivato sia da logiche di investimento sia dalla possibilità di ottenere diritti specifici, come la possibilità di partecipare alle attività del club di riferimento.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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