Indennità una tantum, come richiederle? Occhio alle scadenze

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Parte il countdown delle indennità una tantum. Entro il 31 dicembre i soggetti interessati, che non abbiano già beneficiato dei bonifici automatici, potranno presentare le richieste relative ai contributi previsti dal decreto ristori quater. Ma non solo. Ecco tutte le scadenze e le modalità per ottenerli

Indice

I lavoratori interessati dovranno presentare la domanda all’Inps esclusivamente in via telematica o rivolgersi al contact center

Completati i pagamenti di tutti i contributi automatici previsti dai quattro decreti ristori, per un valore di oltre 2,3 miliardi di euro

Il settore della ristorazione è stato destinatario della quota più elevata, con circa 1,8 miliardi di euro di indennizzi

Mentre continua la querelle sulle festività natalizie, per i soggetti colpiti dalla geografia delle restrizioni si apre una settimana di scadenze. Come sottolinea e ricorda una circolare dell’Inps, il decreto ristori quater ha previsto l’erogazione di un’ulteriore indennità una tantum dall’importo di mille euro a favore di determinate categorie di lavoratori, riaprendo tra l’altro i termini per richiedere le indennità previste dal primo decreto ristori e dal decreto agosto. L’Agenzia delle entrate ha già provveduto a erogare tutti i contributi automatici a favore dei soggetti che abbiano già beneficiato delle indennità in passato, mentre gli altri dovranno presentare un’apposita istanza. Ma quanto tempo resta?

Le scadenze

Per quanto riguarda le indennità contemplate dal decreto ristori quater, con la circolare n° 146 del 14 dicembre 2020 l’Inps ha prorogato i termini di presentazione delle domande dal 15 dicembre al 31 dicembre (l’istituto renderà noto sul proprio sito il rilascio dell’apposita procedura). Resta invece al 15 dicembre il termine per le richieste relative alle indennità previste dall’articolo 9 del decreto agosto. Tre giorni in più, infine, per quelle istituite dal primo decreto ristori, dato lo slittamento del termine iniziale del 30 novembre al 18 dicembre. I lavoratori interessati a questi ultimi due servizi dovranno presentare la domanda all’Inps “esclusivamente in via telematica”, precisa l’istituto, “utilizzando i consueti canali messi a disposizione per i cittadini o per gli enti di patronato”. In alternativa, potranno rivolgersi al contact center integrato.

I beneficiari

A essere coinvolti sono in particolare i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, ma anche i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali, gli intermittenti, i lavoratori autonomi occasionali, gli incaricati alle vendite a domicilio, i lavoratori dello spettacolo e i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali.

I pagamenti già eseguiti

Intanto, l’Agenzia delle entrate rivela che sono stati completati i pagamenti di tutti i contributi automatici previsti dai quattro decreti ristori, per un valore di oltre 2,3 miliardi di euro. Nel dettaglio, si tratta di 1,7 miliardi relativi all’intero territorio nazionale per una platea di oltre 418mila beneficiari, 129 milioni relativi alle maggiorazioni spettanti alle zone arancioni e rosse e 429 milioni inerenti alle zone rosse. Inoltre, si legge in una nota, “sono partiti i primi 28mila bonifici per le attività aperte al pubblico con sede nei centri storici italiani a più alta vocazione turistica”, che hanno presentato la richiesta sul sito dell’Agenzia. A questi, si aggiungono i 6,6 miliardi relativi al decreto rilancio per un totale di circa nove miliardi già erogati al 7 dicembre 2020.

Il settore della ristorazione è stato destinatario della quota più elevata di fondi, con circa 1,8 miliardi di euro di indennizzi. Segue il commercio al dettaglio (supermercati, discount, farmacie ed edicole, tra gli altri) con 1,3 miliardi e il commercio all’ingrosso (753 milioni). Chiudono il cerchio gli operatori e le ditte che svolgono lavori di costruzione specializzati, come il completamento e la finitura di edifici o l’installazione di impianti elettrici o idraulici, che hanno registrato un totale di 528 milioni di contributi e ristori, per poi finire con 460 milioni destinati al settore degli alloggi, come alberghi, villaggi turistici, bed&breakfast e ostelli della gioventù.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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