Il private equity? Accelera la transizione digitale dell’Italia

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Una mano robotica regge delicatamente una sfera infusa di intelligenza artificiale, che brilla di luci blu e bianche. I complessi disegni geometrici della sfera proiettano motivi di luce dinamici su una delicata sfumatura di blu, creando un'impressione digitale high-tech.

Nel 2024, il private equity ha registrato un incremento del 14% delle operazioni (+83% in Italia) per un totale di 2.000 miliardi di dollari. Ma il PE riveste un ruolo decisivo in Italia nel sostenere le PMI ella transizione digitale. Ce lo spiega HAT SGR

Indice

Nel 2024 i private market hanno attratto sempre più investitori e, in parallelo, gli investimenti tematici hanno raggiunto un nuovo livello di maturità, con 592 miliardi di dollari in gestione (+2,3%) e una riallocazione significativa dei capitali verso il megatrend della tecnologia. Due trend destinati a proseguire per tutto il 2025. E che possono generare effetti collaterali sorprendenti nell’economia reale. Nel nostro Paese, possono fare da traino alla transizione digitale, spinta già dai fondi pubblici nazionali ed europei.

Il mercato della trasformazione digitale in Italia

Il mercato della trasformazione digitale in Italia, stimato a 75,4 miliardi di dollari nel 2025, raggiungerà 166,1 miliardi entro il 2030, con una crescita annua impressionante del 17,12%”, dice Ignazio Castiglioni, CEO e co-fondatore di HAT SGR. HAT SGR è stata la prima società in Italia a istituire fondi tematici di private equity dedicati alla tecnologia. Grazie alla sua specializzazione, ha saputo individuare alcuni dei futuri campioni nazionali, favorendone la crescita attraverso aggregazioni strategiche e preparandoli al mercato dei capitali o a partnership con gruppi internazionali sostenuti dai principali fondi globali di private equity.

Il ruolo delle PMI nella digitalizzazione del Paese

La digitalizzazione dell’Italia migliora grazie soprattutto al processo di digitalizzazione delle PMI italiane”, di cui il 60,7% ha raggiunto almeno un livello base di intensità digitale, superando la media UE del 57,7% – dice Castiglioni. L’Italia eccelle nell’adozione del cloud computing, con il 55% delle aziende che utilizza servizi cloud, contro il 38,9% della media comunitaria. Anche il comparto della sanità digitale mostra evidenti passi avanti, con l’accesso alle cartelle cliniche elettroniche che registra un punteggio di 82,7 su 100, sopra la media UE di 79,1.

Infrastrutture digitali e tecnologie emergenti

La copertura in fibra ottica (FTTP) ha raggiunto il 59,2% delle famiglie, un miglioramento rispetto al 53,7% dell’anno precedente, ma ancora sotto la media UE del 64,0%. L’Italia è sotto Spagna (95,2%) e Francia (81,4%), ma sopra la Germania (29,8%). Le PMI italiane mostrano uno slancio verso l’innovazione, e il 68% ha implementato strumenti digitali avanzati, ben al di sopra della media UE del 55%.

Tecnologie protagoniste: cloud, blockchain e cybersecurity

Il cloud computing – continua Castiglioni – innanzitutto. Colossi come Microsoft e Google stanno investendo miliardi per costruire data center in Italia. Microsoft, ad esempio, ha lanciato un piano da 1,5 miliardi di dollari per supportare la crescita tecnologica del Paese. Il mercato italiano del cloud ha superato i 10 miliardi di euro nel 2024, segnalando una crescita esponenziale e un’accelerazione nell’adozione di soluzioni basate su infrastrutture digitali scalabili.

Parallelamente, la blockchain sta emergendo come tecnologia strategica, utile per finanza, filiere, autenticazione di beni di lusso e agroalimentari. Il tasso di crescita previsto è del 61% tra il 2024 e il 2029, spingendo l’Italia a diventare un hub per la tracciabilità e la certificazione digitale di beni ad alto valore.

In uno scenario dove la sicurezza informatica è cruciale, il settore cybersecurity cresce. Il 70% delle aziende italiane ha aumentato il budget per la protezione dei dati nel 2024, un chiaro segnale di crescente consapevolezza sui rischi digitali.

Collaborazioni tra colossi tech e aziende locali

Il mercato italiano della tecnologia è dominato da player internazionali come Accenture, IBM, SAP, Oracle e HPE, ma tutti collaborano con imprese locali per sviluppare soluzioni su misura. “Queste alleanze sono fondamentali per diffondere l’innovazione nel tessuto produttivo nazionale”, spiega Castiglioni.

Il ruolo abilitante del private equity

In questo scenario, il private equity può fungere da catalizzatore per la crescita delle aziende tecnologiche italiane. Non si limita a fornire capitali, ma favorisce aggregazioni tra aziende e abilita operazioni strategiche che supportano l’adozione di nuove tecnologie, la scalabilità dei modelli di business e l’integrazione di processi digitali innovativi. Il trend si rafforzerà nel 2025, con la ripresa del settore avviata nel 2024.

I numeri del private equity in Italia

L’ultimo report McKinsey evidenzia che il valore globale delle operazioni è aumentato del 14%, raggiungendo 2.000 miliardi di dollari, rendendo il 2024 il terzo anno più attivo di sempre. In Italia, secondo AIFI e PwC, l’ammontare investito nel private equity ha toccato i 14,90 miliardi di euro, con una crescita dell’83% rispetto all’anno precedente, grazie alla presenza di 10 large deal e 6 mega deal, che hanno rappresentato il 59% del totale investito. Le operazioni inferiori ai 150 milioni di euro, ossia small e medium deal, hanno totalizzato 6,07 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato. Anche sul fronte della raccolta il trend è positivo: nel 2024 in Italia si sono raccolti 6,67 miliardi di euro, con un aumento del 77% rispetto all’anno precedente.

Il private equity è uno strumento necessario per far crescere le eccellenze tech italiane, rappresentate soprattutto da PMI, sottodimensionate sul fronte delle risorse disponibili. Allo stesso tempo, può fornire su larga scala tecnologie dirompenti e abilitanti della transizione digitale del Paese. Le PMI possono trarre vantaggio dall’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza operativa, incrementare la produttività, e fornire un servizio clienti superiore”, conclude Castiglioni.

Domande frequenti su Il private equity? Accelera la transizione digitale dell’Italia

Qual è la tendenza principale degli investimenti nei private market nel 2024?

Nel 2024, i private market hanno attratto un numero crescente di investitori, con un focus particolare sugli investimenti tematici, che hanno raggiunto un nuovo livello di maturità. Si è osservata una riallocazione significativa dei capitali verso il megatrend della tecnologia.

Qual è la previsione per gli investimenti tematici nel settore tecnologico?

Si prevede che i due trend osservati nel 2024, ovvero l'aumento degli investimenti nei private market e la focalizzazione sulla tecnologia, continueranno per tutto il 2025. Questo potrebbe avere un impatto positivo sulla transizione digitale in Italia.

Qual è l'ammontare degli asset in gestione nei private market e come è cambiato?

Nel 2024, gli asset in gestione nei private market hanno raggiunto i 592 miliardi di dollari, segnando un aumento del 2,3%. Questo incremento riflette un interesse crescente verso questa tipologia di investimento.

In che modo il private equity può influenzare la transizione digitale in Italia?

Il private equity può agire da traino per la transizione digitale in Italia. Gli investimenti in questo settore possono accelerare l'adozione di nuove tecnologie e l'innovazione nelle aziende italiane.

Qual è il focus degli investimenti tematici nei private market?

Gli investimenti tematici nei private market si concentrano principalmente sul megatrend della tecnologia. Questo include aree come il cloud, la blockchain e la cybersecurity, considerate fondamentali per la trasformazione digitale.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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