Gli economisti ora vedono una Bce più falco, più in fretta

MIN

Secondo un nuovo sondaggio gli economisti credono che il tasso sui depositi raggiungerà l’1,25% già a marzo: in un mese le aspettative sono cambiate

Indice

Il prossimo 21 luglio la Bce ha annunciato il primo rialzo dei tassi dal 2011: dovrebbe essere di 25 punti base, secondo quanto annunciato in via ufficiale. Ma non si esclude un rialzo più drastico

L’80% degli economisti sondati crede che lo scudo anti-spread avrà condizionalità limitate, nonostante le riserve della Bundebank

L’inflazione sale più in fretta del previsto in Europa e altrettanto faranno, secondo l’ultimo sondaggio degli economisti realizzato da Bloomberg, anche i tassi d’interesse della Banca centrale europea. Secondo l’ultima rilevazione condotta fra l’8 e il 13 luglio, il tasso sui depositi su cui si attesterà la Bce il prossimo marzo sarà dell’1,25% (dal -0,5% attuale). Appena lo scorso giugno la media degli economisti vedeva, nel marzo 2023, un ben più moderato tasso dello 0,5%, che solo in seguito, nel settembre del prossimo anno, avrebbe raggiunto un picco dell’1%. 

Quella che ora gli economisti si aspettano è una Bce più “falco” e più rapida nelle sue decisioni. Il prossimo 21 luglio, stando ai verbali della scorsa riunione, il Consiglio direttivo avrebbe convenuto un rialzo da 25 punti base, successivamente anticipato in via ufficiale in più di una dichiarazione della stessa presidente Christine Lagarde. Alla luce di un’inflazione giunta all’8,6%, secondo le stime preliminari di Eurostat su giugno, alcuni analisti, come Carsten Brzeski di ING, non escludono che i falchi possano ottenere un rialzo da mezzo punto già da questo mese. 

La partita dello scudo anti-spread entra nel vivo

L’appuntamento della Bce, però, è molto atteso anche per un’altra ragione. Il board, infatti, dovrebbe rendere noti nuovi dettagli sul funzionamento del meccanismo di anti-frammentazione cui i mercati guardano con estrema attenzione per capire su quanta potenza di fuoco la Bce potrà contare nella sua battaglia per contenere gli spread sul debito dei Paesi membri più vulnerabili (come l’Italia). A tal proposito il 90% degli economisti intervistati da Bloomberg ritiene che lo scudo anti-spread verrà creato con disponibilità illimitate, caratteristica che dovrebbe scoraggiare qualsiasi speculazione da parte degli investitori.  

Nelle ultime settimane era emersa una certa distanza fra la posizione di Lagarde e quella del presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, secondo il quale il nuovo strumento dovrebbe entrare in azione con numerosi paletti. Uno di questi è che i Paesi che andranno a beneficiare di acquisti aggiuntivi del proprio debito da parte della Bce dovranno impegnarsi a garantire finanze pubbliche solide. Ossia, vincoli sulle politiche di bilancio che impedirebbero ai governi spese “allegre” indirettamente a carico della Bce. 

Fra gli economisti prevale la fiducia nel fatto che lo scudo anti-spread avrà condizionalità limitate e che quindi potrà entrare in azione in modo abbastanza flessibile. Il Meccanismo di Protezione della Trasmissione, questo il nome ufficiale, potrà essere attivato con condizioni leggere secondo l’80% degli economisti intervistati. Non solo: per due terzi degli economisti annunciare lo scudo non sarà sufficiente, ma verrà utilizzato nel concreto (a differenza delle Omt introdotte dalla Bce di Draghi ai tempi della crisi dell’euro del 2011-12). 

Considerando l’obiettivo di domare l’inflazione, quasi tutti gli intervistati si aspettano che gli acquisti legati al nuovo strumento saranno sterilizzati e che quindi non aumenteranno la moneta in circolazione. Del resto, uno scudo anti-spread con le mani legate da troppi vincoli o troppo “oneroso politicamente” (come ad esempio è il Mes) finirebbe con il mancare l’obiettivo che si è dato: sedare spinte speculative sul debito di Paesi come l’Italia, la Grecia o il Portogallo.

 “Il progetto del nuovo strumento lascerà la massima discrezionalità al Consiglio direttivo”, ha dichiarato all’agenzia americana Kristian Toedtmann, economista di Dekabank, “rimanendo deliberatamente vaghi, i banchieri centrali sperano che, da un lato, la sola esistenza di questo strumento sia sufficiente a evitare turbolenze sui mercati finanziari e, dall’altro, che gli acquisti di titoli di Stato non siano abbastanza frequenti da avvalorare le accuse di finanziamento monetario”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth