Gérald Genta, il maestro che fece scomparire i brand

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Nella maggior parte dei casi, il design di un segnatempo si identifica con il suo marchio. Non è così per le creazioni Genta. Dal Nautilus di Patek Philippe al Royal Oak di Audemars Piguet, Genta ha creato pezzi che sono la definizione stessa di orologio. Fino a quelli a marchio proprio, ora acquisito da Bulgari, che Genta realizzava in un solo pezzo per tipo di metallo e quadrante.

Ci sono pochi nomi, se ce ne sono, che si stagliano in modo cosi? netto nel mondo dell’orologeria come quello di Ge?rald Genta. Nella maggior parte dei casi, il design di un orologio e? identificabile con il marchio che lo produce, ma i design di Genta trascendono il brand, tenendosi ritti come pilastri nell’estetica degli orologi del XX secolo. Da modelli molto conosciuti come il Nautilus di Patek Philippe e il Royal Oak di Audemars Piguet a pezzi di taglio piu? classico come lo Universal Gene?ve Polerouter, Genta ha creato pezzi che sono la definizione stessa di orologio.

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Dopo aver passato la maggior parte degli anni ’70 e ’80 a costruire orologi per conto di altri, il mastro orologiaio decide di mettersi in proprio con un suo marchio (ora acquisito da Bulgari). Gli orologi inventati sotto il suo logo erano creativi ed esclusivi. Gioielli fatti per i titani dell’industria e principi di terre lontane. Ogni complicazione era un pezzo unico: Gérald Genta produceva un solo pezzo per ogni tipo di metallo e a ciascun metallo corrispondeva un quadrante diverso. Si tratta quindi di orologi davvero rari. La Grande Sonnerie e? la maggiore complicazione mai creata sotto il marchio Ge?rald Genta.

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Grande Sonnerie e Petite Sonnerie sono i termini che identificano due diversi tipi di ripetizione minuti. La prima (la Grande Sonnerie da cui prende il nome l’orologio) suona automaticamente ore e quarti e a richiesta ore, quarti e minuti: mentre la Petite Sonnerie suona soltanto i quarti (cioe? comunica solo lo scadere dei quindici, dei trenta e dei quarantacinque minuti).

Nel Grande Sonnerie di Genta si puo? selezionare indipendentemente una delle due funzioni o, se non si vuole essere disturbati, entrambe le suonerie possono essere messe temporaneamente a tacere. La suoneria e? composta da un carillon Westminster a quattro martelli (invece dei canonici due per le normali ripetizioni minuti) i quali scandiscono le note del Big Ben percuotendo quattro gong metallici anulari.

Il movimento, che ha uno spessore di ben 8,4 mm per 3 cm di diametro ed e? composto da piu? di mille pezzi, e? interamente decorato a mano con sottili incisioni floreali. La cassa in oro bianco e? a sua volta lavorata con un motivo ad anelli concentrici che degradano dal centro della carrure verso il quadrante da una parte e verso il fondello in vetro zaffiro dall’altra, snellendo notevolmente l’aspetto altrimenti importante dell’orologio. Questo orologio da polso fu realizzato per celebrare i 25 anni della Maison Genta ed era all’epoca il piu? complicato al mondo nonche? la prima Grande Sonnerie mai prodotta a carica automatica. Il Grande Sonnerie di Gerald Genta rimarra? per sempre la massima espressione della tecnica di un Maestro ineguagliabile nello stile e nella tecnica: per certi versi ne rappresenta il suo testamento.

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In aggiunta alle complicazioni analoghe, vi e? anche un calendario perpetuo, con indicatore 24h, indicatore di riserva di energia, un tourbillon, un ripetitore di minuti con i rintocchi d Westminster. All’epoca della creazione di questi segnatempo – era l’inizio degli anni ’90 – persino Patek Philippe non produceva grandi complicazioni come queste. Se i prezzi non sono bassi da nessun punto di vista, essi costituiscono tuttavia una grande opportunita? per possedere orologi unici, estremamente complicati a un costo decisamente inferiore a quello di un Patek Philippe o un Aude- mars Piguet. Basti pensare che all’epoca della sua produzione, nel lontano 1991 (esattamente 30 anni fa), l’orologio costava un miliardo e 350 milioni di vecchie lire.

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di Alfredo Paramico

Napoletano, master in econometria alla Bocconi, ha lavorato per 25 anni come investment banker, a Londra, prima di trasferirsi a Miami per dedicarsi alla sua passione, gli orologi da collezione. Oggi lavora come consulente e dealer attraverso la A. Watches Llc, società da lui fondata e diretta. Ha collezionato alcuni degli orologi più importanti della storia dell’orologeria con un’enfasi particolare sui Patek Philippe dagli anni ‘30 agli anni ’50.

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