Investimenti sostenibili, effetto Trump sui fondi. Quali resistono

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Un uomo in giacca verde sta in equilibrio su una linea rossa sostenuta da due grandi pugni sollevati, con uccelli che volano sullo sfondo su fondi di colore verde chiaro.

L’universo globale dei fondi sostenibili ha registrato 4,9 miliardi di dollari di afflussi netti nel secondo trimestre. Fa da traino l’Europa, con 8,6 miliardi. E gli Usa?

Indice

  • Morningstar: “Nonostante un contesto geopolitico complesso che ha contribuito a rendere le questioni di sostenibilità meno prioritarie e a spostare l’attenzione verso la crescita economica, la competitività e la difesa, il quadro dei fondi Esg è migliorato in Europa”
  • Anche il confronto con il mercato più ampio regala una nota positiva per le strategie “green”: il Morningstar global markets sustainability index e il Morningstar global corporate bond sustainability index sono saliti rispettivamente del 12,6% e del 4,5%

L’effetto Donald Trump si riverbera sui portafogli verdi, ma non tutti. Secondo una nuova analisi condotta da Morningstar, l’universo globale dei fondi sostenibili – composto da fondi aperti ed exchange-traded fund focalizzati su sostenibilità, impatto e fattori ambientali, sociali e di governance – ha registrato 4,9 miliardi di dollari di afflussi netti nel secondo trimestre del 2025. Si tratta di un’inversione di marcia rispetto agli 11,8 miliardi di dollari di deflussi incassati nei primi tre mesi dell’anno. A trainare la ripresa è l’Europa, con 8,6 miliardi di dollari confluiti in fondi sostenibili nei tre mesi considerati (contro i 7,3 miliardi di deflussi dei tre mesi precedenti).

L’Europa traina la ripresa dei fondi sostenibili

“Nonostante un contesto geopolitico complesso che ha contribuito a rendere le questioni di sostenibilità meno prioritarie e a spostare l’attenzione verso la crescita economica, la competitività e la difesa, il quadro dei fondi Esg è migliorato in Europa”, osservano infatti i ricercatori dell’agenzia di rating. L’incertezza degli investitori nostrani rispetto all’impatto delle misure contro il greenwashing ha iniziato ad attenuarsi nel secondo trimestre, spiegano, ricordando l’avvicinarsi della scadenza dell’applicazione delle nuove linee guida per la denominazione dei fondi dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, entrate in vigore lo scorso aprile.

Grafico a barre che mostra i flussi trimestrali di fondi sostenibili globali (fondi) in miliardi di dollari dal 1° trimestre 2022 al 2° trimestre 2025, con dati per Europa, Stati Uniti e Resto del mondo. L'Europa è costantemente in testa ai fondi, anche se tutte le regioni presentano fluttuazioni.

Il confronto con il mercato più ampio

Anche il confronto con il più ampio mercato azionario e obbligazionario regala una nota positiva per le strategie “green”. Nel secondo trimestre il Morningstar global markets sustainability index e il Morningstar global corporate bond sustainability index sono saliti rispettivamente del 12,6% e del 4,5%, a fronte dell’11,5% del Morningstar global markets index e del 4,3% del Morningstar global corporate bond index.

Usa: 11 trimestri consecutivi di deflussi

Negli Stati Uniti, tuttavia, lo scenario cambia. I fondi sostenibili hanno incassato oltreoceano deflussi per l’undicesimo trimestre consecutivo: i riscatti sono stati pari a 5,7 miliardi di dollari, contro i 6,5 miliardi dei primi tre mesi dell’anno. La “fuga” dalla finanza verde, secondo i ricercatori di Morningstar, potrebbe essere in parte connessa a una reazione negativa intensificatasi sotto l’amministrazione repubblicana. Diversi gestori patrimoniali americani hanno “ridimensionato i loro impegni in materia e adottato un approccio più cauto nella promozione delle proprie credenziali Esg (Environmental, social, governance) e nel sostenere i temi della sostenibilità”.

Da evidenziare che, nonostante i deflussi a stelle e strisce, l’universo globale dei fondi Esg ha mantenuto un livello elevato di asset, pari a 3.500 miliardi di dollari (un dato in crescita del 10% rispetto ai 3.200 miliardi del trimestre precedente). Anche in questo caso, il Vecchio Continente fa da traino: l’Europa detiene l’85% degli asset, contro il 10% degli Usa e il 5% del resto del mondo.

Grafico a barre che mostra le attività trimestrali dei fondi sostenibili globali (fondi) in miliardi di dollari dal 2° trimestre 2023 al 2° trimestre 2025. L'Europa è in testa, seguita dagli Stati Uniti e dal resto del mondo. Il patrimonio totale aumenta costantemente, superando i 3.500 miliardi di dollari entro il secondo trimestre del 2025.

Attività di “rebranding” dei fondi record

Intanto, l’attività di rebranding dei fondi avviata dai gestori patrimoniali ha toccato un nuovo record. Nell’ultimo trimestre sono stati infatti rinominati circa 600 prodotti, di cui 383 hanno eliminato del tutto i termini relativi all’Esg dalle loro etichette. Complessivamente, Morningstar stima che almeno 1.346 fondi siano stati rinominati negli ultimi 18 mesi, pari al 24% dell’universo europeo dei fondi sostenibili analizzato. Nel dettaglio, la maggior parte ha abbandonato l’acronimo “Esg” o il termine “sostenibile”, mentre altri hanno deciso di sostituirli con “transizione” o altri termini alternativi (come screened, select, committed, advanced e tilt).

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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