Effetto Brexit, il mondo della finanza in fuga verso l’Ue

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La Brexit ha spinto oltre 440 società finanziarie a spostare le proprie attività in Ue. Dublino la meta più gettonata. L’indagine di New Financial

Per effetto della Brexit, oltre 440 società finanziarie hanno deciso di trasferire in Ue almeno una parte dei loro business, dipendenti, asset o entità legali. Ma è solo l’inizio

Complessivamente, le banche hanno trasferito o stanno trasferendo asset verso l’Ue per un valore di oltre 900 miliardi di sterline

Il 25% del totale degli spostamenti identificati è su Dublino, che si aggiudica il primo posto tra le mete più gettonate

L’addio del Regno Unito all’Ue sta mettendo in discussione il ruolo di Londra come principale hub della finanza nel Vecchio Continente. Dopo lo storico sorpasso di Amsterdam sulla capitale britannica nel volume di azioni giornaliere scambiate a gennaio, le cose non vanno meglio sul fronte delle aziende del settore che scelgono di restare nella City.
Stando a un nuovo report realizzato dal think tank New Financial, sono oltre 440 le società finanziarie che, in risposta alla Brexit, hanno deciso di abbandonare Gran Bretagna, trasferendo in Ue almeno una parte dei loro business, dipendenti, asset o entità legali. Tra queste, 126 sono società di gestione patrimoniale, 81 sono banche e 65 sono assicuratori. Si tratta di un aumento considerevole se confrontato con il dato di marzo 2019 (269 società). Ma è solo l’inizio. “Prevediamo che questi numeri aumenteranno in modo significativo nei prossimi anni” evidenzia New Financial. Complessivamente, le banche hanno trasferito o stanno trasferendo asset verso l’Ue per un valore di oltre 900 miliardi di sterline (circa il 10% dell’intero sistema bancario britannico) mentre le compagnie assicurative e gli asset manager hanno trasferito più di 100 miliardi di sterline tra asset e fondi. A queste figure si aggiungono circa 7400 trasferimenti di posti di lavoro.

Ma quali sono le principali destinazioni? Stando allo studio, la meta più gettonata è Dublino, con ben 135 aziende – pari al 25% del totale degli spostamenti identificati – che hanno scelto la capitale irlandese come località post-Brexit. Il secondo gradino del podio è occupato da Parigi, con 102 aziende (19%). Seguono Lussemburgo (95 aziende) Francoforte (62) e Amsterdam (48). “Nel lungo termine, ci aspettiamo che Francoforte sia il vincitore in termini di asset e Parigi in termini di posti di lavoro”. Infine, la ricerca evidenzia come, per effetto della Brexit, in futuro non ci sarà un unico polo finanziario. Molte aziende stanno infatti scegliendo diversi hub finanziari a seconda delle divisioni. “L’esempio più lampante è Bank of America, che ha scelto Dublino come hub in Ue per le sue attività bancarie e ha creato una nuova entità a Parigi come hub per le sue attività di mercato”.

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