Nel cuore del Baden, già celebrato nel Medioevo per la straordinaria qualità delle sue uve, Martin Wassmer firma un bianco monumentale: lo Chardonnay GC 2022, espressione vibrante del terroir calcareo di Dottinger Castellberg. Un vino che restituisce nel calice bellezza, tensione e profondità gustativa, destinato a rimanere a lungo nella memoria di chi assaggia.
Il produttore e la sua visione
Weingut Martin Wassmer nasce a Bad Krozingen-Schlatt, nel cuore del Markgräflerland, sottozona meridionale del Baden incastonata tra la Foresta Nera e il confine francese. L’azienda, a conduzione familiare, è nota per la produzione di Pinot Nero, Chardonnay, Syrah e Weissburgunder da singole parcelle, molte delle quali classificate come Grand Crus, lavorate con metodo artigianale e cura maniacale. Il rispetto del suolo, l’equilibrio in vigna, una vendemmia rigorosamente manuale e la vinificazione separata per parcella sono i cardini di una filosofia che punta alla trasparenza e alla restituzione integrale del climat nel bicchiere. Wassmer è membro della VDP, la prestigiosa associazione dei produttori tedeschi, e lo Chardonnay Dottinger Castellberg GC è, insieme al suo Pinot Noir, il manifesto stilistico più ambizioso della cantina.

Il luogo e il Cru
Castellberg è una collina dal profilo austero e luminoso: pendii ripidi, esposizione sud-ovest, suoli di marna calcarea e scisti che trasmettono al vino un’energia minerale tagliente e verticale. È uno dei cru più alti del Baden, con escursioni termiche che esaltano la finezza aromatica e l’acidità vibrante. Lo Chardonnay 2022, GC (Grand Cru), proviene da questo scenario raro, dove il clima fresco scolpisce bianchi tesi, longevi, capaci di ricordare certe declinazioni di Meursault o Puligny-Montrachet, ma con un’identità tutta tedesca. Un’identità fatta di rigore, sussurri e dettagli, più che di esuberanza.
Un bianco fuori scala
Il Dottinger Castellberg Chardonnay GC 2022 è stato lodato da James Suckling con 96 punti, definendolo “raffinato, stratificato e minerale”, con una tensione degna dei migliori Premier Cru borgognoni. Il naso evoca scorza di limone, fiori bianchi, cotogna e un tocco affumicato. Il sorso è compatto, profondo, salino, con una cremosità appena accennata derivante dall’affinamento in legno, completato da un breve passaggio in acciaio. La fermentazione spontanea e la lunga sosta sulle fecce donano rotondità senza mai compromettere la spina dorsale acida. Con una gradazione di 13% vol, questo Chardonnay unisce equilibrio, materia e trasparenza. È un vino che non cerca l’effetto, ma lavora di sottrazione e di tensione. Non strappa l’applauso, ma costringe al silenzio.

La sfida di un’idea pura
In un territorio storicamente legato ai rossi, Wassmer ha scelto di scommettere sulla nobiltà dello Chardonnay, coltivato come se fosse un figlio unico. Ogni annata è frutto di una selezione estrema, ogni bottiglia parla della relazione tra suolo, tempo e visione. Il 2022 è uscito in quantità molto limitate, con un prezzo che supera i 90 euro a scaffale, cifra che riflette l’ambizione di un vino da lungo viaggio. Un bianco da collezione, sì, ma soprattutto un atto di fede nel Baden più profondo, dove il cambiamento climatico ha riposizionato gli equilibri dei climat e suggerisce una nuova era stilistica. La Germania, oggi, non è più “solo” Riesling: è anche, finalmente, Chardonnay e molto altro.
Dove incontrarlo
Distribuito tramite selezionati importatori europei e disponibile su prenotazione presso la tenuta a Schlatt, lo Chardonnay Castellberg GC può essere degustato là dove nasce. Per chi desidera comprenderlo davvero, una passeggiata tra i filari nelle prime ore del giorno, quando la luce filtra tra i tralci e il silenzio è ancora tutto intero, vale più di cento degustazioni alla cieca.

