Difesa e costruzioni: come investire nel ritorno della geopolitica

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Un edificio danneggiato con un grande buco al centro e la bandiera ucraina appesa alle macerie, incorniciata da rami di alberi spogli sotto un cielo parzialmente nuvoloso.

Le azioni della difesa hanno toccato un nuovo record dopo lo sconfinamento dei droni russi in Polonia: il punto sui due trade gemelli difesa e ricostruzione

Indice

L’incursione di 19 droni russi nello spazio aereo polacco mercoledì ha riacceso l’attenzione degli investitori sul settore difesa europeo, che aveva interrotto la sua corsa da circa tre mesi, quando il dibattito politico si era spostato sugli accordi di pace fra Russia e Ucraina. Uno scenario che ora sembra ostacolato dai continui attacchi sul suolo ucraino e dall’inedita, estesa violazione dello spazio aereo di un membro della Nato. L’indice Stoxx Europe Targeted Defence, che traccia i maggiori titoli collegati all’industria bellica del Vecchio Continente, ha guadagnato il 7% nell’ultima settimana, portandosi a un nuovo massimo storico (e a una performance del 132% da inizio anno).

Abbiamo chiesto ad analisti e gestori se questo comparto rappresenti oggi un’opportunità importante non solo per speculazioni di breve periodo, ma anche in un orizzonte pluriennale.

Per Gian Marco Salcioli, strategist di Assiom Forex, difesa e costruzioni sono entrambi megatrend nel vero senso del termine, “già inseriti nei portafogli globali e che offrono ottime opportunità per il futuro, anche se in modo selettivo e con rischi di correzioni tecniche”. Ad accomunare i due comparti è la forte dipendenza dalle commesse pubbliche, nel bene e nel male: “Variazioni di bilancio, cambi di governo o mutamenti strategici possono ritardare o ridurre programmi miliardari”.

“Il comparto della difesa e dell’aerospazio europeo si trova oggi in un momento di straordinaria trasformazione, guidato da tensioni geopolitiche persistenti e da una rapida accelerazione tecnologica. La spesa militare globale, che ha già superato i 2,4 trilioni di dollari, continua a crescere”, ha dichiarato Salcioli.

Dall’invasione russa dell’Ucraina in poi, quello della difesa “non è più un comparto ciclico da cavalcare solo in momenti di crisi: è diventato un pilastro strategico, integrato nella politica industriale, nella sicurezza nazionale e nella pianificazione fiscale dei governi europei”, ha commentato a We Wealth Giuliana Taccogna, analista di Gamma Capital Market. Sul piano tattico, con il settore ai massimi, eventuali acquisti dovrebbero “mantenere un approccio prudente”, in quanto “il comparto ha già beneficiato di forti rialzi nel 2024 e nella prima parte del 2025, sostenuti dai crescenti flussi di spesa pubblica”.

“Con un orizzonte temporale più ampio, però, il quadro cambia”, ha aggiunto Taccogna: “La difesa resta uno dei megatrend più solidi e strategici dei prossimi anni. Le prospettive sono sostenute da driver robusti: crescita a doppia cifra dei ricavi, margini in miglioramento e flussi di cassa stabili. La traiettoria è evidente: i governi europei hanno preso impegni difficilmente reversibili e stanno orientando la spesa verso aumenti strutturali, volti a colmare le principali lacune del settore”.

Costruzioni: tra stimoli pubblici e ricostruzione post-bellica

L’altra faccia della medaglia finanziaria, se si parla di investimenti collegati all’evoluzione geopolitica, è quella delle costruzioni e dei materiali: un settore che ha già sovraperformato l’indice europeo da inizio anno con una performance del 17% (contro il +8,6% dello Stoxx 600). Gli investimenti in infrastrutture e nella ricostruzione post-bellica in Ucraina potrebbero dare un nuovo slancio al comparto, anche se, al momento, l’ipotesi di un cessate il fuoco sembra essersi allontanata.

Al di là degli impulsi che potrebbero arrivare da evoluzioni post-belliche, “il settore delle costruzioni e delle infrastrutture sta vivendo una fase di forte trasformazione, spinto da altri megatrend globali come urbanizzazione, transizione energetica, digitalizzazione e politiche pubbliche di stimolo”, ha affermato Salcioli. “A livello globale, il mercato delle costruzioni supera i 14mila miliardi di dollari e, nonostante cicli economici e volatilità, mantiene una traiettoria di crescita sostenuta che potrebbe portarlo oltre i 19mila miliardi entro il prossimo decennio”.

Ucraina e oltre: il potenziale dei progetti green

“In tema di prospettive di ricostruzione in Ucraina o di eventuali trasformazioni sul territorio di Gaza le questioni diventano di difficilissima stima. Secondo le valutazioni più recenti elaborate dal governo ucraino insieme alla Banca Mondiale, alla Commissione Europea e alle Nazioni Unite, i bisogni complessivi di ricostruzione e ripresa per i prossimi dieci anni ammonterebbero a circa 524 miliardi di dollari, cifra che comprende sia i danni diretti, stimati in 176 miliardi, sia gli investimenti necessari in abitazioni, trasporti, energia, commercio, industria, agricoltura e gestione delle macerie”. Tuttavia, ha aggiunto Salcioli, “secondo alcune valutazioni e dichiarazioni ufficiali, i costi complessivi della ricostruzione potrebbero superare i 1.000 miliardi di dollari, a seconda della durata del conflitto”.

Secondo l’analista di Gamma, Fabiana Fraticelli, “l’Ucraina, una volta finita la guerra, potrebbe diventare un terreno fertile per le rinnovabili. Tante aziende del settore, che in altri mercati hanno trovato ostacoli o crescita lenta, qui potrebbero avere una chance concreta. Lo scarto tra danni e costi stimati si spiega con la scelta di ricostruire meglio e in chiave green: più eolico, più solare, abitazioni moderne al posto dei palazzi distrutti”.

Le aziende europee, ha dichiarato Fraticelli, “saranno tra le principali beneficiarie della ricostruzione, sia perché una parte significativa dei finanziamenti arriverà dall’Unione Europea, sia per la loro esperienza nel rispettare standard di sicurezza e ambientali”.

Le società meglio posizionate per catturare la fase di ricostruzione “sono i grandi general contractor e i produttori di materiali con presenza internazionale e forte esperienza nei cantieri complessi”, come Webuild in Italia o Hochtief in Germania, entrambi attivi su progetti infrastrutturali di scala globale, oppure gruppi come Heidelberg Materials e Saint-Gobain, leader nei materiali da costruzione e oggi in prima linea sull’innovazione sostenibile”, ha affermato Fraticelli. Modelli ibridi come quello di Vinci, che abbina costruzioni e concessioni di lungo periodo, offrono invece un mix interessante di ciclicità e stabilità dei ricavi.

A differenza del trend difesa, quello delle costruzioni non ha ancora visto fra molti dei suoi attori un aumento altrettanto marcato delle valutazioni, e c’è la possibilità che alcune di queste società “possano beneficiare di un re-rating, ovvero una rivalutazione dei multipli man mano che i programmi di ricostruzione entreranno nel vivo”.

Domande frequenti su Difesa e costruzioni: come investire nel ritorno della geopolitica

Qual è stato l'evento specifico che ha riacceso l'interesse degli investitori nel settore della difesa europeo?

L'incursione di 19 droni russi nello spazio aereo polacco ha riacceso l'attenzione degli investitori sul settore difesa europeo, interrompendo un periodo di stasi durato circa tre mesi.

Come si è evoluta la percezione del settore difesa da parte degli investitori negli ultimi mesi?

Dopo un periodo di crescita, l'interesse degli investitori nel settore difesa si era affievolito a causa del dibattito politico sugli accordi di pace tra Russia e Ucraina, ma è stato riacceso da recenti eventi.

Quali fattori sembrano ostacolare gli accordi di pace tra Russia e Ucraina, secondo l'articolo?

I continui attacchi sul suolo ucraino e la violazione dello spazio aereo di un membro della Nato sembrano ostacolare gli accordi di pace, influenzando le decisioni di investimento.

Quale indice viene utilizzato per tracciare la performance del settore difesa europeo?

L'indice Stoxx Europe Targeted Defence viene utilizzato per monitorare l'andamento del settore difesa europeo, fornendo un punto di riferimento per gli investitori.

Oltre al settore difesa, quali altri settori potrebbero beneficiare degli stimoli pubblici e della ricostruzione post-bellica?

Il settore delle costruzioni, in particolare i progetti green legati alla ricostruzione post-bellica in Ucraina e altrove, potrebbe beneficiare di stimoli pubblici.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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