Borse tentano il rimbalzo: dove posizionarsi ora fra indici e settori

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L’avvio delle trattative commerciali con il Giappone apre spiragli di fiducia, ma i gestori restano cauti: ecco come si stanno muovendo

I mercati rimbalzano nella giornata di martedì, ma gli analisti restano estremamente prudenti sul contesto attuale e iniziano a riposizionare le proprie strategie per contenere l’esposizione al rischio. Tra le voci più autorevoli spicca quella di BlackRock, il primo gestore patrimoniale al mondo: “Riduciamo l’esposizione azionaria per ora e aumentiamo l’allocazione verso i Treasury Usa a breve scadenza, che potrebbero beneficiare della ricerca di rifugio da parte degli investitori”.

Una minore esposizione alle azioni implica anche un approccio più difensivo e reattivo. In termini tecnici, significa “accorciare l’orizzonte tattico”: BlackRock lo ha ridotto a tre mesi, “dando maggiore peso alla nostra visione iniziale secondo cui gli asset rischiosi potrebbero restare sotto pressione finché l’incertezza non calerà”.

A offrire un primo spiraglio di fiducia è stata l’apertura di un dialogo commerciale tra Stati Uniti e Giappone, che ha alimentato il rally della Borsa di Tokyo (+6% nella giornata di martedì).

Anche se gli indici potrebbero trovare spazio per un rimbalzo tecnico, è all’interno dei mercati che BlackRock individua le vere opportunità.

“Sebbene siamo oggi più cauti sugli indici generali, riteniamo che le forti svendite sui mercati stiano aprendo spazi interessanti per una selezione attiva dei titoli. I movimenti estremi dei prezzi creano disallineamenti temporanei che, se letti con attenzione, possono offrire opportunità mirate anche in uno scenario di elevata incertezza. In questo contesto, preferiamo costruire l’esposizione azionaria puntando su settori o aziende che beneficiano di trend strutturali, piuttosto che inseguire il rimbalzo degli indici nel loro complesso”.

Tra i comparti che meglio stanno reggendo all’ondata di volatilità si distinguono i titoli tecnologici e quelli legati alla difesa, in particolare in Europa, dove hanno messo a segno un deciso recupero. Si tratta, secondo gli analisti, di modelli di business relativamente meno esposti all’innalzamento delle barriere commerciali, poiché trainati da una domanda strutturale e meno dipendenti dalle dinamiche del commercio globale tradizionale.

Per il resto, prevale la prudenza: meglio concentrarsi su obbligazioni a breve scadenza e ad alto rating, in attesa di maggiore chiarezza sul quadro macroeconomico e sulle mosse della politica commerciale americana. Una scelta coerente con un approccio di gestione del rischio, piuttosto che con l’azzardo speculativo di un potenziale dietrofront politico sul fronte dei dazi.

Nel frattempo, il rischio recessione resta un tema caldo. JP Morgan stima al 60% la probabilità di una contrazione economica negli Stati Uniti, nel caso in cui i dazi introdotti dall’amministrazione americana restino in vigore per un periodo prolungato, come finora lasciato intendere. Tuttavia, per BlackRock questo non implica automaticamente tagli dei tassi da parte della Federal Reserve:

“Siamo contrari alla valutazione del mercato che prevede 4-5 tagli dei tassi da parte della Fed nel 2025: l’inflazione core USA è ben sopra il target del 2%, anche prima dell’effetto dei nuovi dazi”.

La nuova fase protezionistica, inoltre, potrebbe incidere più a fondo sull’equilibrio macroeconomico. Come osserva Cathie Wood, Ceo di Ark Invest: “Negli ultimi anni, la crescita del PIL è stata sostenuta soprattutto dai consumatori più abbienti e dalla spesa pubblica, due forze che in questo momento stanno cambiando rotta. Riteniamo che questo porterà alla fine della ‘recessione rolling’, con una ripartenza da zero che potrebbe tradursi in una forte espansione trainata dalla produttività, grazie alle tecnologie su cui basiamo le nostre strategie – dalla robotica all’intelligenza artificiale – che stanno ora entrando in una fase decisiva”.

Per Wood, che ha costruito la propria notorietà su scommesse mirate nel settore tech, la concentrazione del mercato attorno a pochi grandi nomi come Apple e Alphabet è un’anomalia: “Un mercato rialzista guidato da un numero ristretto di titoli dominanti non è né ideale né sostenibile. Se, dopo questa fase, la leadership si allargherà e un numero più ampio di titoli inizierà a partecipare in modo significativo alla crescita, potremmo finalmente trovarci di fronte a un mercato rialzista davvero sano”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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