Crollano gli investimenti energetici, occhio alla sostenibilità

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Secondo un report dell’Aie, gli investimenti energetici subiranno il più grande crollo della storia, mettendo a rischio la transizione verso sistemi più resilienti e sostenibili. Ma i ceo delle principali aziende dell’oil&gas rassicurano: “Il covid rafforzerà il nostro impegno nella lotta al cambiamento climatico”

Indice

Il calo della domanda e dei prezzi e l’aumento dei mancati pagamenti hanno posto governi e industria di fronte a una potenziale contrazione delle entrate energetiche superiore ai 1.000 miliardi di dollari

La spesa globale per il petrolio potrebbe scendere al di sotto della spesa per l’elettricità

Nel primo trimestre del 2020, gli investimenti pubblici in nuovi progetti di energia eolica e solare hanno toccato i livelli del 2017

Il settore energetico non resta indenne alla pandemia e si prepara ad affrontare il più grande crollo della storia. Secondo il report World Energy Investment 2020 dell’Agenzia internazionale per l’energia, gli investimenti globali caleranno del 20% rispetto allo scorso anno, sottraendo al mercato circa 400 miliardi di dollari. Un declino considerato “sconcertante”, sia in termini di dimensioni che di rapidità, e che potrebbe allontanare il mondo dal raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
“È profondamente preoccupante – commenta Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Aie – Il rallentamento degli investimenti nelle tecnologie chiave per lo sviluppo di forme di energia pulita rischia di minare la tanto necessaria transizione verso sistemi energetici più resilienti e sostenibili”. In particolare, dopo un buon inizio nei primi mesi dell’anno quando gli investimenti energetici erano in crescita del 2% (il più grande incremento degli ultimi sei anni), la crisi epidemiologica ha posto un freno all’economia mondiale, mettendo governi e industria di fronte a una potenziale riduzione delle entrate energetiche superiore ai 1.000 miliardi di dollari, cui ha contribuito una combinazione di calo della domanda e dei prezzi e aumento dei mancati pagamenti delle bollette.
Secondo lo studio, il petrolio trainerebbe questo declino: per la prima volta la spesa globale dei consumatori potrebbe scendere al di sotto della spesa per l’elettricità e gli investimenti in idrocarburi potrebbero subire una contrazione di circa un terzo entro la fine dell’anno. Sebbene gli investimenti nelle energie rinnovabili si siano dimostrati più resilienti alla crisi rispetto ai combustibili fossili, la spesa per le installazioni degli impianti fotovoltaici da parte di famiglie e imprese si è contratta e, nel primo trimestre del 2020, gli investimenti pubblici in nuovi progetti di energia eolica e solare hanno toccato i livelli del 2017.

Oil&Gas: confermati gli impegni sostenibili

Intanto, gli amministratori delegati delle 12 aziende riunite nell’Oil and gas climate initiative, l’organizzazione internazionale di cui fa parte anche l’Eni, hanno dichiarato in una lettera aperta che il coronavirus non porrà un freno agli impegni assunti per contrastare il cambiamento climatico. “Abbiamo raccolto le preoccupazioni in merito al fatto che la crisi possa spingere le compagnie dell’industria petrolifera e del gas, e i governi di tutto il mondo, a ritardare l’azione per il clima. La realtà è che, invece di spostare le nostre priorità, la pandemia sta ulteriormente cristallizzando la nostra attenzione su ciò che essenziale: la salute, la sicurezza e la protezione dell’ambiente, fornendo al contempo l’energia e i prodotti di cui la società ha bisogno per sostenere la ripresa economica”, si legge nella nota.

I ceo dell’Ogci, inoltre, hanno sottolineato come le migliori risposte alla pandemia abbiano rivelato che la collaborazione e la solidarietà siano essenziali per fronteggiare le questioni globali. “Ciò serve a rafforzare il valore del nostro sforzo collettivo per affrontare il cambiamento climatico, attraverso la collaborazione di governi, imprese, società civile e popolazione nel senso più ampio del termine”, continuano gli esponenti del settore che concludono: “Continueremo a lavorare per sostenere la transizione verso un futuro più sano, a basse emissioni di carbonio”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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