Costi di fondi e polizze: la tabella per capire se paghi oltre la media

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Una donna con capelli corti e castani che indossa occhiali da vista rotondi e un top rosso a collo alto guarda direttamente verso la telecamera, tenendo gli occhiali con una mano. Lo sfondo è sfocato con un muro di mattoni e una superficie di legno.

Scopri se paghi troppo per fondi e polizze: come usare il KID e la tabella UE-Italia per confrontare i costi e chiedere alternative più convenienti

Indice

In Europa è in corso una battaglia silenziosa ma cruciale: rendere confrontabili i costi di fondi e polizze. La Commissione europea vuole introdurre benchmark chiari per ogni tipologia di prodotto, da inserire direttamente nei documenti informativi chiave (KID). L’industria finanziaria si oppone: dietro a costi diversi possono esserci servizi accessori (come la consulenza, spesso pagata con una quota delle commissioni ricorrenti) o strategie di investimento particolari difficili da uniformare.

La riforma – parte della Retail Investments Strategy – è ancora in fase di negoziazione, ma una cosa è certa: ogni investitore può già oggi capire se sta pagando più della media, senza aspettare che l’Europa lo renda obbligatorio. Farlo non è complicato, ma richiede un minimo di attenzione.

Perché il confronto dei costi è ostacolato

Confrontare i costi facilita la concorrenza e aumenta la mobilità del denaro dei clienti: due fattori che possono ridurre le commissioni ricorrenti che banche e gestori incassano ogni anno. Per questo, difficilmente l’intermediario offrirà un confronto di sua iniziativa. La responsabilità ricade sul cliente, che deve verificare e – se serve – cercare alternative.

Come ricorda la Banca d’Italia nel portale L’Economia per tutti:

“Essere a conoscenza dei costi legati agli investimenti è essenziale per evitare di vedere eroso il proprio capitale nel tempo. Il KID e il rendiconto costi e oneri MiFID II sono strumenti preziosi per ottenere informazioni chiare sui costi, ma sta al risparmiatore leggerli con attenzione, discuterne con i propri consulenti e tenere sempre uno sguardo aperto ad altre offerte disponibili sul mercato.”

Come fare in 3 mosse

We Wealth ha raccolto i costi medi italiani ed europei delle principali macrocategorie di fondi, polizze e prodotti pensionistici. Non sono tarati sul singolo prodotto, ma sono un buon riferimento: se il tuo strumento costa molto di più, è legittimo chiedere spiegazioni.

1. Scarica il KID
Cerca online il nome esatto del fondo o della polizza. Per legge deve essere disponibile sul sito della società.

2. Vai alla sezione “Quali sono i costi”
Individua:

  • il costo complessivo annuo (es. “costo totale”)
  • i costi correnti (o “commissioni di gestione”)

3. Confronta con la tabella di riferimento
Ad esempio, un fondo azionario UE ha un costo medio del 2,1%. Se il tuo è al 3%, non è un dettaglio: a lungo termine significa meno capitale al lavoro e rendimenti netti più bassi.

Perché fare un confronto conviene

Come sottolinea ancora la Banca d’Italia, “un piccolo investimento in conoscenza può fruttare molto nel tempo”. Ridurre anche di pochi decimi di punto i costi annui può avere un impatto significativo sul capitale accumulato in 10 o 20 anni.

Nell’attesa che l’Europa renda disponibili benchmark ufficiali, il miglior consiglio è non attendere: scarica il KID, confronta e – se serve – chiedi alternative.

Domande frequenti su Costi di fondi e polizze: la tabella per capire se paghi oltre la media

Qual è l'obiettivo principale della Commissione europea riguardo ai costi di fondi e polizze?

La Commissione europea mira a rendere i costi di fondi e polizze più confrontabili introducendo benchmark chiari per ogni tipo di prodotto. Questi benchmark dovrebbero essere inclusi nei documenti informativi chiave (KID) per facilitare la comprensione da parte degli investitori.

Perché l'industria finanziaria si oppone all'introduzione di benchmark chiari per i costi?

L'industria finanziaria si oppone perché dietro a costi diversi possono celarsi servizi accessori, come la consulenza, o strategie di investimento particolari. Questi elementi rendono difficile l'uniformazione e il confronto diretto dei costi.

Quali sono i vantaggi per un investitore nel confrontare i costi di fondi e polizze?

Confrontare i costi permette agli investitori di capire se stanno pagando una cifra superiore alla media di mercato. Questo può portare a una maggiore consapevolezza delle spese e a decisioni di investimento più informate e potenzialmente più convenienti.

Come si propone la Commissione europea di rendere i costi più trasparenti?

La Commissione europea intende introdurre benchmark chiari per ogni tipologia di prodotto finanziario. Questi benchmark dovranno essere inseriti direttamente nei documenti informativi chiave (KID) per fornire agli investitori un punto di riferimento standardizzato.

Quali elementi possono giustificare differenze nei costi tra fondi e polizze secondo l'industria finanziaria?

Secondo l'industria finanziaria, le differenze di costo possono essere giustificate dalla presenza di servizi accessori, come la consulenza finanziaria, che spesso viene remunerata tramite una quota delle commissioni ricorrenti. Possono anche dipendere da strategie di investimento specifiche.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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