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Tasse, clima e pandemia spingono i paperoni a cambiare paese | WeWealth

Tasse, clima e pandemia spingono i paperoni a cambiare paese

Tempo di lettura: 2'
Se prima l'unica leva che faceva muovere capitali e persone era quella fiscale. Adesso hanno anche un peso l'aspetto climatico e la pandemia

Il trasferimento delle famiglie benestanti fuori dalle città ha avuto degli effetti negativi per i grandi centri urbani

Ma non solo, la pandemia ha fatto anche emergere l'importanza della famiglia

Tasse, clima e pandemia. Questi i tre fattori che nel 2021 spingono le famiglie benestanti a cambiare la propria residenza. Negli anni passati la leva che faceva muovere capitali e le persone era quasi esclusivamente quella fiscale.
Ora però con sempre più disastri causati dai cambiamenti climatici e la recente ondata di pandemia che non ci vuole lasciare andare, i fattori che spingono gli Hnwi a cambiare stato sono leggermente cambiati. Questo ovviamente avrà anche un impatto sui consulenti finanziari che dovranno iniziare a gestire la propria relazione con il cliente in maniera più flessibile. Nell'ultima ricerca pubblicata da SpectremGroup, società che si occupa anche di analisi finanziaria, il 53% degli intervistati con un patrimonio maggiore ai 25 milioni di dollari ha dichiarato di aver preso in considerazione la possibilità di cambiare il proprio stato di residenza negli ultimi 12 mesi. Dato piuttosto significativo.

I numeri mostrano che uno dei motivi principali è legato proprio ai rischi climatici e più in generale al clima. Il 56% degli intervistati ha dichiarato che uno dei motivi legato al trasferimento era proprio il clima. Molti degli interpellati ha infatti evidenziato come l'ambiente “lavoro- casa” sta iniziando ad avere sempre più peso nella loro vita.

Il 45% ha deciso di trasferirsi per motivi fiscali. Focus Usa gli stati più colpito sono stati quelli delle grandi città come Ny. Se si sposta l'analisi fuori dal territorio americano si nota come, lato fiscale, le mete più ambite continuano ad essere quasi sempre le stesse. Oppure, c'è anche la variante di passaggio che permette l'ingresso in più paesi. I dati raccolti da Aston, società che offre soluzioni su misura per la riallocazioni di investimenti e per la residenza nel Regno Unito, nell'Ue e nei Caraibi, il paese che offre un accesso ad un numero maggiore di località e l'Austria. Con un investimento di 2.704.787 sterline in 2-3 anni si riesce ad ottenere la cittadinanza locale e la possibilità di iniziare a fare investimenti e altre attività economiche in ben 187 paesi.

Al secondo posto c'è Malta che con un contributo nell'economia reale di solo un milione e un tempo di circa 14 mesi dà il via libera in altri 184 paesi. Medaglia di bronzo invece per Cipro che con quasi 2 milioni di investimenti nell'economia locale, e 6 mesi di tempo, dà accesso libero accesso a 174 paesi diversi. Ma non finisce qua perché in questa pratica sono coinvolti anche altri paesi europei. Tra questi troviamo la Bulgaria che chiede un investimento nell'economia nazionale pari a 461.617 sterline con in cambio un via libera in 171 paesi diversi. Ma poi troviamo anche il Portogallo con i suoi 3 mesi per ottenere il via libera e la cittadinanza, Monaco e Irlanda (2 mesi). Fuori dall'Ue troviamo nel Mare dei Caraibi Saint Kitts & Nevis che in 45-60 giorni con un contributo di 114.227 sterline garantiscono l'accesso al passaporto e ad altri 156 paesi diversi. Antigua e Barbuda in 3-6 mesi con un investimento di 76.152 sterline fa ottenere non solo la propria cittadinanza ma anche il via libera ad altri 151 località. Ma non finisce qua, perché anche Santa Lucia in 3-4 mesi rende possibile la cittadinanza. Stesso tempo se lo si richiede a Grenada. E infine Vanuatu. Qui si richiedono 98.997 sterline, e in un mese si sa se la pratica è approvata o meno.

Ma nel 2020-2021 i paperoni hanno tentato di spostarsi non solo per il clima o le tasse ma anche per evitare la pandemia (19%). Sono infatti salita alla ribalta anche tutti quei paesi che hanno saputo gestire meglio la pandemia, o almeno sono riusciti a dare una parvenza di ordine. Ed ecco che sono iniziate ad arrivare richieste per ottenere un passaporto per la zona dei Caraibi (Domenica, Antigua, Barbuda o St Kitts) dato che risultano essere stati poco colpiti dal virus. Questi territori presentano anche un altro vantaggio, per ottenere un passaporto non bisogna pagare tanto quanto l'Australia o la Nuova Zelanda.

Infine c'è anche chi si trasferisce per stare più vicino alla famiglia (31%). La pandemia ha fatto emergere sempre di più l'importanza degli affetti cari. Mentre prima si poteva vivere anche lontano, tanto era facile muoversi, adesso con la pandemia il mondo si è capovolto. E questo ha portato molto famiglie ha valutare seriamente la possibilità di tornare ad abitare vicino alla propria famiglia.

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