La Svizzera d'Asia scommette su Spac, debito green e blue

Contributors We Wealth
Contributors We Wealth, Alberto Martinelli
7.2.2022
Tempo di lettura: 3'
Singapore sta guadagnando quota tra le piazze internazionali, nonostante la sua piccola dimensione, l'assenza di grandi industrie e una capitalizzazione di Borsa che è la metà di quelle delle vicine Taiwan e Hong Kong. Il settore finanziario vale il 13,3% del Pil (il doppio rispetto ai 28 miliardi del 2011). E il Paese attrae Hnwi e Unicorni. Grazie ad alcune strategie innovative

Per We Wealth ha scritto Alberto Martinelli, Presidente ICCS-Camera di Commercio Italiana a Singapore e managing director di Julius Baer Singapore

Singapore è riuscita a dare impulso alle attività di Asset Management e allo sviluppo del Business dei Family Office

L'introduzione e la regolamentazione delle Spac (Special Purpose Acquisition Companies) alla Borsa di Singapore rappresenta solo l'ultima delle importanti novità strategiche per primeggiare nell'agguerrita competizione in corso tra piazze finanziarie globali.
La novità delle Spac si inserisce nel contesto delle ambizioni di Singapore di diversificare le proprie attività finanziarie rivitalizzando in particolare quelle di Investment Banking in cui gli sforzi profusi non hanno però ancora portato i risultati sperati.
Da oltre tre decenni, Singapore diversifica le proprie attività finanziarie alla ricerca delle migliori opportunità per crescere. Gli effetti di tali sforzi si traducono oggi nelle cifre record della finanza nella Città-Stato che conta 170 mila effettivi (il 4,5% della totale forza lavoro del Paese) e un valore di 52 miliardi di dollari, pari al 13,3% del Pil (il doppio rispetto ai 28 miliardi del 2011).

Ripercorrere la storia della finanza a Singapore aiuta a capire lo sviluppo: a ridosso della Crisi delle tigri asiatiche della fine degli anni '90, Singapore godeva già di una consolidata reputazione come piazza di Commodity Trading (con riferimento soprattutto ai mercati di greggio, olio di palma e gomma). In questo contesto, a fine 1999 le autorità monetarie locali hanno lanciato un piano quinquennale di liberalizzazione del sistema banca rio, dando enfasi nel 2001 alle attività di Gestione patrimoniale, con l'obiettivo di diventare “la Svizzera dell'Asia”.

All'inizio del millennio si incomincia ad accumulare ricchezza privata anche in Cina; sono anni in cui le piazze finanziarie off-shore tradizionali vengono messe sotto pressione da numerose iniziative fiscali.
Oggi, ottenuta quindi una posizione primaria nelle attività di Private Banking, la mossa successiva di Singapore è stata quella di investire ulteriormente nelle attività del mercato dei capitali tipiche dell'Investment Banking.

La cosa non è resa facile dalle dimensioni dell'economia nazionale, dall'assenza di grossi gruppi industriali domestici e dalla competizione delle vicine piazze finanziarie asiatiche tradizionali; ad esempio, a livello di capitalizzazione borsistica Taiwan vale circa il doppio di Singapore, Hong Kong circa 7 volte di più, Shanghai 8 volte e Tokyo rispettivamente quasi un multiplo di 9.

Tuttavia, Singapore è riuscita a dare impulso alle attività di Asset Management (e quindi allo sviluppo del Business dei Family Office).

Combinando questo business con i vantaggi di trasferimento effettivo della residenza, oggi Singapore annovera una popolazione di 30 miliardari e circa 1.360 famiglie ultra-high-net-worth su poco più di 5,4 milioni di abitanti.

Nel competere con la vicina Hong Kong per attirare capitali e talenti in nuovi settori, quali la gestione di Private Equity e gli Hedge Funds, da gennaio 2020 è stata introdotta, con notevole successo, la normativa che regola le Variable Capital Companies (VCC) con un minimo di capitalizzazione attraente di 50 milioni Sgd (37 milioni di dollari USD).

L'obiettivo è quello di attirare gestori, capitali e clienti di tale settore. In parallelo, in ambito di ESG Finance Singapore ha dichiarato quest'anno di voler diventare la principale piazza di emissione di debito per Green e Blu Finance dell'area Sud Est Asia.

Sicuramente una sfida per il terzo centro di raffinazione di greggio al mondo ma assolutamente coerente con la gestione delle problematiche ambientali che una città sul mare deve affrontare, causa cambia menti climatici oltre a un business in crescita esponenziale in ambito finanziario per i prossimi 5 anni almeno.

Facendo leva sul proprio ruolo strategico di hub finanziario, legale, logistico e fiscale per tutto il Sud Est Asiatico e in generale per lo spazio economico del Sud Est Asiatico, Singapore quindi si dota anche di questo strumento, le Spac, per attirare nuove opportunità di business.

Considerando il numero di Unicorn finanziari che si sono stabiliti a Singapore o che si sono sviluppati in quell'incredibile laboratorio umano di idee e di energia creativa rappresentato dal Sud Est Asiatico si comprende la strategia (e il “pericoloso” potenziale) di Singapore per la finanza internazionale che la vede posizionarsi tra le 4 migliori piazze per sviluppare e coltivare start up e porta d'ingresso verso la finanza per 655 milioni di abitanti dell'area.


Alberto Martinelli è Presidente ICCS-Camera di Commercio Italiana a Singapore e managing director di Julius Baer Singapore

Articolo tratto dal numero di gennaio di We Wealth
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Contributors We Wealth, Alberto Martinelli

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