Millennial vs baby boomer, due modi differenti di investire

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
23.6.2021
Tempo di lettura: 3'
I millennial investono in maniera diversa rispetto ai loro genitori/nonni, i baby boomer. In particolare i giovani sono molto più attenti al tema del rischio

Kiplinger, sito di informazione economico finanziario, ha messo a confronto millennials e baby boomers in relazione al modo di vedere gli investimenti

Dal report emerge come i millennials siano molto più sensibili al tema del rischio rispetto ai baby boomers, attuando strategie più sofisticate anche in previsione della pensione

Secondo uno studio basato sui dati della Federal Reserve il patrimonio netto medio dei boomers è 12 volte maggiore di quello medio dei millennials

Quando si parla di investimenti, millennials e baby boombers non hanno molto punti di comune. A partire dalla loro disponibilità finanziaria. Secondo uno studio basato sui dati della Federal Reserve il patrimonio netto medio dei boomer è 12 volte maggiore di quello medio dei millennial. E non è solo una questione di anagrafe. Un rapporto del think tank New America ha scoperto che il reddito dei boomers, quando avevano l'età dei millennial, era del 20% superiore rispetto a quello che questi ultimi percepiscono oggi. Tuttavia, stando al report Advisor Authority di Kiplinger, le differenze sono profonde anche nel modo in cui le due generazioni gestiscono i loro soldi.

  • La protezione del patrimonio prima di tutto: di fronte ai mercati a rischio e alla paura che ciò che sale possa scendere, sia i millennials che i boomers hanno detto che la protezione del patrimonio è la loro preoccupazione finanziaria principale. Eppure dalla ricerca emerge come i millennial siano più propensi dei baby boomer ad avere una strategia a tal fine. Infatti, quasi tre quarti dei millennial intervistati (71%) risulta avere un piano per gestire il rischio rispetto a meno di due terzi dei boomers (63%).

  • La gestione del rischio non passa solo dalla diversificazione: se dunque entrambe le generazioni sono sensibili alle potenziali avversità dei mercati, diversi sono i modi in cui la gestione del rischio viene perseguita. In particolare emerge che i millennial hanno una visione più sofisticata in tema di risk management. Solo il 36% di questi (contro il 66%) si affida infatti alla diversificazione tradizionale come strumento principale per ridurre il rischio.  Gli investitori più giovani risultano infatti più propensi a rivolgersi a una gamma più ampia di soluzioni, dalle rendite (72% dei millennial contro 36% dei baby boomer) a soluzioni alternative liquide (36% contro 17%), passando per gli etf smart beta (30% contro 1%).


  • La previdenza sociale non è una questione per giovani: i boomer (età 57-75 anni) stanno già andando in pensione al ritmo di 10.000 al giorno, mentre la maggior parte dei millennial (età 25-40 anni) ha ancora da due a quattro decenni prima che inizi la pensione. Tuttavia, generare un reddito affidabile durante la pensione è una delle principali preoccupazioni finanziarie dei millennial, i quali sono ben consci delle tendenze preoccupanti circa la previdenza sociale del futuro.  Sebbene entrambe le generazioni risultano avere in atto una strategia ben definita in ottica pensionamento, non sorprende dunque che questi siano molto meno propensi dei boomers a fare affidamento sulla previdenza sociale per proteggersi dall'esaurimento dei propri risparmi durante il pensionamento (42% contro 86%).

  • I millennial sono più conservatori di quanto dovrebbero: secondo il report, quasi la metà dei millennial ha sentito l'esigenza di rivedere la propria strategia di investimento lo scorso anno, contro il solo 14% dei boomer. Di questa percentuale, la stragrande maggioranza (93%) ha detto di avere investito in modo più conservativo, rispetto a circa tre quarti dei Boomers (73%). Un dato questo che sorprende, dato che il tempo, stante scelte d'investimento oculate, è sempre dalla parte dei giovani.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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