Patrimoni e private equity al centro (on-shore) del Lussemburgo

Edoardo Tamagnone
Edoardo Tamagnone
30.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Il Lussemburgo offre agli investitori numerosi strumenti flessibili ed estremamente vantaggiosi con la sicurezza di un ecosistema giuridico e finanziario sicuro e protetto dalle Convenzioni internazionali
La clientela Hnwi ha oggi l'esigenza di disporre di strumenti giuridici di pianificazione patrimoniale a protezione dei propri investimenti all'interno di un quadro normativo chiaro, stabile e sicuro, al riparo da dubbi e incertezze interpretative. Nasce da qui la richiesta sempre più frequente di poter gestire il patrimonio all'estero, ovvero nelle giurisdizioni specializzate in private banking, senza incorrere in criticità derivanti da contestazioni tributarie, con una compliance chiara e la totale regolarità fiscale nella giurisdizione di residenza.

Nel corso degli ultimi decenni, il Lussemburgo è divenuto una dei principali centri finanziari al mondo grazie al suo peculiare complesso normativo e all'offerta di innumerevoli strumenti finanziari. Da una parte, la stabilità della politica del Granducato, dall'altra, una legislazione tesa a promuovere il Granducato come Paese on-shore, Paese fondatore dell'Unione europea e pienamente regolamentato: si tratta di elementi fondamentali per l'attrazione degli investitori esteri che guardano con sempre più interesse alle opportunità offerte dalla piazza lussemburghese.

Tra i veicoli di investimento più utilizzati spicca la Soparfi, la Société de participations financières costituita sotto forma di società commerciale ordinaria soggetta al diritto societario lussemburghese che, dunque, può essere costituita con la forma societaria di Sa (società anonime), le Sarl (società a responsabilità limitata), le Sca (società in accomandita per azioni) e le Scs (società in accomandita semplice).
Molti investitori scelgono la Soparfi per il ruolo di holding di investimento, per la gestione di partecipazioni finanziarie in altre società residenti e non residenti nonché per gli investimenti di private equity. In particolare la Soparfi si è dimostrata nel tempo un veicolo giuridico eccellente per l'ottimizzazione fiscale degli investimenti esteri dal momento che la normativa riconosce l'esenzione dalla tassazione dei dividendi e delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazione. Tali benefici sono riconosciuti a livello internazionale: sulla base della Direttiva europea “Madre – figlia” (90/435/Cee e 2003/123/Ce) e delle convenzioni internazionali contro la doppia imposizione (compresa quella tra Italia e Lussemburgo) la Soparfi è esente da ritenute alla fonte e dalla tassazione dei dividendi in entrata rispetto alle controllate.

Un'altra peculiarità della Soparfi è la detassazione degli interessi sui finanziamenti che la holding eroga alle controllate, rendendo questo strumento giuridico molto interessante anche per la gestione della tesoreria di gruppo. Infatti, mentre gli interessi ricevuti dalla holding lussemburghese saranno esenti dall'imposizione fiscale, le società controllate potranno portare interessi e costi di finanziamento in deduzione dei redditi di impresa.

Inoltre la Soparfi può emettere qualsiasi strumento di debito per finanziare le sue attività compresi certificate, minibond, obbligazioni convertibili o ordinarie, warrant che possono essere regolarmente negoziate a livello globale.

Un altro vantaggio è la flessibilità della struttura e la totale deregolamentazione, aspetto che la distingue da un altro tradizionale strumento giuridico lussemburghese, la Special limited partnership (Slp) che richiede tuttavia la presenza maggioritaria di un general partner autorizzato dalla Cssf (Commission de surveillance du secteur financier). Invece la Soparfi potrà operare in completa autonomia con un consiglio di amministrazione scelto liberamente dagli azionisti.

Si differenzia anche dalla Société de gestion de patrimoine familial (Spf), un altro veicolo non regolato estremamente flessibile, che persegue esclusivamente finalità di gestione patrimoniale privata, ma con cui invece si può disciplinare un utilizzo coordinato. Per la Spf, infatti, qualsiasi tipo di attività commerciale è vietata: può detenere strumenti finanziari, quali ad esempio azioni, quote sociali o altri titoli equivalenti, nonché partecipazioni (anche con diritto di voto) nel capitale di altre società, unicamente a condizione che essa non si intrometta nella gestione giornaliera di tali società. Il grande vantaggio di questa struttura giuridica è l'esenzione dall'imposta sul reddito delle società; inoltre i dividendi distribuiti dalla Spf non sono sottoposti ad alcuna ritenuta alla fonte.
Un esempio vincente di pianificazione fiscale internazionale potrebbe dunque vedere una Spf al vertice della catena di controllo di una Soparfi che detenga partecipazioni in società operative residenti e non residenti. Occorre infatti considerare che tutte le società di diritto lussemburghese sono tutelate dai trattati contro le doppie imposizioni sottoscritti dal Lussemburgo con gli altri Stati per evitare che il reddito prodotto in uno Stato sia tassato nuovamente nel Paese di residenza del socio nel caso di distribuzione degli utili.
Fondatore dello studio legale Tamagnone Di Marco e di Wealth Trust srl, società di consulenza dedicata alla
pianificazione patrimoniale per famiglie e imprese. Specializzato in ambito internazionale, ha conseguito il
master in Diritto tributario, in wealth management e in diritto dei trust. Si occupa di gestione di patrimoni,
anche detenuti all’estero, trust, successioni internazionali, passaggio generazionale e corporate
governance.

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