Campioni e capitali: il valore della consulenza

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Un uomo con capelli corti e scuri e barba curata indossa giacca e cravatta. È rivolto verso la telecamera con un'espressione neutra. Lo sfondo è semplice e di colore chiaro.

Carriere brevi, guadagni rapidi, scelte complesse: per chi inizia a vincere presto, la vera partita si gioca nel tempo

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Arrivano giovani, talentuosi e vincenti. E con i trofei arrivano anche compensi milionari, contratti pubblicitari e nuove opportunità. Ma spesso, per atleti e imprenditori dello sport, la ricchezza arriva prima della consapevolezza. Ecco perché per queste figure la gestione del patrimonio è una partita a sé, da giocare con anticipo, visione e metodo. Ne parliamo con Andrea Spagnoli, avvocato e fondatore dello studio Lexside e della realtà specializzata Wealth Sport Management.

Partiamo dalle principali esigenze patrimoniali di un atleta professionista o di un imprenditore dello sport. Quali sono oggi le criticità più rilevanti da un punto di vista fiscale e legale?

Le esigenze principali si possono suddividere in tre fasi fondamentali: innanzitutto, la costruzione del patrimonio, perché ottenere compensi elevati non significa automaticamente essere in possesso di un patrimonio solido. Il patrimonio va costruito con consapevolezza. In secondo luogo, è necessaria una gestione finalizzata alla conservazione, preservandolo da rischi e dispersioni. Infine, vi è lo sviluppo, ovvero la crescita del patrimonio con uno sguardo proiettato al futuro.

Oggi, una delle principali criticità riguarda l’utilizzo improprio dei regimi fiscali ordinari e degli strumenti giuridici, specialmente in un’ottica internazionale. L’obiettivo dovrebbe essere quello di utilizzare al meglio i meccanismi che l’ordinamento giuridico e fiscale, nazionale e internazionale, mette a disposizione, massimizzandone le potenzialità.

Un altro aspetto su cui ci concentriamo è lo sviluppo di una maggiore consapevolezza finanziaria. Il primo passo del nostro lavoro, come Sport Management, consiste nell’educare lo sportivo alla costruzione del proprio patrimonio. In questi casi interveniamo con maggiore decisione su aspetti come i rischi familiari — basti pensare all’impatto di un matrimonio non gestito correttamente — o sull’organizzazione societaria. Spesso ci troviamo davanti a scelte azzardate come l’apertura di società estere senza un’adeguata pianificazione. Il nostro ruolo è quello di razionalizzare, ripulire il campo da decisioni pericolose o poco lungimiranti.

Come si gestiscono le dinamiche personali e intergenerazionali con queste figure?

Occorre partire dalla famiglia, che spesso ha un ruolo centrale. Da un lato, può svolgere una funzione educativa, aiutando lo sportivo a comprendere l’importanza di una corretta gestione dei propri guadagni, sia in termini di risparmio che di investimento. Questo è particolarmente importante considerando che molti sportivi iniziano a guadagnare somme consistenti in giovane età, spesso tra i 20 e i 30 anni, ma vedono i loro redditi diminuire nel tempo.

Dall’altro lato, la famiglia può anche assumere un ruolo gestionale, fungendo da soggetto fiduciario nella supervisione degli investimenti o nella gestione diretta di alcune attività. Avere un familiare di fiducia coinvolto nei processi decisionali è, spesso, un valore aggiunto.

Una costante del nostro metodo è l’analisi del contesto per individuare “alleati” e “rischi“. Gli alleati sono appunto la famiglia, ma anche figure come il procuratore o professionisti già vicini allo sportivo. Saper dialogare con loro è fondamentale per costruire un rapporto di fiducia e accompagnare lo sportivo in scelte complesse. Senza questi interlocutori, il nostro lavoro diventa estremamente più arduo.

Come si spiega a un giovane atleta l’importanza della pianificazione patrimoniale?

È una sfida enorme, perché parliamo spesso di ragazzi molto giovani che si trovano improvvisamente a gestire stipendi elevatissimi, senza avere la percezione della transitorietà di quei guadagni. La loro carriera, nella maggior parte dei casi, non dura più di 10-15 anni, e può essere interrotta anche bruscamente da infortuni o altri eventi imprevisti.

A differenza di altri professionisti che lavorano per 40 anni, loro devono costruire in poco tempo il futuro economico dell’intera vita. Pianificare quando si è al massimo delle proprie capacità e dei propri guadagni è l’unica strada per garantire continuità al proprio tenore di vita.

Quanto al nostro approccio, è molto operativo: utilizziamo una checklist per mappare i rischi e analizzare il campo d’azione. Solo dopo questa fase preliminare possiamo proporre soluzioni su misura. Ogni sportivo è diverso: vanno considerati lo stile di vita, la carriera, il contesto familiare e gli obiettivi di medio-lungo termine.

Che tipo di strumenti si impiegano per la gestione del rischio, sia personale che patrimoniale?

La pianificazione patrimoniale è la chiave. Una corretta pianificazione consente di proteggere il patrimonio da rischi come sprechi, eventi imprevisti o scelte poco ponderate. Gli strumenti sono molti: a titolo di esempio, dalle polizze vita alle strutture societarie, passando per il trust e senza ovviamente dimenticare la dimensione fiscale e la sua rilevanza.

Ciò che conta è che ogni soluzione venga selezionata in base agli obiettivi concreti del cliente. In più, il nostro lavoro è costante: costruiamo una relazione continuativa con aggiornamenti periodici, perché anche le esigenze cambiano nel tempo.

Tuttavia, non esiste uno strumento buono per tutti. Noi partiamo dall’ascolto delle esigenze e costruiamo soluzioni sartoriali. Se dopo un anno lo sportivo ha nuove esigenze o se cambia la sua situazione familiare o professionale, rimoduliamo la strategia. La flessibilità è fondamentale.

Quanto è diffusa in Italia la consulenza patrimoniale per sportivi?

Nel nostro paese è ancora una nicchia e ha iniziato a essere riconosciuta solo negli ultimi anni. Mentre sul piano fiscale o giuridico esistono da tempo realtà dedicate al mondo dello sport, la consulenza patrimoniale – intesa come pianificazione integrata – è qualcosa di relativamente nuovo.

In Italia, purtroppo, manca ancora una cultura della pianificazione tempestiva, sia nel mondo dello sport che in quello imprenditoriale. Per questo abbiamo deciso di creare Wealth Sport Management e mettere la nostra expertise al servizio di questa clientela e dei loro specifici bisogni.

Domande frequenti su Campioni e capitali: il valore della consulenza

Quali sono le principali criticità fiscali e legali che affrontano atleti e imprenditori dello sport con l'arrivo di compensi milionari?

Le principali criticità riguardano la gestione di compensi milionari, contratti pubblicitari e nuove opportunità, che spesso arrivano prima della piena consapevolezza delle implicazioni fiscali e legali. È fondamentale affrontare queste sfide con anticipo e metodo per evitare problemi futuri.

Come si può spiegare a un giovane atleta l'importanza della pianificazione patrimoniale?

È cruciale illustrare come la pianificazione patrimoniale sia una 'partita a sé' da giocare con visione e metodo, per gestire al meglio la ricchezza che arriva con i successi sportivi. Questo aiuta a costruire un futuro finanziario solido fin dall'inizio della carriera.

Quali strumenti vengono impiegati per la gestione del rischio personale e patrimoniale per queste figure professionali?

L'articolo suggerisce l'impiego di specifici strumenti per la gestione del rischio, sia a livello personale che patrimoniale. Questi strumenti sono essenziali per proteggere i guadagni e garantire la stabilità finanziaria nel tempo.

In che modo la consulenza patrimoniale può aiutare atleti e imprenditori dello sport a gestire le dinamiche intergenerazionali?

La consulenza patrimoniale supporta nella gestione delle dinamiche personali e intergenerazionali, assicurando che la ricchezza venga gestita in modo efficace anche per le generazioni future. Questo approccio proattivo previene potenziali conflitti e assicura una transizione fluida.

Quanto è diffusa la consulenza patrimoniale specifica per sportivi in Italia?

L'articolo accenna alla realtà specializzata Wealth Sport Management, suggerendo che esiste un mercato per la consulenza patrimoniale dedicata agli sportivi. La sua diffusione è legata alla crescente consapevolezza dell'importanza di una gestione finanziaria professionale per queste figure.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

di Andrea Spagnoli

Fondatore dello Studio Legale e Tributario Lexside e di Wealth Sport Management.

Guida i clienti nella pianificazione patrimoniale: gestione, protezione e valorizzazione di
patrimoni complessi, dal passaggio generazionale alla tutela garantita dalla legge sul “Dopo
di Noi” (L. 112/2016).

Esperto di soluzioni patrimoniali specialistiche – trust, fondazioni, vincoli ex art. 2645-ter c.c.,
patti di famiglia, holding – fonde aspetti legali, fiscali e finanziari lavorando in sinergia con i
vertici del Private Banking e Family Office internazionali.

Nel mondo dell’arte, accompagna collezionisti da nuove acquisizioni a dismissioni
strategiche (inter vivos o mortis causa), in partnership con case d’asta, gallerie e musei.
Un approccio multidisciplinare che coniuga tutela ferrea, ottimizzazione fiscale e orizzonti di
lungo termine, su misura per famiglie e imprese.

Prima di dare vita a Lexside e Wealth Sport Management, ha collaborato con alcuni tra i più
importanti Studi Legali nazionali ed internazionali.

Si è laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti presso la LUISS Guido Carli, con tesi
in Diritto Tributario dell’impresa (Relatrice Prof.ssa L. Salvini, Correlatori Prof. V. Uckmar e
Prof. F. Marchetti).

Ha conseguito un Master in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale presso la
LUISS Business School, un Master Universitario di II livello con il massimo dei voti in Diritto
della Crisi delle Imprese presso La Sapienza – Università di Roma ed un Master
Universitario di II livello con lode in Pianificazione Tributaria Internazionale presso La
Sapienza – Università di Roma.

Ha frequentato l’International Taxation Course, European Value Added Tax – Selected
Issues presso l’IBFD ad Amsterdam.

Docente al Corso “Strumenti per la protezione del patrimonio personale” organizzato da
Lefebvre Giuffré.

Docente al ciclo di seminari “Tax specialist” organizzato nell’ambito del corso di laurea
magistrale in Economia, Management e Diritto d’impresa organizzato presso La Sapienza –
Università di Roma sede di Latina.

Ha tenuto l’esercitazione in materia di transazione fiscale per il corso di D. Fallimentare
dell’avv. Natale Polimeni presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Mediterranea di
Reggio Calabria (a.a. 2022/2023).

Ha tenuto, come relatore, diversi webinar e convegni in materia tributaria.

Ha contribuito all’aggiornamento di importanti manuali in materia tributaria.

Componente della Commissione Diritto Tributario presso l’Ordine degli Avvocati di Roma

Referente della Commissione Studio “Bilancio, Fiscalità d’impresa e Operazioni Straordinarie” di FederProfessioni

È membro dell’IFA (International Fiscal Association).

È membro del comitato tecnico-scientifico della Fondazione School University.

È Of Counsel per il dipartimento Tax dello Studio Legale Nervi Zulli.

È Of Counsel per il dipartimento Tax di Ayming Italia.

Per gli atleti di alto livello la sfida non è solo quella in campo, ma anche quella futura della gestione del loro patrimonio. Scopri come preparsi per vincerla