Btp, ecco le nuove emissioni di novembre 2024

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Il ministero dell’Economia ha annunciato le nuove aste di Btp, quattro titoli che vanno su scadenze comprese fra il 2027 e il 2039, per un controvalore offerto in asta fino a 8,25 miliardi euro (al netto delle aste supplementari).

Per prenotare i titoli è possibile presentare richiesta entro il 12 novembre 2024, presso gli sportelli bancari o postali, oppure tramite il proprio home banking se abilitato alle funzionalità di trading.

Si ricorda che i tassi relativi alle cedole visibili in tabella non corrispondono necessariamente al rendimento lordo effettivo del titolo, poiché nel meccanismo di asta il prezzo di acquisto potrebbe essere inferiore o superiore al capitale rimborsato a scadenza (pari sempre a 100, il livello considerato alla pari).

Tipologia titoloBTP 3 AnniBTP 7 AnniBTP 10 AnniBTP 15 Anni
Vita residuain corso di em7 anni8 anniin corso di em
Codice ISINda attribuireIT0005580094IT0005494239 (*)IT0005582421
Tranche17ª
Emissione15/11/2416/01/2403/05/2201/10/23
Scadenza15/10/2715/02/3101/12/3201/10/39
Cedola annuale2,70%3,50%2,50%4,15%
Data pagamento cedola15/04/2025 (**)15/02/2501/12/2401/04/25
Importo Min. offerto (mln. €)3500125012501000
Importo Max. offerto (mln. €)4000150015001250

Btp, quando e perché comprarli

I Btp sono titoli a media e lunga scadenza, ideali per un risparmio ben pianificato, poiché offrono la certezza del rendimento a scadenza se non vengono venduti in anticipo. In caso di vendita anticipata, infatti, si corre il rischio che le condizioni di mercato possano aver ridotto il prezzo dell’obbligazione, comportando una perdita sul capitale investito (o un guadagno, a seconda delle circostanze). Per gli investitori alla ricerca di una fonte di reddito a basso rischio, è quindi essenziale calibrare bene le proprie esigenze finanziarie rispetto alla durata del titolo. In generale, più lunga è la scadenza del Btp, maggiore è il rischio che possano emergere imprevisti che costringano l’investitore a liquidare il titolo in anticipo, esponendolo al cosiddetto rischio di mercato.

Idealmente, è consigliabile scegliere una scadenza che sia in linea con le proprie esigenze finanziarie: il Btp dovrebbe arrivare a scadenza nel momento in cui si prevede di avere bisogno delle somme investite.

Come i principali titoli di Stato e i buoni fruttiferi postali, i Btp godono di una tassazione agevolata sui rendimenti, sia sulle cedole sia in caso di vendita sopra la pari: 12,5% contro il 26% dei conti deposito e di tutti gli altri titoli, comprese le obbligazioni emesse da società.

Inoltre, i titoli di Stato non sono inclusi nel calcolo dell’imposta di successione, analogamente alle polizze vita.

A questi vantaggi si affiancano alcune considerazioni di rischio: lo Stato italiano non gode di un rating particolarmente alto e, per quanto improbabile nel breve termine, potrebbe trovarsi nell’incapacità di restituire integralmente il capitale. Questo è un rischio realisticamente basso, ma è sempre fondamentale evitare di concentrare tutto il risparmio in un unico emittente, come regola generale — valida anche per i Btp.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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