Btp e Cct: nuove emissioni di gennaio 2025

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Il Mef ha annunciato le nuove emissioni e aste di Btp e Ccteu che andranno in asta il prossimo 30 gennaio 2025, per un controvalore massimo di 9 miliardi

Indice

Il Mef ha annunciato le nuove emissioni di Btp e Cct a media e lunga scadenza, che andranno in asta il prossimo 30 gennaio, per un controvalore massimo di di 9 miliardi di euro (al netto delle aste supplementari). Si tratta di quattro Btp con scadenze che vanno dal 2027 al 2054.

Per prenotare l’acquisto è possibile fare riferimento agli sportelli bancari e postali, oppure attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzionalità di trading. I termini per presentare la richiesta scadono il 29 gennaio.

Tipologia titoloCodice ISINTrancheEmissioneScadenzaCedola annualeSpreadTasso cedolare sem.Data pagamento cedolaImporto Min. offerto (mln. €)Importo Max. offerto (mln. €)
BTP 5 AnniIT000561105502/09/202401/10/20293,00%01/04/202525002750
BTP 10 AnniIT000560797011ª01/08/202401/02/20353,85%01/08/202515002000
BTP 15 AnniIT000535880614ª01/09/201801/03/20353,35%01/03/202510001500
CCTeu 7 AnniIT000562046015/10/202415/04/2033Tasso annualizzato—4,164%1,1%2,105%15/04/202522502750

Perché inserire i Btp in portafoglio

In Btp sono un classico per i portafogli dei risparmiatori italiani, grazie anche al loro trattamento fiscale favorevole. Con una tassazione sui rendimenti al 12,5%, rispetto al 26% applicato alla maggior parte degli altri investimenti, i Btp partono infatti da una posizione di vantaggio.

Questi titoli di Stato, emessi con scadenze medio-lunghe, richiedono comunque una strategia di investimento attenta. Gli esperti suggeriscono, innanzitutto, di allineare le scadenze dei Btp con i propri obiettivi finanziari personali. Questo approccio consente di pianificare il recupero del capitale investito in concomitanza con future esigenze finanziarie, come spese familiari rilevanti o progetti di vita.

E’ importante ricordare che la vendita anticipata di un Btp, cioè prima della sua scadenza naturale, espone l’investitore alle fluttuazioni del mercato, dal momento che il prezzo di vendita potrebbe essere superiore o inferiore al capitale inizialmente investito, introducendo così un elemento di incertezza. Tuttavia, mantenere il Btp fino alla scadenza garantisce il rimborso del capitale nominale, eliminando il cosiddetto rischio di mercato.

In questo scenario, rimane il rischio di credito, ovvero la possibilità che lo Stato italiano non sia in grado di restituire il capitale. Sebbene remota, esiste la possibilità teorica di un default dello Stato emittente. Gli investitori dovrebbero quindi considerare i Btp come parte di un portafoglio diversificato, valutando attentamente il proprio profilo di rischio e consultando, se necessario, un consulente finanziario qualificato.

Cct: cosa lo distingue da un Btp e quando preferirlo

Come approfondito in questo articolo, il Cct (o meglio, Ccteu) è un titolo di Stato la cui cedola non è fissa, ma variabile a seconda dell’andamento del tasso Euribor, quello che solitamente determina anche le rate dei mutui variabili. Di conseguenza, questo titolo tende a seguire in modo più fedele il costo del denaro: questo contribuisce a contenere la volatilità del prezzo dell’obbligazione, rendendo un po’ meno rischiosa la sua eventuale vendita in anticipo sulla scadenza. Il rovescio della medaglia e che, a differenza del Btp, non è possibile fare una previsione esatta di quello che sarà il rendimento a scadenza, dal momento che dipenderà dall’andamento del tasso Euribor.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come bilanciare un portafoglio fra titoli di Stato e azioni in modo da avere rendimento e volatilità sotto controllo?

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