Btp esclusi dal calcolo Isee: via libera di Palazzo Chigi

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Fino a 50mila euro i titoli di Stato non contribuiranno ad aumentare l’Isee: i dettagli nel nuovo Dpcm, che conferma quanto delineato a fine 2023

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Dopo circa un anno dall’introduzione in Legge di Bilancio, si avvicina in modo definitivo il cambio dei criteri di calcolo per l’ISEE che metteranno in posizione di vantaggio i possessori di titoli di Stato come i Btp e titoli garantiti dallo Stato come i buoni fruttiferi. Lo annuncia la presidenza del Consiglio dei ministri, che ha comunicato la firma del Dpcm che modifica le modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Fino a 50.000 euro i titoli di Stato non rientreranno nel calcolo dell’ISEE, rendendo più semplice l’accesso a servizi sociali che richiedano l’attestazione della situazione patrimoniale.

Secondo i dati dell’Inps, sono già state rilasciate 1,3 milioni di attestazioni ISEE dal 1° gennaio di quest’anno: d’altro canto, il 65% delle pratiche si concentra nei primi tre mesi dell’anno, poiché molte famiglie si affrettano a garantire la continuità delle prestazioni sociali agevolate. A questo punto è importante aggiungere che chi avesse un ISEE ancora calcolato con le vecchie regole potrà ripetere l’attestazione con i nuovi parametri, ma non sarà obbligato a farlo: una disciplina transitoria, infatti, estende la validità degli ISEE già rilasciati fino alla loro naturale scadenza.

Btp people, il disegno governativo

La scelta di escludere i titoli di Stato dal calcolo dell’ISEE rientra nella più ampia strategia di incentivi al “piazzamento” dei Btp presso i piccoli risparmiatori italiani: infatti, destinare 50.000 euro in titoli di Stato, sottraendoli dai conti correnti o da altre forme di investimento concorrenti come i conti deposito bancari, avrà un peso per quelle famiglie che possono potenzialmente rientrare fra le beneficiarie di servizi pubblici vincolati all’ISEE. Il principio, quindi, è: se finanzi lo Stato, ci sarà un privilegio nell’accesso ai servizi pubblici rispetto a chi investe su altro, a parità di reddito/patrimonio.

Che il piano stia funzionando lo hanno mostrato anche i dati della più recente relazione Bankitalia: dal febbraio 2022 al marzo 2024 la quota di debito pubblico italiano detenuta dai residenti non finanziari (escluse quindi banche e assicurazioni) è passata dal 7,8 al 14,1%.

Le altre agevolazioni per i nuclei familiari vulnerabili

Nel “nuovo ISEE”, spiega la nota di Palazzo Chigi, sono previste altre agevolazioni per i nuclei familiari aventi tra i componenti persone con disabilità o non autosufficienti: per queste famiglie sono esclusi dal computo del reddito di ciascun componente del nucleo familiare i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità.

“Viene, inoltre, attribuita una maggiorazione, pari a 0,5, al parametro della scala di equivalenza per ogni componente (del nucleo familiare) con disabilità media, grave o non autosufficiente”, si legge nel comunicato. Ad esempio, una famiglia di 4 persone con un figlio disabile avrebbe, in base alla scala di equivalenza, un parametro base di 2,46, che aumenterebbe a 2,96 grazie alla maggiorazione di 0,5, rendendo più basso l’ISEE e ampliando la possibilità di accedere a benefici.

Il nuovo Dpcm, ha fatto sapere la presidenza del Consiglio, sarà ora “inviato alla Corte dei Conti per la registrazione e la sua successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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