Brexit mette in fuga gli investitori dall’equity Uk

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Secondo l’Investment Association inglese dal 2016 a oggi gli investitori retail hanno disinvestito masse dai fondi equity made in Uk per oltre 10 miliardi di sterline. Complice la crisi innescata dal covid, oggi i fondi che fanno più gola sono quelli che investono nel tech Usa

Indice

La fuga dall’azionario inglese inizia nel 2005 ma è ne 2016 che registra la maggiore impennata

Se nel 2005 il 39% degli investimenti retail erano allocati in fondi azionari inglesi, oggi la percentuale è scesa al 14%

Dal fatidico voto per l’uscita dall’Unione Europea del giugno 2016 le cose per l’industria dei fondi azionari inglesi non sono andate molto bene. Tra il gennaio di quell’anno e il giugno del 2020 i fondi equity del Regno Unito hanno registrato deflussi per 12,7 miliardi di sterline. All’incertezza economica e alle modeste performance di borsa quest’anno è andato ad aggiungersi anche il fattore Covid.

 

Secondo i dati dell’Investment Association britannica il trend negativo inizia però ben prima del voto per la Brexit: se nel 2005 il 39% degli investimenti retail erano allocati in fondi azionari inglesi, oggi la percentuale è scesa al 14%. Solo dal 2016 al 2020 i deflussi hanno superato i 10 miliardi di sterline.

I dati pubblicati dall’organismo commerciale che rappresenta i gestori del Regno Unito si spiegano in parte con la crisi innescata con la pandemia di Covid-19 di quest’anno ma anche con la grande volatilità che il voto sull’uscita della Gran Bretagna – e le diatribe successive, ancora non risolte – hanno provocato sui mercati globali.

Su cosa sono concentrati gli investitori retail?

Azioni straniere: fondi che investono sul mercato statunitense, specie in campo tecnlogico. I fondi equity non inglesi rappresentano oggi l’allocation preferita dagli investitori retail, che la preferiscono nel 36% dei casi (giugno 2020). In aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2005.

Il risparmio gestito nel Regno Unito è cresciuto del 10% nel corso del 2019: nonostante l’emergenza sanitaria, l’industria è stata resiliente per tutta la prima metà dell’anno successivo, spiega la Investments Association. Le tendenze degli investimenti responsabili si stanno rafforzando, i flussi verso i prodotti finanziari Esg nella prima metà del 2020 sono stati quattro volte superiori a quelli dello stesso periodo del 2019. “Il patrimonio totale gestito dai membri dell’associazione – si legge in una nota del sito web istituzionale – ha raggiunto un livello record di 8,5 mila miliardi di sterline a fine 2019”. Il dato rappresenta un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.

La continua crescita delle attività ha consolidato la posizione del Regno Unito come il secondo più grande centro di gestione degli investimenti al mondo dopo gli Stati Uniti e di gran lunga il più grande centro di gestione degli investimenti in Europa – con un patrimonio totale gestito più elevato rispetto ai successivi tre centri europei messi insieme (Francia, Germania, Svizzera).

 

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