Bot, Btp o fondo monetario: differenze e come scegliere ora

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Il fondo monetario è una delle controproposte più comuni per gli investitori che chiedono Bot o Btp per investire la liquidità: ecco come funziona

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Hai provato ad acquistare un Bot o un Btp, ma in banca ti è stato offerto in alternativa un fondo monetario. Quali sono i pro e i contro di questa scelta? È quanto proveremo a spiegare in questo articolo per orientarti su una delle scelte più comuni per gli investitori che cercano di gestire i propri risparmi a breve termine, senza rischiare molto.

È vero, Bot e fondi monetari sono entrambe opzioni di investimento a basso rischio, insieme ai conti deposito, ai buoni fruttiferi postali e ai titoli di Stato emessi da nazioni solide. Tuttavia, ci sono alcune importanti differenze.

La diversificazione

La prima differenza è che i fondi monetari sono… fondi: all’interno non ci sono titoli che fanno riferimento a un solo emittente, ma una pluralità di titoli appartenenti alla stessa famiglia, che fanno riferimento a emittenti diversi. Questa diversificazione riduce il rischio (per quanto basso) che lo Stato italiano, nel caso l’alternativa sia un Bot, possa rivelarsi inadempiente, andare in default e non essere in grado di restituire il denaro ricevuto. All’interno dei fondi o Etf monetari ci sono tipicamente titoli di Stato con scadenze fino a un anno, proprio come i Bot.

Rendimento e variazioni dei Tassi di interesse

Una seconda differenza riguarda il rendimento dei fondi monetari, che reagisce diversamente all’andamento dei tassi d’interesse. L’indice di riferimento più comune per i rendimenti dei fondi monetari europei è l’€STR, un tasso che rappresenta la remunerazione considerata “priva di rischio” e che deriva sostanzialmente dalla politica monetaria della Bce.

Mentre il tema della diversificazione è, nella stragrande maggioranza dei casi, solo una differenza teorica, l’effetto dei tassi mostra differenze molto rilevanti nel confronto con i Bot. Questi ultimi, se mantenuti fino alla scadenza (mai superiore ai 12 mesi), prevedono un rendimento fisso. Al contrario, il rendimento dei fondi monetari è ancorato ai tassi d’interesse di riferimento: di conseguenza, se i tassi salgono, il fondo monetario tenderà ad aumentare il suo rendimento, e viceversa se i tassi calano.

Immaginando di avere un orizzonte di 12 mesi, acquistare un Bot offrirà una certezza sul rendimento a scadenza, mentre il rendimento del fondo monetario dipenderà dai futuri andamenti dei tassi. A parità di rendimento iniziale, il fondo monetario sarà relativamente più conveniente se ci si aspetta che la Bce aumenterà i tassi nell’arco del prossimo anno. Inoltre, il rendimento del fondo monetario si adegua alle condizioni di mercato, rendendo il suo prezzo tendenzialmente molto stabile e facile da liquidare senza subire perdite. Al contrario, un Bot e ancor di più un Btp a lungo termine, se venduti prima della scadenza in un contesto di tassi in aumento, potrebbero causare perdite (ne avevamo parlato qui in parole semplici).

Se i tassi di interesse scenderanno (come ci si aspetta nel momento in cui scriviamo), il fondo monetario perderà attrattiva, poiché il suo rendimento diminuirà nei mesi successivi. Questo spiega perché il tasso di riferimento per il mercato monetario sia maggiore, a fine luglio 2024, del rendimento di un titolo di Stato italiano a un anno: si prevede un calo dei tassi Bce nei successivi 12 mesi e questa aspettativa si riflette già nei rendimenti offerti.

In questa fase di mercato si prevede che l’attrattiva dei fondi monetari diminuirà, dopo che nel 2022-23, in concomitanza con i rialzi dei tassi, erano diventati una delle migliori opzioni per adeguare la remunerazione della liquidità alle nuove condizioni di mercato.

Costi di Gestione e Commissioni

Nell’orientarsi fra fondi ed Etf monetari, va ricordato che questi ultimi prevedono costi di gestione più bassi, permettendo di generare più rendimento a parità di rischio. Mentre alcuni Etf monetari hanno commissioni di gestione attorno allo 0,1%, i fondi monetari più cari superano lo 0,5%, una differenza significativa, data la natura a basso rendimento di questi prodotti. Questo vantaggio è più rilevante per chi gestisce grandi somme, per i quali i costi di transazione, talora più elevati per gli Etf monetari, non rappresentano un onere rilevante in proporzione. Per chi opta per un prodotto monetario, è importante osservare attentamente il costo, sapendo che i meno cari possono costare lo 0,1-0,2% annuo. In generale, qualche volta può essere interessante per i clienti evitare il Bot per un prodotto monetario, ma per le banche è sempre più conveniente consigliare questi ultimi – dal momento che remunerano meglio la distribuzione (l’avevamo approfondito qui).

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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