Bond Sure, poi Ue diventerà maggiore emittente al mondo

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Due tranche da 10 miliardi l’una entro fine 2020 per i bond Sure, le obbligazioni Ue pensate per sostenere la cassa integrazione degli Stati membri in questi tempi difficili. Ma c’è altro. Con le emissioni in arrivo a partire dal 2021 per finanziare il recovery fund l’Ue si prepara a diventare il maggiore emittente sovranazionale al mondo, scalfendo la supremazia del Bund. Che già inizia a soffrire

Indice

Fino a 100 miliardi di euro in emissioni europee di bond sociali per sostenere la cassa integrazione. Lo ha ufficialmente comunicato la Commissione europea il 7 ottobre 2020. Si inizierà con due tranche da 10 miliardi l’una, da “stamparsi” entro la fine dell’anno. Ma è dal 2021 che partiranno le emissioni monstre dell’Ue, per finanziare il recovery fund. Almeno 800 miliardi entro il 2026, stima Ubs. Un ammontare tale da far impallidire ogni altro emittente sovranazionale, che porterà l’Unione europea a diventare il maggiore emittente sovranazionale al mondo. Un gigante sul mercato obbligazionario globale. Tale da far appannare l’interesse degli investitori nei confronti del Bund tedesco, già in odore di assottigliamento di spread (quello con i Btp si è ridotto a 129 punti in chiusura di seduta il 7/10/2020).

Oltre i bond sure, ecco tutte le misure Ue anti covid

Il supporto per mitigare i rischi di disoccupazione durante l’emergenza (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, noto come fondo Sure) è uno degli strumenti compresi nel pacchetto complessivo degli stimoli europei per l’emergenza pandemica, fra i primi a essere approvato. Un riepilogo: la cassetta degli attrezzi Ue per difendere gli stati membri dalla crisi covid oltre a Sure (100 miliardi) contiene anche i fondi Bei (200 miliardi) per le imprese, il Mes (240 miliardi) con condizionalità leggere e il fondo europeo di ripresa Next Generation Fund Ue (altrimenti detto recovery fund, oltre 1000 miliardi di euro).

Come funzioneranno, le prime notizie ufficiali

Secondo quanto si legge nei documenti ufficiali Ue, la Commissione utilizzerà gli afflussi monetari provenienti dall’emissione di queste obbligazioni per concedere prestiti a rate. Stando alle regole del Sure, lo Stato beneficiario aprirà un conto corrente dedicato presso la propria banca centrale nazionale. Spetterà alla Commissione l’onere del controllo sull’utilizzo dei fondi, destinabili solo alle spese sociali idonee (fra cui la cassa integrazione) indicate nel regolamento.

Della capienza di 100 miliardi del fondo, gli stati hanno finora chiesto 87,4 miliardi di euro. Questi fondi andranno a supportare finanziariamente il mercato del lavoro di 16 paesi europei (ci sarebbe anche il numero 17, l’Ungheria, ma in questo caso le istituzioni europee si sono riservate di effettuare ulteriori valutazioni). Questa la ripartizione:
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Uno strumento, quello delle obbligazioni sociali europee Sure, che rappresenta un “punto di svolta” per l’intero mercato dei social bond globali, si spinge a dire il commissario al Bilancio Johannes Hahn. “Nello stesso tempo dimostra l’impegno a lungo termine dell’Ue alla finanza sostenibile”, conclude il commissario. Gli fa eco la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen: “Non stiamo investendo solo miliardi di euro per salvare posti di lavoro in Europa e ridurre l’impatto sociale del covid, ma lo stiamo facendo emettendo obbligazioni. Il che darà agli investitori la possibilità di contribuire ai nostri sforzi”.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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