BlackRock e le altre: chi è già uscito dall’alleanza per il clima

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Una mano afferra una Terra screpolata, per metà desolata e per metà vibrante, mentre l'acqua scorre dal fondo. Questa immagine simboleggia lo stress ambientale e la crisi idrica globale, riecheggiando preoccupazioni che persino grandi entità come BlackRock non possono ignorare.

BlackRock alza bandiera bianca e abbandona la Net zero asset managers initiative, l’alleanza mondiale che riunisce i più grandi gestori patrimoniali impegnati a raggiungere la neutralità carbonica. “L’adesione ci ha sottoposti a indagini legali da parte di vari funzionari pubblici”. E non è l’unica a defilarsi

Indice

  • Stando ai dati più recenti, la Net zero asset managers initiative conta oltre 325 firmatari da 57,5 trilioni di dollari di asset in gestione
  • Hildebrand: “L’adesione alla Nzam ha causato confusione sulle pratiche di BlackRock e ci ha sottoposto a indagini legali da parte di vari funzionari pubblici”

Prima Vanguard, Munich Re, Zurich e Hannover Re. Poi le più grandi banche a stelle e strisce, JpMorgan, Citigroup, Bank of America, Morgan Stanley, Wells Fargo e Goldman Sachs. E ora tocca a BlackRock. Le alleanze dei colossi finanziari per accelerare la transizione verso un’economia a zero emissioni continuano a perdere pezzi, sulla scia non solo del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ma anche e – soprattutto – di una normativa sempre più stringente.

Perché BlackRock lascia l’alleanza per il clima

In una lettera inviata ai suoi clienti istituzionali e visionata dal Financial Times, BlackRock ha annunciato di aver abbandonato la Net zero asset managers initiative (Nzam), il gruppo internazionale di gestori patrimoniali impegnati a raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050, in linea con lo sforzo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. L’adesione alla Nzam ha “causato confusione sulle pratiche di BlackRock e ci ha sottoposto a indagini legali da parte di vari funzionari pubblici”, ha scritto il vicepresidente Philipp Hildebrand, motivando il dietrofront. Da quando nel 2020 l’asset manager ha assunto la posizione secondo cui “il rischio climatico è un rischio di investimento”, ha di fatto subito forti attacchi da parte di politici conservatori. Alla fine dello scorso anno 11 Stati a guida repubblicana hanno citato in giudizio BlackRock, Vanguard e State Street dichiarando che avevano cospirato per ridurre la produzione di carbone e promuovere un “programma ambientale distruttivo e politicizzato”.

Nella lettera, BlackRock ha tra l’altro precisato che la sua uscita dalla Nzam non cambierà il modo in cui la società sviluppa “prodotti e soluzioni per i clienti” o gestisce “i loro portafogli”. I gestori di Blackrock continueranno “a valutare i rischi materiali legati al clima insieme agli altri rischi di investimento”, si precisa. C’è da dire che la mossa non è isolata. Lo scorso anno BlackRock aveva infatti già assunto una posizione intermedia in riferimento alla Climate Action 100+, la coalizione di investitori internazionali che si impegna a dialogare con le aziende che emettono le quantità più imponenti di gas a effetto serra. Stando a quanto risulta al quotidiano economico-finanziario britannico, l’asset manager ha abbandonato il gruppo a livello globale, mantenendo però l’adesione della sua divisione internazionale.

Da Vanguard a Zurich: chi altro si è “sfilato”

Come anticipato in apertura, anche Vanguard ha lasciato la Nzam oltre un anno fa, dopo avervi aderito nel 2021. “Queste iniziative di settore possono favorire un dialogo costruttivo, ma a volte possono anche generare confusione sulle opinioni delle singole società di investimento”, aveva spiegato all’epoca la società d’investimento a We Wealth, motivando le ragioni dell’uscita. “Questo è stato il caso in questione, in particolare per quanto riguarda l’applicabilità degli approcci net zero ai fondi indicizzati ampiamente diversificati, preferiti da molti investitori di Vanguard. Pertanto, abbiamo deciso di ritirarci dalla Nzam in modo da poter fornire la chiarezza che i nostri investitori desiderano sul ruolo dei fondi indicizzati e su come pensiamo ai rischi materiali, compresi quelli legati al clima, e per chiarire che Vanguard parla in modo indipendente su questioni importanti per i nostri investitori”.

Stando ai dati più recenti, la Net zero asset managers initiative conta oltre 325 firmatari da 57,5 trilioni di dollari di asset in gestione, come dichiarato sul sito ufficiale. A titolo esemplificativo, tra i nomi noti ricordiamo Amundi, Axa Investments Managers, Bnp Paribas Asset Management e State Street Global Advisors. Altro caso quello di Munich Re, Zurich e Hannover Re, che nel 2023 hanno dichiarato di volersi ritirare dalla Net zero insurance alliance, la sotto-alleanza relativa al settore assicurativo. JpMorgan, Citigroup, Bank of America, Morgan Stanley, Wells Fargo e Goldman Sachs hanno invece abbandonato nelle scorse settimane la Net-zero banking alliance, la sotto-allenza relativa al settore bancario.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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