Bitcoin brinda sulle macerie di Svb: massimi da giugno

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All’interno della comunità crypto si è diffusa l’idea che la crisi delle banche sia l’occasione per il Bitcoin di dimostrare la sua diversità “dal sistema”

Per la prima volta dallo scorso giugno il Bitcoin è tornato al di sopra di quota 28mila dollari, il 19 marzo, avviando proprio all’indomani del fallimento di SVB un trend di rialzo partito dall’area dei 20mila dollari

Grazie quest’ultimo rally la performance del Bitcoin da inizio anno è stata positiva per il 68% – la migliore “asset class” (mentre al primo posto fra le opzioni più tradizionali svetta il Bund tedesco a 30 anni)

Per la prima volta dallo scorso giugno il Bitcoin è tornato al di sopra di quota 28mila dollari, il 19 marzo, avviando proprio all’indomani del fallimento di SVB un trend di rialzo partito dall’area dei 20mila dollari. Al momento di pubblicazione, il 21 marzo, la criptovaluta per eccellenza è riuscita a mantenersi attorno i 27-28mila dollari, in attesa delle decisioni della Federal Reserve. 

Grazie quest’ultimo rally la performance del Bitcoin da inizio anno è stata positiva per il 68% – la migliore “asset class” (mentre al primo posto fra le opzioni più tradizionali svetta il Bund tedesco a 30 anni, secondo un’analisi di Goldman Sachs). 

Ancora una volta le sorti del Bitcoin sembrano associarsi a quelle del listino tecnologico Nasdaq Composite, andato incontro a un deciso recupero dopo l’impatto immediato di SVB, con una performance da inizio anno al 20 marzo del 12,55% a fronte del ben più modesto +3,9% registrato dall’S&P 500. Anche l’oro, complici le incertezze sul sistema bancario e l’attesa di una politica monetaria meno restrittiva rispetto a quella messa in conto prima del caso SVB ha rivisto quota 2mila dollari l’oncia e, al 21 marzo, vede una performance da inizio anno superiore al 7,2%.

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Poca influenza hanno avuto le chiusure di Silvergate e Signature, due banche esposte al business delle società crypto, nelle scommesse degli investitori che negli ultimi giorni sono tornati a puntare sul Bitcoin – dato per morto dopo lo scandalo dell’exchange Ftx. In questa fase di particolare confusione sui mercati Balaji Srinivasan, l’ex Cto di Coinbase, uno dei più popolari exchange al mondo nonché il primo a quotarsi a Wall Street, ha affermato che il Bitcoin raggiungerà il valore di 1 milione di dollari entro giugno – nella convinzione che la crisi bancaria negli Usa sarà inevitabile e porterà a una forte svalutazione del dollaro. Al di là della roboante previsione (Bitcoin non ha mai raggiunto i 70mila dollari) una dichiarazione di Srinivasan può spiegare il recente ritorno di fiamma fra gli investitori e il Bitcoin: “Se fai un bonifico da una banca all’altra”, come sta avvenendo dalle banche regionali Usa a quelle più grandi e sicure, “sei sempre dentro al sistema. Se converti anche solo una parte del denaro in Bitcoin, sei fuori dal sistema. E se c’è un problema sistemico, vuoi essere fuori dal sistema”.

Nelle ultime ore a segretaria del Tesoro Usa, Janet Yellen, ha lanciato un nuovo messaggio sulla volontà di proteggere i depositi bancari delle banche colpite dalla fuga dei loro clienti, affermando che “l’intervento” di Fed e Tesoro su SVB e Signature, “è stato necessario per proteggere il più ampio sistema bancario statunitense” e che “azioni simili potrebbero essere garantite se piccole istituzioni soffriranno di corse agli sportelli che pongono un rischio di contagio”. Nel frattempo, la fuga da First Republic, la banca più colpita sui mercati dopo il caso SVB, ha visto un deflusso di depositi nell’ordine dei 70 miliardi di dollari.

Queste turbolenze possono aver incoraggiato un ritorno al Bitcoin? “Una relazione c’è sicuramente. Anzitutto, il fallimento di Silvergate sembrava l’ennesimo affaire crypto, ma la sequenza Silicon Valley Bank, Signature, Credit Suisse e First Republic ha chiarito che il problema è invece eminentemente bancario”, ha dichiarato a We Wealth Ferdinando Ametrano, esperto di blockchain e fondatore di CheckSig, una società di custodia, “in seconda battuta, i problemi attuali dimostrano che l’immagine di un mondo finanziario tradizionale intrinsecamente più affidabile del mondo cripto non è corretta. Infine, la sempre più diffusa consapevolezza dei limiti delle coperture sui conti correnti (250mila dollari negli Stati Uniti, 100mila euro in Italia) rende Bitcoin un parcheggio di liquidità tecnologicamente sicuro e potenzialmente redditizio”.

Una seconda ipotesi vede nel rialzo del Bitcoin un semplice riflesso di una politica monetaria più morbida del previsto, in seguito alle tensioni sul settore bancario. In altre parole, lo stesso fattore che sta sostenendo il comparto tecnologico in Borsa. “Da un lato, l’iniezione di liquidità da parte delle banche centrali rafforza l’impressione di una finanza tradizionale in forte crisi e rende Bitcoin appetibile ad un numero crescente di investitori; infatti, questi vedono in Bitcoin un bene rifugio”, ha affermato Ametrano, “dall’altro lato, la componente maggioritaria del mercato che vede Bitcoin come un growth tech nordamericano lo compra perché il rallentamento nel rialzo dei tassi e l’iniezione di liquidità favoriscono questo settore. Insomma, sia chi comprende Bitcoin, sia chi lo fraintende, entrambi lo trovano interessante come investimento”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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