La stagione delle trimestrali americane entra nel cuore della partita: questa settimana, a partire da mercoledì, è in arrivo il reporting delle Big Tech, in un contesto apparentemente squassato dal fenomeno DeepSeek. Anche se le vere implicazioni di uno sviluppo iperefficiente dell’AI devono ancora essere comprese e passate al vaglio, come abbiamo illustrato in questo approfondimento, c’è da aspettarsi una pioggia di domande da parte degli analisti a nomi come Meta, Microsoft, Apple e Tesla – quattro “Magnifiche” che si confrontano, ciascuna a suo modo, con forti investimenti nell’intelligenza artificiale.
Mentre la seduta di lunedì ha colpito profondamente Nvidia, l’impatto sulle quattro Big Tech che pubblicheranno i conti questa settimana è stato molto sfumato o addirittura positivo, come nel caso di Meta. Il destino delle società tech, quindi va diviso a seconda dell’esposizione al business dei chip che ha colpito, oltre a Nvidia, anche Broadcom (-17%) e Micron (-11,9%).
“Lo scorso trimestre, Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta hanno speso quasi 60 miliardi di dollari in capex, gran parte per progetti di AI, con previsioni di aumento nei prossimi guadagni. Quest’anno, Meta ha promesso fino a 65 miliardi in spese in conto capitale per un enorme data center di AI”, scrive il market analyst di eToro, Gabriel Debach, “abbiamo puntato sul cavallo sbagliato? Questa domanda potrebbe emergere durante le earning call oltre che nei numeri. Le aziende hanno preparato gli investitori a spese massicce, basandosi sulla convinzione che più GPU e dati portino a capacità di AI esponenziali. Tuttavia, segnali recenti suggeriscono che questa ‘legge di scalabilità’ potrebbe aver raggiunto un punto morto, minacciando la posizione di Nvidia”.
In generale, le prospettive per l’S&P 500 restano positive: gli analisti si aspettano che i margini di profitto netto continuino a migliorare nel primo semestre del 2025, arrivando al 12,5% nel primo trimestre e al 13% nel secondo. L’S&P 500, ha mantenuto per il terzo trimestre consecutivo un margine di profitto netto superiore al 12%, un traguardo che non si registrava dal 2021. Questo margine, pari al 12,1% nell’ultima parte del 2024, è sopra la media quinquennale (11,6%) e supera il dato dell’anno precedente, dimostrando come molte aziende siano riuscite a preservare la redditività anche in un contesto di pressioni inflazionistiche, ha sottolineato l’analista senior di FactSet, John Butters.
Nel panorama settoriale, il settore tecnologico si distingue come uno dei più solidi. Rispetto al periodo giugno-settembre, l’IT ha segnato il miglior incremento del margine di profitto netto (26,1% contro 23%), un risultato che riflette l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale e dei servizi cloud per alimentare la crescita. Parallelamente, i settori delle Utility e dei beni di consumo discrezionali hanno mostrato un rallentamento, sottolineando un divario sempre più marcato tra chi riesce a cavalcare l’innovazione e chi fatica a contenere i costi.
Le attese degli investitori sulle trimestrali delle Big Tech sono quindi alte. Secondo Debach, “Apple è sotto i riflettori dopo due recenti declassamenti da parte degli analisti, e i risultati potrebbero ribaltare le aspettative, dimostrando la resilienza dell’azienda”. Per Microsoft, il focus sarà su AI e cloud, con gli analisti attenti a segnali di rallentamento della crescita o variazioni nelle spese infrastrutturali. Meta, invece, dovrà convincere il mercato, bilanciando investimenti crescenti in AI con l’impatto delle sue soluzioni pubblicitarie: il ban di TikTok, che Trump sembra determinato a evitare ma che potrebbe diventare realtà, potrebbe infatti portare significativi vantaggi a Instagram e YouTube, attirando utenti e ricavi pubblicitari.
Infine, Tesla è attesa a un banco di prova complesso, afferma Debach: “Nonostante il record di 495.570 veicoli consegnati nel quarto trimestre, l’azienda ha registrato il primo calo annuale delle consegne, mettendo pressione sui margini. Con il 2025 alle porte, il mercato si aspetta una strategia chiara per affrontare la crescente concorrenza nei veicoli elettrici e sostenere la redditività in un contesto di innovazioni nell’AI e nel settore energetico”.

