Le azioni giapponesi tornano a superare Europa e Usa: cosa fare

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Un uomo d'affari in giacca e cravatta si erge sicuro di sé con le mani in tasca su uno sfondo blu con grafici finanziari, dati di borsa e nomi di città come Tokyo e Londra.

Il Topix record supera Usa ed Europa nel 2025: rally spinto da yen debole e fiducia, ma gli analisti avvertono sui rischi di correzione e BoJ sotto pressione.

Indice

Le azioni giapponesi sono tornate a far parlare nel 2025, dopo una seconda metà del 2024 in sordina. Da luglio l’indice Topix ha messo a segno una robusta serie di rialzi che hanno ripetutamente aggiornato i massimi storici: solo nell’ultimo mese (al 19 agosto) ha realizzato un +9,89% contro il +2,28% dell’S&P 500 e il +2,44% dell’Euro Stoxx 50. Grazie a questo slancio, il Topix ha scavalcato i listini americani ed europei da inizio anno (anche se per l’investitore europeo la rivalutazione dell’euro sullo yen ribalta l’esito del confronto).

Il cambio di marcia ha avuto una data precisa: il 23 luglio, quando è stata annunciata l’intesa commerciale con gli Stati Uniti sui dazi, fissati al 15% contro il 25% inizialmente previsto. Nelle settimane successive si sono susseguite altre notizie positive per il Giappone: il Pil del secondo trimestre ha battuto le stime con un tasso annuo dello 0,3%, nonostante l’impatto dei dazi americani e con un contributo decisivo proprio dalle esportazioni nette.

Yen debole e aspettative sui tassi spingono il rally

A sostenere le azioni giapponesi, fortemente influenzate dal commercio estero, è stato anche lo yen debole rispetto al dollaro, con la Banca del Giappone cauta nell’adeguare al rialzo la politica monetaria nonostante l’inflazione viaggi da inizio anno stabilmente sopra il 3% – ben oltre l’obiettivo del 2%.

Gli economisti sondati da Bloomberg sono convinti all’unanimità che la BoJ non alzerà i tassi nel prossimo meeting di settembre. Al tempo stesso, la prospettiva di un taglio della Federal Reserve a fine estate ha dato nuovo slancio ai listini nipponici, complice anche l’allentamento delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino. Il Nikkei 225 è salito oltre quota 43.421 punti a metà agosto, dopo che dati sull’inflazione statunitense migliori del previsto hanno rafforzato l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della Fed nella prossima riunione di settembre.

Dubbi sulla sostenibilità e prospettive di lungo periodo

Non tutti, però, sono convinti che il nuovo momento d’oro possa durare. “La velocità del rally degli ultimi giorni è eccessiva”, ha dichiarato Shoichi Arisawa, direttore generale del Dipartimento di ricerca di Iwaicosmo Securities, Tokyo, “è sorprendentemente rapida soprattutto perché non abbiamo visto nuovi catalizzatori positivi in grado di muovere il mercato”.

“Le azioni europee sono salite perché gli investitori hanno spostato l’attenzione lontano dagli Stati Uniti. Ora il Giappone è diventato un obiettivo perché le prospettive aziendali del Paese sono buone e l’impatto dei dazi statunitensi sembra meno grave di quanto il mercato si aspettasse”, aveva aggiunto Arisawa, “ci saranno più società che rivedranno al rialzo le proprie previsioni grazie al limitato impatto dei dazi Usa”.

Tuttavia, un funzionario di una società di intermediazione ha osservato che sarebbe “troppo presto per incorporare le prospettive per il prossimo anno fiscale”, concludendo che il rally “non può essere facilmente giustificato”. Un’altra fonte ha aggiunto che il rialzo sarebbe stato guidato da fondi esteri di breve periodo, e quindi “non durerà a lungo”.

Inoltre la BoJ, pur con la sua tradizionale cautela decisionale, potrebbe proseguire il percorso di rialzo dei tassi da qui a fine anno. A esserne convinto è anche il Segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent, che la scorsa settimana aveva dichiarato a Bloomberg che la banca centrale giapponese si trovava già “dietro la curva”, e che, di conseguenza “avrebbe innalzato i tassi e portato il problema [dell’inflazione oltre i target] sotto controllo”.

Un rafforzamento dello yen dovuto a una stretta monetaria potrebbe tarpare le ali del rally giapponese nel breve periodo.

Se si guardano dinamiche di più ampio respiro, la stessa inflazione che potrebbe spingere la BoJ ai ripari sembra alla base della rinnovata attrattiva del mercato giapponese. “La rottura del ciclo deflattivo durato tre decenni sta spingendo le famiglie a tornare a guardare alle azioni domestiche e riporterà il Giappone su un sentiero di crescita nominale, migliorando l’ambiente per le imprese affinché possano crescere e investire”, scriveva lo scorso febbraio JPMorgan AM. “In questo contesto, la crescita salariale è accelerata nel 2024 e le aspettative sono che continui a crescere a un ritmo simile anche nel 2025. Riteniamo che la Bank of Japan continuerà a normalizzare la politica monetaria verso l’1,0%, anche se il ritmo della normalizzazione e il livello finale restano incerti e dipenderanno dai dati”.

Domande frequenti su Le azioni giapponesi tornano a superare Europa e Usa: cosa fare

Quali sono i fattori che hanno guidato il recente rally delle azioni giapponesi nel 2025?

Il rally delle azioni giapponesi nel 2025 è stato principalmente spinto da uno yen debole e dalle aspettative sui tassi di interesse. Questi elementi hanno contribuito a un forte slancio per l'indice Topix.

Come si confrontano le performance dell'indice Topix con quelle dei mercati americani ed europei nel periodo recente?

A partire da luglio, l'indice Topix ha registrato una performance superiore rispetto all'S&P 500 e all'Euro Stoxx 50. Solo nell'ultimo mese analizzato (al 19 agosto), il Topix ha guadagnato il +9,89%, superando significativamente i rialzi dei mercati americani ed europei.

Qual è stata la performance dell'indice Topix da inizio anno rispetto ai listini americani ed europei?

Grazie allo slancio recente, il Topix ha superato i listini americani ed europei da inizio anno. Questo indica una ripresa significativa delle azioni giapponesi nel corso del 2025.

Quali sono le preoccupazioni riguardo alla sostenibilità del rally delle azioni giapponesi?

Nonostante il rally, l'articolo solleva dubbi sulla sostenibilità di questa performance. Le prospettive di lungo periodo potrebbero essere influenzate da fattori non ancora completamente chiari.

Quando è iniziata la fase di rialzo dell'indice Topix che ha portato a nuovi massimi storici?

L'indice Topix ha iniziato una robusta serie di rialzi a partire da luglio, aggiornando ripetutamente i massimi storici. Questo slancio ha segnato una ripresa dopo una seconda metà del 2024 più tranquilla.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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