Azimut chiude il 2025 con 526 milioni di utile: spinta dai mercati esteri e maxi ritorno agli azionisti
Ricavi per 1,4 miliardi di euro, utile netto a 526 milioni e una raccolta netta record di 32 miliardi, di cui circa due terzi provenienti dall’estero. Il 2025 si chiude con numeri in forte crescita per il gruppo Azimut Holding, sempre più sostenuto dall’espansione internazionale e da un modello di business che combina consulenza finanziaria, gestione del risparmio e presenza diretta nei mercati globali.
Il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2025 e ha proposto la distribuzione di un dividendo di 2 euro per azione, pari a un dividend yield del 5,9%. Parallelamente il gruppo punta a distribuire agli azionisti circa il 25% dell’attuale capitalizzazione di mercato entro il 2027, tra dividendi e buyback.
“I numeri odierni misurano quello che abbiamo già realizzato – ha commentato il presidente Pietro Giuliani – Da 36 anni investiamo in persone e tecnologia. Oggi abbiamo azzerato il debito e disponiamo di oltre 800 milioni di liquidità. I numeri futuri ne forniranno una misura: preparatevi a stupirvi”.
Secondo Alessandro Zambotti, ceo e cfo del gruppo, la crescita riflette la solidità del modello Azimut: “Abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra leadership confermandoci primo player in Italia per raccolta netta, con 32 miliardi di euro, grazie al contributo sinergico di tutti i canali distributivi e all’impegno della nostra rete”.
Per l’amministratore delegato Giorgio Medda, la crescita internazionale rappresenta ormai uno dei pilastri dello sviluppo del gruppo: “La nostra impronta globale è oggi un motore di crescita che genera valore tangibile e misurabile, come dimostrano gli oltre 100 milioni di utile netto realizzati all’estero nel 2025 e un Roi del 15%”.
Crescita globale e risultati operativi
Nel dettaglio, i ricavi totali del gruppo hanno raggiunto 1,4 miliardi di euro, sostenuti da una crescita del 9% dei ricavi ricorrenti nei principali mercati.
L’espansione internazionale continua a rappresentare uno dei principali driver di sviluppo. Nel corso del 2025 il gruppo ha registrato contributi significativi da diversi Paesi, tra cui Italia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Monaco, Turchia e Stati Uniti, rafforzando la propria presenza in oltre 20 mercati.
I costi operativi si sono attestati a 755 milioni di euro, in aumento in linea con il percorso di crescita globale.
L’utile operativo (Ebit) ha raggiunto 649 milioni, mentre l’Ebit ricorrente è cresciuto del 9% a 578 milioni.
Il gruppo ha chiuso l’anno con un utile netto di 526 milioni, di cui 101 milioni generati all’estero, con un ritorno sugli investimenti (Roi) del 15%. L’utile netto ricorrente è salito a 479 milioni, in crescita del 20% su base annua, con un incremento superiore rispetto ai principali concorrenti italiani quotati.
Raccolta record e crescita delle masse
Sul fronte commerciale, Azimut ha registrato una raccolta netta di 32 miliardi, uno dei livelli più elevati nella storia del gruppo.
Un dato significativo riguarda il peso crescente dei mercati internazionali: circa il 66% della raccolta è arrivato dall’estero, confermando il ruolo sempre più centrale delle attività fuori dall’Italia.
Le masse totali hanno raggiunto 145 miliardi di euro a fine gennaio 2026, con una crescita del 32% su base annua.
Parallelamente la rete di consulenti sta accelerando sull’utilizzo delle nuove tecnologie. “Stiamo investendo sempre di più nell’adozione dell’intelligenza artificiale per migliorare l’operatività quotidiana e rendere ancora più personalizzata la relazione con i clienti”, ha aggiunto Zambotti.
Dividendi e buyback: ritorno agli azionisti fino al 25% della capitalizzazione
Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti, convocata per il 23 aprile 2026, la distribuzione di un dividendo ordinario di 2 euro per azione, che sarà pagato il 20 maggio 2026.
Il gruppo ha inoltre deliberato di chiedere il rinnovo dell’autorizzazione al programma di riacquisto di azioni proprie, con la possibilità di acquistare fino a 14 milioni di azioni, pari al 9,77% del capitale sociale, per un valore potenziale di circa 500 milioni di euro.
A partire dal 2027, Azimut introdurrà inoltre un dividendo semestrale, con pagamenti previsti a maggio e novembre.
Nel quadro del piano strategico Elevate 2030, il gruppo punta a distribuire tra 750 e 800 milioni di euro di dividendi tra il 2026 e il 2027, includendo circa 250 milioni derivanti da possibili operazioni straordinarie.
Considerando anche il programma di buyback, il ritorno complessivo agli azionisti potrebbe arrivare a circa il 25% dell’attuale capitalizzazione di mercato.
Gli obiettivi per il 2026
Guardando al prossimo anno, Azimut conferma gli obiettivi per il 2026, stimando in condizioni di mercato normali:
- raccolta netta di 10 miliardi di euro
- utile netto di 550 milioni, al netto delle componenti straordinarie.
“La crescita conseguita e gli eccellenti livelli di solidità patrimoniale ci consentono di guardare al futuro con fiducia”, ha concluso Zambotti. “Indipendenza e capacità di innovare resteranno i pilastri del nostro sviluppo”.

