Le leve di Mediolanum per il private banking del futuro

Rita Annunziata
12.5.2021
Tempo di lettura: 3'
Mediolanum punta il faro sui giovani talenti. Obiettivo? Inserire 300 nuovi banker consultant nel prossimo triennio. Ecco la “ricetta” del training on the job nelle parole di Stefano Volpato

Inseriti 93 nuovi family banker nel primo trimestre dell’anno, di cui 33 solo nel mese di marzo. Professionisti provenienti principalmente dal settore finance

Volpato: “Ai giovani offriamo la possibilità di diventare banker consultant. Cominciando con un executive master semestrale organizzato da Mediolanum corporate university”

Un primo trimestre da record sul fronte del recruitment per Banca Mediolanum: abbracciato l'ingresso di 93 nuovi family banker, 33 solo nel mese di marzo. Si tratta di professionisti provenienti principalmente dal settore bancario e assicurativo, tra cui Lamberto Di Pietro (ex recruiting manager di Banca Widiba), Mauro Fogliata e Benedetta Mariani (rispettivamente ex consulente finanziario e assistente alla clientela di Banca Popolare di Sondrio), Antonio Casciello e Roberto Bonizzi (ex gestore imprese e gestore personal e vicario di filiale di Bpm), Paolo Vigna e Donato Biasco (ex gestore privati e addetto clienti e consulente famiglia e privati di Ubi Banca) e Diana Morzia (ex consulente first per Unicredit). Ma l'istituto di Basiglio continua a puntare il faro anche sui giovani talenti, mirando a inserire 300 nuovi banker consultant nel prossimo triennio. Ecco le competenze maggiormente richieste e gli obiettivi in cantiere nelle parole di Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum.
Come è cambiato il rapporto tra top management e family banker nell'anno della crisi?

L'obbligo di limitare il contatto fisico imposto dall'emergenza sanitaria ha rafforzato la vicinanza tra la sede e la rete e tra le strutture manageriali sul territorio e i singoli family banker. Tutta la Banca si è compattata intorno all'obiettivo di dimostrare ai clienti vicinanza umana, ancor prima che professionale, in un momento di forte discontinuità emotiva. Rassicurati i clienti, andava garantita la continuità operativa su tutte le aree di business. Nell'era pre-covid l'utilizzo della firma digitale era intorno all'80%, la pandemia ha portato questa percentuale a sfiorare il 100%. È pacifico come gli investimenti in tecnologia degli anni passati abbiano facilitato la traslazione sul digitale. Meno scontata poteva essere la risposta dei clienti. Che hanno reagito invece in modo proattivo a questa nuova modalità di contatto, forse anche grazie alle task force istituite a loro supporto. Di sicuro i dati record dell'anno scorso e di questo primo trimestre hanno sugellato questa rafforzata fiducia della clientela nei nostri confronti.

Di quanti professionisti si avvale oggi Banca Mediolanum?

A fine marzo la squadra si componeva di 4.170 family banker, di cui 542 private banker e wealth advisor, con una crescita di quasi il 40% nel segmento wealth. Il punto di forza del nostro modello risiede nella possibilità di scegliere quale percorso professionale intraprendere, assecondando le proprie inclinazioni. A grandi linee sono tre le strade percorribili: la gestione delle esigenze della clientela, che vede nelle figure del wealth advisor e del top global la sua massima espressione; la specializzazione nei settori del credito e della protezione, con il ruolo di credit specialist o family protection specialist; la carriera manageriale. Se si posseggono spiccate doti relazionali e organizzative, si possono gestire percorsi paralleli. Sapere che il proprio successo professionale dipende esclusivamente dal proprio impegno e dalla propria determinazione ha una spinta propulsiva enorme, un elemento distintivo, non così scontato sul mercato.

Di recente l'istituto ha fatto il suo ingresso nella classifica “Top companies” di LinkedIn, che include le 25 società che offrono oggi le migliori prospettive di carriera. Quali gli obiettivi in cantiere sul fronte recruitment?

Ovviamente è un riconoscimento che ci gratifica. Indica come Banca Mediolanum sia una realtà ambita da chi ci osserva dall'esterno, ma anche come offra spazi di carriera e sviluppo alla sua popolazione interna. È una banca in continua crescita, in controtendenza rispetto al mercato. L'anno scorso, l'anno del covid, sono state assunte quasi 150 nuove risorse nella sede di Basiglio e queste spinte espansionistiche si riflettono anche nella nostra rete di consulenti finanziari. Nel primo trimestre dell'anno, ad esempio, sono stati inseriti 93 nuovi family banker. I profili più affini alla nostra realtà provengono prevalentemente dal settore finance. Anche se il nostro modello si distingue sul mercato per essere una perfetta sintesi tra il modello consulenziale, snello e tagliato su misura del cliente e la banca tradizionale, per la completezza dei servizi bancari offerti. Per spiegare le caratteristiche del nostro modello stiamo organizzando dei digital events rivolti proprio a bancari e a private banker di altre realtà che, in modalità digitale, possono porre tutti i quesiti del caso. Questo format sta riscuotendo un ottimo successo, sia in termini di partecipazione, con centinaia di iscritti a evento, sia in termini di gradimento, per la profondità dei temi affrontati.

In che modo intendete attrarre giovani talenti e quali sono le competenze maggiormente richieste?

Oltre a professionisti strutturati e già affermati, siamo interessati a incontrare anche giovani talenti. Mi riferisco in particolare a brillanti neolaureati o laureandi in materie economiche, politiche e giuridiche che nutrono una profonda passione per la finanza e posseggono un forte senso di responsabilità e di rispetto verso i progetti delle famiglie. A questi giovani professionisti offriamo la possibilità di diventare banker consultant. Il percorso comincia con un executive master semestrale organizzato da Mediolanum corporate university, cui segue un periodo di affiancamento ai nostri migliori professionisti, i private banker e i wealth advisor. Questo training on the job si pone come finalità ultima una co-gestione virtuosa del portafoglio dei senior con l'obiettivo di individuare le soluzioni finanziarie che meglio aderiscono ai progetti di vita delle famiglie assistite. Al banker consultant verrà riconosciuta una remunerazione che potrà incrementarsi proporzionalmente allo sviluppo del portafoglio co-gestito. Nel prossimo triennio prevediamo di inserire 300 nuovi professionisti.

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