L'importanza di essere primi nel mondo nella consulenza

Massimo Giacomelli
Massimo Giacomelli
11.5.2022
Tempo di lettura: 3'
Essere primi significa fare qualcosa che altri non hanno ancora tentato di fare, vuol dire essere aperti al cambiamento, accettarlo e promuoverlo. Come fare?
Chi di noi non ambisce a primeggiare? Nel gioco, nello sport, nel lavoro, insomma nella vita. Qualcuno lo palesa con sincerità, mentre altri “raccontano” di essere indifferenti ad arrivare primi, ma poi i comportamenti smentiscono quanto hanno affermato. Insomma, tutti vogliono essere o arrivare primi, ma qual è il prezzo?

Il prezzo è decisamente alto: sacrifici, preparazione, concentrazione massima sul focus, poco spazio per possibili distrazioni che rischiano di allontanare dall'obiettivo, tanto coraggio, molta selezione e, a volte, la tendenza a restare soli.

Ho elencato genericamente fasi di un percorso e possibili conseguenze proprio per fare una riflessione su quanto la volontà di essere primi accomuni le persone, a prescindere dal campo lavorativo e come questo pensiero possa tradursi, ad esempio, nell'essere protagonisti, o nel diventare un punto di riferimento per gli altri. Insomma, nell'essere leader.

Ed ecco che veniamo a noi, al nostro mondo della consulenza finanziaria: per noi essere primi si potrebbe tradurre nel diventare “pioniere” nel settore. Circa 50 anni fa, i visionari che hanno creduto in questa professione, oggi a capo delle principali reti, erano considerati dei venditori porta a porta che cercavano di sbarcare il lunario; in pochi credevano in loro ma nonostante tutto, la determinazione, l'ambizione, il desiderio di affermarsi e creare nuove opportunità diedero loro l'energia per proseguire e scrivere pagine nuove nella storia dei mercati in cui operiamo, dimostrando di poter vincere e di essere primi in questo importante contesto, diventando grandi leader ed esempio per tutti.
Essere i migliori vuol dire fare qualcosa che altri non hanno ancora tentato e quindi essere aperti al cambiamento, accettarlo per primi o addirittura promuoverlo. Proviamo a immaginare nel nostro ambito cosa ci sarebbe da cambiare, a quale “prezzo” e, soprattutto, se siamo disposti a pagarlo per uscire dalla nostra zona di confort dove tutto è tranquillo, dove la maggior parte delle persone cambia solo perché è costretta a scegliere un “via da”, piuttosto che “verso il”. Ripensiamo a quelle persone che, invece, il cambiamento decidono di viverlo e di guidarlo con convinzione, verso obiettivi che prima non c'erano, perché dopo aver analizzato, studiato e compreso, sanno che è giusto farlo per loro e per tanti altri che li seguiranno. Questi sono i veri leader.

Quanti di noi concentrano le proprie energie nello sviluppare strategie che aumentino il proprio portafoglio “x2”, o “x3” rispetto a quello attuale? Oggi questa è un'azione necessaria a osservare nuove normative, modelli di consulenza e a mantenere lo stesso tenore di vita.

Quanti scelgono, invece, di fare qualcosa di diverso per raggiungere il medesimo obiettivo? Chi, davanti a persone che provano a tracciare una nuova strada, si volta dall'altra parte? E ancora, quanti sono propensi all'ascolto, approfondiscono e fanno propria la nuova vision con l'obiettivo di primeggiare, ma con spirito di sacrificio, preparazione e allenamento?

Non è importante essere manager o consulente finanziario per essere primi, ma è necessario voler essere protagonisti di un cambiamento che altri non hanno ancora immaginato, consapevoli della propria forza e capaci di guardare oltre; senza dimenticare che - come ricorda una delle frasi più celebri del Mahatma Gandhi - “prima ti ignorano, poi ridono di te, poi ti combattono, poi VINCI”.
Opinione personale dell’autore
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Entra nel mondo bancario nel 1983, con esperienza da remisier di agenti di cambio e responsabile clienti istituzionali, per poi creare la prima rete di promotori finanziari per Banca del Salento con il ruolo prima di manager e poi di direttore commerciale. Dopo l'esperienza quindicinale in Mps, sempre come direttore commerciale della rete dei consulenti finanziari, nel 2014 contribuisce alla nascita di banca Widiba. Poi è diventato partner ed executive manager di Azimut Global Advisory e ora è responsabile della rete dei consulenti finanziari e wealth manager di IWBank.

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