Neobank, le tre britanniche in rosso

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Scatta l'ora dei conti per Revolut, Monzo e Starling: secondo un rapporto di Citigroup, le tre challenger bank britanniche hanno chiuso l'ultimo bilancio in rosso per 106,8 milioni, 115,5 milioni e 53,6 milioni. Lo shock pandemico potrebbe incentivare questo trend. Tagli in vista

Negli ultimi due anni Revolut, lanciata nel luglio del 2015 nel Regno Unito, ha raggiunto la cifra di 12,4 milioni di clienti contro i 3,6 milioni registrati alla fine del 2018

Monzo ha toccato i 4,5 milioni di utenti (da 0,6 milioni) e Starling gli 1,5 milioni (da 0,4 milioni)

Se si dividono le entrate per il numero medio di clienti annui Revolut guida il gruppo con 15,9 sterline, segue Monzo con 14,3 e Starling con 14,0

Mentre le banche tradizionali continuano a fare i conti con la crisi, anche le neobank si preparano a interventi di contrazione dei costi. Se negli ultimi due anni infatti il numero dei clienti è stato moltiplicato per tre, anche le perdite hanno segnato un crollo di egual dimensione. Un rapporto di Citigroup rivela quali sono le sfide in termini di ricavi.
Revolut, lanciata nel luglio del 2015 nel Regno Unito, ha raggiunto la cifra di 12,4 milioni di clienti contro i 3,6 milioni registrati alla fine del 2018, Monzo ha toccato i 4,5 milioni (da 0,6 milioni) e Starling gli 1,5 milioni (da 0,4 milioni). Quanto alle perdite, invece, Revolut ha segnato nell'ultimo bilancio un rosso pari a 106,8 milioni (contro i 33 milioni dell'anno precedente), Monzo 115,5 milioni (da -50,7) e Starling 53,6 milioni (da -26,9 milioni). In controtendenza si posiziona OakNorth Bank che ha registrato una crescita dei profitti di 65,9 milioni, quasi il doppio rispetto al 2018 (33,9 milioni).

Se poi si dividono le entrate per il numero medio di clienti annui Revolut guida il gruppo con 15,9 sterline, segue Monzo con 14,3 e Starling con 14,0, ma bisogna sottolineare che la neobank guidata da Nikolay Storonsky detiene anche il maggior numero di clienti. Starling, invece, possiede il valore più elevato di depositi medi per cliente pari a 994,4 sterline, contro le 357,1 sterline di Monzo e le 222,0 sterline per Revolut.
Ma quali sono le sfide in termini di ricavi? “La competizione sui prezzi e i bassi margini, l'offerta di un sottoinsieme di prodotti bancari rispetto agli operatori tradizionali e una quota relativamente alta di utenti inattivi che determinano entrate scarse o nulle”, spiegano gli analisti della multinazionale americana di banche d'investimento e società di servizi finanziari. Molto spesso, infatti, i clienti di una neobank tenderebbero a possedere più conti bancari e a utilizzare quello aperto in una banca tradizionale per le transazioni finanziarie. Inoltre, l'espansione dell'offerta dei prodotti e l'apertura verso nuovi mercati internazionali avrebbero mantenuto alti i costi d'investimento. E lo shock pandemico, in questo contesto, non avrebbe fatto altro che incentivare questo trend, spingendo le tre neobank a puntare sul taglio dei costi, tra riduzione degli stipendi e licenziamenti.

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