Moratorie sui prestiti: pervenute oltre 2,2 milioni di domande

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Pervenute 2,2 milioni di domande di adesione alle moratorie sui prestiti, per 233 miliardi di euro. Secondo le rilevazioni della Banca d'Italia, il 44% riguardano società non finanziarie. Il 78% sono state già accolte dalle banche. Sabatini: “Necessario un intervento tempestivo a supporto di imprese e famiglie”

Le domande delle famiglie superano gli 1,1 milioni per prestiti pari a 72 miliardi di euro

Oltre 69mila richieste attengono alla sospensione delle rate dei mutui sulla prima casa

Superano i 2,2 milioni le domande e le comunicazioni di moratoria sui prestiti pervenute alle banche, a fronte di un debito residuo superiore ai 233 miliardi. Sono i dati raccolti dalla task force dedicata all'attuazione delle misure di sostegno della liquidità costituita da ministero dell'Economia e delle finanze, ministero dello Sviluppo economico, Associazione bancaria italiana, Banca d'Italia, Mediocredito Centrale e Sace.
Secondo una rilevazione statistica della Banca d'Italia, in particolare, circa il 44% delle richieste derivano da società non finanziarie, per prestiti pari a 156 miliardi. Quanto invece alle famiglie si parla di 1,1 milioni di domande pari a 72 miliardi di euro e poco più di 69mila richieste relative ai mutui sulla prima casa, per un importo medio di 89mila euro.

“In questa situazione è necessario un intervento tempestivo a supporto di imprese e famiglie, a fronte di uno shock economico che coinvolge contestualmente domanda e offerta – spiega Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi in occasione dell'evento Accenture Banking Conference 2020 – nella logica di supportare la ripresa del paese e ridurre i rischi di credito”. Secondo Sabatini, le banche hanno fatto un “grandissimo sforzo di efficientamento”. Si stima, in particolare, che circa il 78% delle domande o comunicazioni di adesione alle moratorie sui prestiti sia stato già accolto dagli istituti di credito, contro l'1% dei rifiuti e il restante 21% in attesa di essere analizzato.
Intanto, l'Abi e i segretari generali delle organizzazioni sindacali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin hanno definito le misure da adottare in vista dell'erogazione dei servizi bancari nel post-lockdown. Considerando la graduale ripresa delle attività produttive e commerciali e l'allentamento delle misure di contenimento del contagio, è stato definito che “le banche potranno garantire l'accesso alle filiali sulla base di modalità organizzative che limitino comunque la presenza contemporanea dei clienti al fine di assicurare la sicurezza degli stessi e delle persone che lavorano in banca”, si legge in una nota.
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